FARNESINA
Conclusi i lavori del primo Forum di dialogo tra Italia e Svizzera
Si è discusso dell’influenza della crisi sulla finanza pubblica e privata, della riservatezza bancaria, dei trasporti, dell’energia degli stereotipi dei media sui due paesi
Terzi : “Per intensificare il dialogo fra le società civili contiamo moltissimo sul contributo dei 500.000 membri della comunità italiana in Svizzera e di quella elvetica in Italia”
Burkhalter: “Gli italiani che risiedono in Svizzera hanno contribuito alla prosperità del mio paese e a darealle città svizzere il loro carattere attuale”
ROMA – Si è concluso a Roma il primo Forum di dialogo tra l’Italia e la Svizzera. L’iniziativa, che intende promuovere le relazioni fra i due paesi sul piano politico, economico e culturale e negli aspetti correlati al processo d’integrazione europea, è stata promossa dall’Ambasciata Svizzera in Italia e da “Limes”, Rivista Italiana di geopolitica, in collaborazione con l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (Ispi) e con il patrocinio del ministero degli Esteri italiano e del dipartimento federale degli Esteri svizzero. Durante l’incontro sono state discusse varie tematiche come “L’influenza della crisi sulla finanza pubblica e privata: debito sovrano e riservatezza bancaria”, “Fare rete: trasporti, energia e ICT” e “La percezione reciproca: stereotipi ed immagine dei due paesi nei rispettivi media”.
Nella seduta di apertura del Forum, svoltosi a Villa Madama, l’ambasciatore della Svizzera in Italia Bernardino Regazzoni ha sottolineato come questo Forum risponda alla necessità di istaurare un rapporto bilaterale fra Italia e Svizzera che vada oltre la mera questione fiscale e dia una reale percezione delle positive relazioni economiche e culturali esistenti fra i due paesi. Dopo aver segnalato il contributo di Carlo De Benedetti, che ricopre l’incarico di presidente onorario del Forum, Regazzoni ha spiegato come l’iniziativa si prefigga di raggruppare, oltre ai rappresentanti governativi, gli esponenti dell’economia, della società civile, dei media e della cultura di entrambi i paesi. L’ambasciatore ha poi sottolineato come il lavoro del Forum, che adotta le tre lingue nazionali della Svizzera (tedesco, francese e italiano), appaia caratterizzato, viste le varie categorie coinvolte, da un linguaggio diverso da quello diplomatico. “Questo Forum – ha concluso Regazzoni – materializza bene la parentela speciale che esiste fra i due paesi che alcuni chiamano italianità ma che io credo essere molto, molto di più”.
“La Svizzera – ha affermato il direttore della rivista ‘Limes’ Lucio Caracciolo – esiste da più di 700 anni e l’Italia va per i 152 e nonostante ciò siamo al primo Forum di dialogo italo- svizzero, Questo vuol dire che vi sono state in passato delle barriere, dei problemi e degli ostacoli che vanno superati. L’obiettivo di questo Forum è dunque quello di costruire una rete permanente di dialogo che vada al di là delle conoscenze verticali, architetti con architetti, imprenditori con imprenditori, giornalisti con giornalisti, che finalmente permetta di costruire una casa interdisciplinare di diversi interessi in grado di strutturarsi nel tempo. Vogliamo rendere questo Forum – ha aggiunto Caracciolo che ha annunciato la pubblicazione di un numero monografico della rivista ‘Limes’ sulle risultanze dell’incontro – una struttura permanente che si riunisca annualmente in Italia e in Svizzera e che abbia dei momenti di preparazione ed incontro intermedio. Ma soprattutto consideriamo il Forum come un innesco, una scintilla, capace di dar vita ad iniziative spontanee”. Caracciolo ha infine letto un messaggio del presidente del Forum Carlo De Bendetti.
“L’avventura della mia vita – scrive De Benedetti – si è dipanata in larghissima parte fra Italia e Svizzera e sono fiero delle mie radici italiane, ciò non mi impedisce di vedere la profondità dei problemi che affliggono questo paese e tuttavia resto convinto che l’Italia abbia le risorse per ritrovare se stessa e scrivere nuove pagine di progresso civile e culturale recuperando la parte migliore della sua grande traduzione. Allo stesso tempo – prosegue De Benedetti – sono profondamente legato alla Svizzera. Il paese che ha salvato due volte la vita mia e della mia famiglia, prima nella notte nazifascista ai tempi delle persecuzioni razziali nell’Italia occupata,…poi durante gli anni di piombo quando il generale Dalla Chiesa mi esortò a trasferire nella confederazione i miei familiari non potendone garantire la protezione dal terrorismo dilagante. Anche per questo dal 2009 ho associato alla mia cittadinanza italiana quello svizzera. E non me ne pento affatto”.
Ha poi preso la parola il ministro degli Esteri Giulio Terzi che ha evidenziato come il Forum rappresenti “un modo formidabile per imprimere un forte impulso alle relazioni bilaterali fra Italia e Svizzera già così straordinarie…Con questo Forum – ha aggiunto Terzi – intendiamo rispondere all’esigenza avvertita da molti di avere un momento di confronto fra i principali protagonisti dei nostri paesi che alimentano con il loro lavoro, il loro impegno e le loro idee l’intensità dei nostri legami. E in effetti non vi è pagina della nostra storia che si possa dire esente da forti influenze reciproche. I popoli europei hanno nei confronti di quello svizzero un grande debito, perché la civiltà europea è segnata da idee di libertà e centralità della persona che sono state elaborate in Svizzera… La Svizzera – ha proseguito Terzi – non ha solo diffuso queste idee di libertà, ma le ha coraggiosamente attuate e il popolo italiano sarà sempre grato a quello svizzero per aver dato rifugio generoso e aperto a tanti connazionali in momenti difficili della nostra storia . Italiani che si battevano sulle barricate del risorgimento, che si opponevano al fascismo, e che sapevano che avrebbero potuto trovare riparo in quel territorio”.
