ATTIVITA’ PARLAMENTARE
(Fonte immagine Camera dei Deputati)
ROMA – Si è tenuta nei giorni scorsi davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato l’audizione del Vice Ministro degli Esteri, Edmondo Cirielli, nell’ambito dell’esame congiunto della deliberazione del Consiglio dei Ministri in merito alla partecipazione dell’Italia a ulteriori missioni internazionali per l’anno 2023, nonché della relazione analitica sulle missioni internazionali in corso e sullo stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione. Nel suo interventi Cirielli si è soffermato in primo luogo sugli effetti di crisi causati dapprima dal post-pandemia e poi dalla guerra in Ucraina. “Bisogna affrontare le sfide in via multilaterale”, ha precisato Cirielli menzionando le linee guida dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile e invitando a “rendere centrale la cooperazione per la nostra politica estera”. Cirielli ha auspicato interventi di tipo strutturale nei Paesi in via di sviluppo. “La cooperazione può servire a evitare che ci siano persone costrette a lasciare la propria terra: chi emigra lo deve fare liberamente”, ha sottolineato Cirielli evidenziando che per valorizzare davvero le persone nella loro quotidianità servono investimenti strutturali. “Spesso l’Occidente si è approcciato ai Paesi in via di sviluppo con fare paternalistico”, ha ribadito il Vice Ministro rilevando una serie di errori messi in atto nel tempo dai Paesi occidentali. Agenda 2030 e carta delle Nazioni Unite, ma anche il cosiddetto nuovo Piano Mattei, sono per Cirielli i fari di riferimento per indirizzare la politica estera italiana. “L’interesse strategico dell’Italia deve però fare i conti con l’interesse reciproco: è una questione etica”, ha tenuto a precisare Cirielli riferendosi sempre alla modalità di rapportarsi con altri Paesi, nello specifico quelli dell’Africa. “L’Italia deve muoversi forte della sua tradizione diplomatica in partnership con le organizzazioni internazionali”, ha sottolineato il Vice Ministro annunciando altresì l’idea dell’istituzione di una nuova agenzia di cooperazione in Ucraina poiché con la guerra si è creata una situazione critica in parte del Caucaso. Cirielli ha quindi invitato a tenere rapporti in altre aree strategiche come ad esempio Medio Oriente e Indo-Pacifico; allo stesso tempo ha precisato che c’è bisogno di mantenere canali diplomatici aperti anche in Paesi dove ci sono regimi in atto che affliggono le popolazioni locali. Il pensiero è andato ad esempio alle crisi politiche in Corno d’Africa dove non si può lasciare sola la popolazione. In Africa ci sono però anche grandi democrazie che vanno incoraggiate per renderle come esempio di sviluppo per i Paesi limitrofi. Nel suo intervento la deputata Federica Onori (M5S- ripartizione Europa) ha ribadito come la cooperazione internazionale sia un investimento tale da portare anche a un ritorno per il nostro Paese. In tal senso Onori ha menzionato la questione dell’obiettivo dello 0,7% del Pil in aiuti pubblici allo sviluppo. Fra gli altri interventi segnaliamo quello di Piero Fassino (PD) che ha condiviso l’elemento della continuità dato anche dall’attuale governo nel portare avanti le politiche d cooperazione internazionale. “Il problema però è avere una dotazione di risorse adeguata”, ha rilevato Fassino invitando a riflettere anche sulla cosiddetta cooperazione decentrata messa in campo dagli enti locali. “Ad esempio quando ero sindaco di Torino abbiamo sviluppato un progetto per il rifacimento dell’acquedotto della città di Ebro, concretamente realizzato e finanziato in parte dalla città e in parte dall’Agenzia per la cooperazione”, ha spiegato Fassino. In sede di replica Cirielli si è detto d’accordo sul raggiungimento dello 0,7% del Pil che era una questione posta da Onori. “Quest’anno abbiamo avuto un piccolo aumento delle risorse”, ha ribadito il Vice Ministro aggiungendo anche come ci siano risorse umane in più nel campo della cooperazione. In merito al coinvolgimento di altri attori nella cooperazione anche a livello locale, idea avanzata da Fassino, Cirielli ha annunciato anzitutto la volontà di un maggiore coinvolgimento dell’Europa e, in modo specifico a livello bilaterale, di Francia e Germania. Il Vice Ministro si è detto d’accordo sul coinvolgimento degli enti locali visti come una possibilità in più. (Inform)