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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Con l’esibizione di Yurij Bashmet e i “Solisti di Mosca” si è aperta la stagione degli incontri culturali all’Ambasciata d’Italia Mosca

DIPLOMAZIA CULTURALE

Ragaglini: “La musica rappresenta da sempre un ponte formidabile tra Italia e Russia che in quest’arte antichissima trovano uno straordinario legame”

 

MOSCA – Si è aperta, con il concerto del maestro Yurij Bashmet e dell’ensemble musicale “Solisti di Mosca” (orchestra da camera da lui fondata e diretta che quest’ anno festeggia i 25 anni di attività), la stagione degli incontri culturali all’Ambasciata d’Italia  Mosca . Il violinista Yurij Bashmet si è esibito nella doppia veste di direttore e di solista, con un repertorio musicale che ha visto l’esecuzione di brani di Bach, di Mozart e di Chaikovskij, oltre che di Paganini e di Rossini quale omaggio all’Italia, e tre assoli del maestro stesso.  Alla serata erano presenti rappresentanti del mondo culturale, scientifico, universitario e politico russo, tra questi ultimi il vice Primo Ministro, Arkadij Dvorkovich, nonche’ esponenti dell’imprenditoria e dei media russi e italiani.

“Yurij Bashmet e’ un nome amato e familiare agli amici dell’ambasciata. Ricordo ancora con emozione lo splendido duetto che nel 2015 ci ha regalato con il Maestro Uto Ughi proprio in queste sale, dove in passato e’ stato insignito con un’alta onorificenza italiana”, ha dichiarato l’Ambasciatore d’Italia a Mosca Cesare Maria Ragaglini. “Mi e’ sembrato molto appropriato iniziare il programma della nostra ricca attività culturale di quest’anno con un concerto. La musica rappresenta da sempre un ponte formidabile tra Italia e Russia che in quest’arte antichissima trovano uno straordinario legame. Ricordo – ha proseguito l’Ambasciatore – come gli italiani Paisiello, Cimarosa, Traetta e Galuppi, siano stati tra i principali ispiratori della scuola musicale russa dal 700 in poi. Una vicinanza cui ha contribuito anche la collaborazione tra le maggiori istituzioni musicali dei due Paesi. L’epocale tournee del Teatro alla Scala nel 1964, la prima di un grande teatro occidentale in Unione Sovietica, rappresentò una memorabile pagina di diplomazia culturale durante la Guerra Fredda. E nel settembre scorso- ha concluso Ragaglini –  proprio il Teatro milanese ha rinverdito questo legame con un’altra tournee di altissimo livello, e di straordinario successo, in Russia”. (Inform)

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