Il ministro degli Esteri ha inoltre segnalato sia l’esigenza di un’Europa più democratica e meno burocratizzata, capace di dare concrete risposte alle preoccupazioni economiche e di sicurezza dei cittadini, sia la necessità di raggiungere, nell’ambito delle relazioni istituzionali frala Svizzera e l’Unione Europea, un compromesso negoziale che guardi all’interesse comune.
Terzi ha anche posto in evidenza la contiguità fra Italia e Svizzera per quanto riguarda la tutela dei diritti umani e la prevenzione dei conflitti. Temi su cui i due paesi nel 2014, quando la Svizzera avrà la presidenza dell’Osce e l’Italia quella dell’Ue, potranno operare positivamente attraverso un’agenda comune. Dopo aver annunciato la firma con il ministro degli Esteri della Svizzera di accordo quadro di cooperazione rafforzata fra i due paesi, Terzi ha segnalato vari campi di collaborazione fra il governo elvetico e quello italiano, come ad esempio la lotta all’Onu contro la pena di morte e l’organizzazione dell’Expo 2015 a Milano con il relativo programma volto al miglioramento dei collegamenti transfrontalieri fra la Svizzera e Italia che ha l’obiettivo di portare a Milano due milioni di visitatori svizzeri. Il ministro degli Esteri si è poi soffermato sul fatto che l’Italia è ad oggi secondo partner commerciale della Svizzera, sottolineando come anche “in una cooperazione economica così intensa possano a volte sorgere delle problematiche che sentimenti di amicizia permettono di individuare per arrivare a soluzioni condivise alle quali si sta lavorando. Vi sono questioni fiscali – ha precisato Terzi – che ora sono incanalate in modo sicuro e progressivo nel lavoro del gruppo di pilotaggio che riteniamo continuerà ad essere uno strumento efficace ed in grado di dare i risultati auspicati”. Il ministro degli Esteri ha poi ricordato sia l’importanza della Svizzera dal punto di vista energetico, da essa l’Italia riceve il 40% delle importazioni di energia elettrica e attraverso il territorio elvetico transita un quarto degli approvvigionamenti di gas naturali, sia la centralità delle grandi infrastrutture che si stanno realizzando insieme alla nazione elvetica, come ad esempio il nuovo traforo del San Gottardo che permetterà di collegare Milano a Zurigo in meno di tre ore.
“Nella dimensione diversificata delle nostre relazioni – ha concluso Terzi – esistono margini di miglioramento. Possiamo intensificare il dialogo fra le società civili, evitare il riemergere di improvvidi stereotipi e tutto questo per centrare le possibilità di collaborazione. In questo sforzo contiamo moltissimo sul contributo dei 500.000 membri della comunità italiana in Svizzera e di quella elvetica in Italia. Sono lieto che oggi siano qui presenti rappresentanti del parlamento italiano eletti in Svizzera”.
Dal canto suo il ministro degli Esteri svizzero Didier Burkhalter ha evidenziato come la Svizzera condivida con l’Italia parte della sua identità fondante in quanto l’italianità è oggi una cultura che accomuna i due paesi. “Non bisogna poi dimenticare – ha aggiunto Burkhalter – le relazioni che da sempre legano l’Italia e la Svizzera sul piano umano. Ce lo ricordano mezzo milione di persone con passaporto italiano che risiedono oggi in modo permanente in Svizzera. Uomini e donne che hanno contribuito alla prosperità del mio paese. Li voglio menzionare con gratitudine, perche sono un esempio di integrazione riuscita ed hanno contribuito con la lingua, gli usi e la cultura a dare alle città svizzere il loro carattere attuale. Voglio anche segnalare – ha proseguito il ministro degli Esteri elvetico – i 50.000 svizzeri residenti in Italia, la quarta comunità svizzera nel mondo, e prima di essi il contributo dato dagli emigranti nel IXX secolo all’industrializzazione dell’Italia del nord”.
Burkhalter ha poi evidenziato come il volume del commercio fra la Svizzera e l’Italia si sia oggi attestato intorno ai 30 35 miliardi di euro, mentre sono numerose le imprese elvetiche che hanno scelto di investire in Italia. Un contesto economico positivo che potrà ricevere ulteriore impulso dall’apertura nel 2015 del nuovo traforo del San Gottardo. Burkhalter ha inoltre sottolineato come la Svizzera, anche se non fa parte dell’Ue, sia profondamente integrata nell’Europa attraverso accordi di libero scambio commerciale e a garanzia della mobilità delle persone. Anche il ministro degli Esteri elvetico si è soffermato sul quadro di cooperazione rafforzata appena siglato con l’Italia. Un’intesa che prevede, fra l’altro, consultazioni regolari fra i due paesi sulla politica europea. Burkhalter ha poi ricordato come a tutt’ora sia in corso il negoziato bilaterale fra Svizzera e Italia volto al miglioramento dei rapporti fiscali. Un faccia a faccia in cui si cerca un’intesa sulle imposte relative ai capitali e agli interessi futuri, sull’offerta dei servizi finanziari oltre frontiera, sull’accesso ai mercati dei due paesi, sull’adeguamento dei vecchi rapporti della convenzione relativa alla doppia imposizione e sul regime fiscale dei lavoratori transfrontalieri. Burkhalter ha inoltre sollecitato, al fine di superare i consueti stereotipi, l’intervento dei governi, dei parlamenti, dei media e delle Ong per migliorare la reciproca percezione in Italia della Svizzera e del paese elvetico in Italia . (Goffredo Morgia -Inform)