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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Commissione continentale Europa e Africa del Nord: il dibattito sulla riforma del Consiglio Generale  

ITALIANI ALL’ESTERO

 

DORTMUND – Durante la riunione della Commissione continentale Europa e Africa del Nord del Cgie, che si sta svolgendo a Dortmund, si è discusso di riforma del Cgie e di modalità di voto per le elezioni dei Comites. Il Vice Segretario per l’Europa e l’Africa del Nord Giuseppe Stabile ha spiegato il problema dello sfasamento temporale tra il mandato dei Comites e quello del Cgie: nel caso di questa consiliatura il Cgie si è insediato a giugno 2023 con i Comites che invece si sono insediati nel dicembre 2021. Ciò significa che la scadenza quinquennale dei Comites è il 2026 mentre per il Cgie sarebbe il 2028. Stabile ha osservato che, se non viene introdotto un nuovo meccanismo preciso, ci si potrebbe trovare anche in futuro nella stessa situazione odierna : ossia dover attendere mesi tra l’elezione dei Comites e la nomina dei consiglieri di nomina governativa del Cgie. Stabile ha precisato che, senza un limite temporale che vincoli la procedura, essa resta esposta a rallentamenti burocratici e valutazioni politiche discrezionali, sempre che non cada un Governo durante il corso della consiliatura e sempre che non ci siano ricorsi. “Si sta parlando di una questione squisitamente giuridica”, ha evidenziato Stabile aggiungendo inoltre che a suo parere, essendo il Cgie un organismo dialogante per sua natura con diversi Ministeri, dovrebbe avere una collocazione in una sede diversa da quella del Ministero degli Esteri. Il consigliere Tommaso Conte (Germania – componente del CdP) ha avanzato l’ipotesi di come dovrebbe essere il Cgie: a cominciare dalla sua statura giuridica, nonché dal rapporto tra eletti e nominati. Secondo Conte dovrebbero esserci meno consiglieri nominati e più consiglieri eletti, senza toccare quindi il numero complessivo dei membri. Per Conte questo nuovo equilibrio aiuterebbe anche a colmare quei vuoti di presenza nell’ambito dell’Assemblea Plenaria di rappresentanti in alcuni Paesi del globo. “Che cos’è il Consiglio Generale e che cos’è un consigliere Cgie?”, si è dunque chiesto Conte sottolineando la necessità di delineare con precisione la figura del consigliere. Conte ha avanzato pertanto la proposta di come si potrebbe trasformare il Cgie, partendo dai due elementi già citati: la natura giuridica e la composizione. Il Consigliere Carmelo Vaccaro (Svizzera) ha ipotizzato a sua volta la riduzione dei consiglieri di nomina governativa, per coprire quelle zone attualmente scoperte, e in più dare una funzione specifica a tali consiglieri. Vaccaro si è anche sottolineato l’eccessivo apporto politico fornito dei consiglieri di nomina governativa.

E poi intervenuto la Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi che ha anzitutto segnalato il suo contributo personale alla realizzazione della nuova edizione del RIM della Fondazione Migrantes in uscita nei prossimi giorni. Prodi ha parlato della possibilità di portare finalmente a compimento un ciclo, con le proposte di riforme fin qui delineate, auspicando anche un ruolo più importante per la Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-Cgie. “Non possiamo permetterci un’immobilità”, ha rilevato Prodi vedendo nel 2026 un’occasione di rinnovo dei Comites con tutta l’energia che le comunità italiane nel mondo possono manifestare. “Siamo l’istituzionalizzazione delle comunità e dobbiamo tenerlo a mente”, ha aggiunto la Segretaria Generale sottolineando che, a fronte di circa 7 milioni di iscritti AIRE, non sono poi moltissimi quelli che all’estero hanno una tessera di partito: questo per esaltare la capacità di creare rete e valore nei singoli territori superando una visione centralizzata che parta da Roma. L’invito di Prodi è quello di evitare di subire decisioni altrui anche su una riforma che riscriva la natura giuridica collegiale dell’organismo e dei consiglieri, che sono due aspetti differenti. Secondo Prodi la collegialità è ciò che maggiormente tutela la complessità di ciò che sono gli italiani nel mondo. La Segretaria Generale ha anche aggiunto che essere volontari non è sintomo di ‘amatorialità’ nell’impegno profuso a supporto delle collettività. Per Giuseppe Scigliano (Germania) i consiglieri di nomina governativa dovrebbero riportare quanto espresso dal Cgie a partiti e organizzazioni esterne. Scigliano ha inoltre criticato l’attuale legge elettorale sui Comites. Massimo Romagnoli (Belgio) si è detto contrario al mantenimento dei consiglieri di nomina governativa nel Cgie e ha sottolineato l’esigenza di cambiare la legge sui Comites. Anche il Consigliere Luigi Billè (UK) si è detto d’accordo sull’abolizione delle nomine governative perché, in sostanza, secondo Billè così si potrebbe riuscire a creare un’azione maggiormente territoriale e trasversale, scevra da logiche meramente politiche. Roger Nesti (Svizzera) ha parlato di “un film visto più volte” allorché alla scadenza della consiliatura dei Comites si finisce a parlare sempre di proposte di cambiamenti. “Per questo sono un po’ preoccupato”, ha precisato Nesti evidenziando la necessità di affrontare la vera sfida, cioè di riportare le persone al voto per la rappresentanza di base. “Non sono così categorico sull’eliminazione dei consiglieri di nomina governativa”, ha aggiunto  Nesti. Per Giangi Cretti (FUSIE) è importante che il Cgie sia un organismo di rappresentanza territoriale per intercettare le esigenze ed i bisogni delle comunità italiane, ma anche un luogo di rappresentanza di ruoli e competenze. Il consigliere si è inoltre detto aperto a una riflessione riguardante i consiglieri di nomina governativa. Fra gli altri interventi segnaliamo quello di Silvestro Gurrieri (Germania) ha espresso l’esigenza,  a fronte di importanti riforme di Comites e Cgie,  di valutare l’opportunità di chiedere al governo di spostare la scadenza delle elezioni dei Comites. Gurrieri ha inoltre auspicato riforme della rappresentanza vere e incisive. Su questo punto Tommaso Conte ha ripreso parola e ha definito tali argomenti molto complessi , in virtù del fatto che le scadenze elettorali dovrebbero sempre essere rispettate. Conte ha anche sollevato perplessità relativamente alle modalità delle attività di raccolta e di validazione delle firme necessarie per presentare le liste per le elezioni dei Comites. “Noi proponiamo le leggi, non le facciamo noi”, ha precisato Conte.  (Inform)

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