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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Chiusura Stati Generali a Villa Pamphili, il Premier Conte: “Non c’è stata alcuna passerella ma un confronto aperto con tutte le componenti della nostra società per un progetto di rilancio inclusivo”

GOVERNO

ROMA – Si sono conclusi i lavori della Consultazione Nazionale, lavori che sono passati alle cronache in questi giorni come Stati Generali: una definizione che rinvia all’organo di rappresentanza dei diversi ceti sociali esistenti nella Francia del Settecento. Tuttavia la settimana di consultazioni, tenutesi in quel di Villa Pamphili, è passata alle cronache anche per via delle polemiche di chi ha contestato al Governo Conte una sorta di chiusura al mondo. Proprio all’inizio della sua conferenza stampa, il Premier Conte ha inteso chiarire questo concetto cogliendo anche “l’ironia di quanto riportato da alcuni giornali”, per dirla con le stesse sue parole. “Ho letto di ‘passerelle’ e anche di alcune frasi ironiche sulla sede prescelta: nulla di tutto questo. Se proprio ci sono state ‘sfilate’ – ha spiegato risentito Conte – sono state quelle di un Paese intero in tutte le componenti della società. Abbiamo scelto la bellissima Villa Pamphili perché della bellezza dell’Italia non dobbiamo vergognarci. Abbiamo tutti lavorato senza risparmiarci: è stata una settimana davvero molto intensa e non ci siamo chiusi affatto; anzi ci siamo aperti alla società civile e al mondo produttivo nonché al mondo della cultura”, ha espresso nel suo incipit Conte ricordando come nel giorno di apertura dei lavori, in una cornice molto istituzionale, siano state incontrate “le massime autorità europee ed internazionali per ragionare anche sul quadro dell’economia e sui suoi trend”.

Un confronto continuo con il mondo dell’imprenditoria, del commercio, delle professioni sanitarie, dei sindacati e degli enti locali per arrivare a un progetto di rilancio inclusivo. “Un lavoro proficuo e intenso – lo ha definito Conte – che ha consentito di toccare con mano tanta resilienza e tanto genio italico. Ho incontrato anche singoli commercianti e operatori del turismo per parlare di misure che servirebbero nell’immediato. Nei giorni precedenti la Consultazione abbiamo elaborato un Piano di rilancio, rivolgendo lo sguardo al futuro”, ha aggiunto il premier citando una frase estrapolata da un discorso tenuto da Alessandro Baricco. “In questo periodo abbiamo aperto all’impossibile il panorama della nostra mente ed allargato all’impensabile il raggio della nostra azione”, queste le parole dello scrittore citate da Conte. Una citazione non casuale nella misura in cui bisogna pensare in grande ed il Premier ha voluto evidenziare come lo stesso Piano di rilancio non sia una mera raccolta di riforme perché c’è bisogno di un qualcosa in più di semplici riforme. “Dobbiamo reinventare il Paese che vogliamo, non possiamo accontentarci di qualche semplice riforma”, ha ammonito Conte puntando a tre direttrici: modernizzazione del Paese, rigorosa transizione energetica, maggiore inclusività dell’Italia.

Applicando una traslazione dall’astratto al concreto, Conte ha spiegato alcuni di questi ambiziosi progetti. “Per quanto riguarda la modernizzazione del Paese tutti condividono l’Alta Velocità, quindi le infrastrutture ferroviarie, ma non solo. Non è più possibile percorrere in quattro ore la tratta Roma-Pescara né quella da Palermo a Catania. Dobbiamo lavorare anche al Piano cashless per favorire i pagamenti digitali: tutte le componenti sane del paese ce lo chiedono per contrastare l’economia sommersa. Infine la fibra ottica per superare un divario digitale che abbiamo toccato con mano per lo smart working e la didattica a distanza, rendendo accessibile a tutti i cittadini l’accesso a internet”, ha spiegato Conte parlando poi di riduzione della burocrazia e quindi della questione della responsabilità erariale nell’abuso d’ufficio.  Sul secondo pilastro è stato ricordato il progetto Impresa 4.0 Plus: significa rendere strutturali gli incentivi alle imprese propense alla green economy. “Vogliamo inoltre sposare i distretti dell’economia circolare e creare degli spazi industriali in cui realizzare il passaggio alle energie rinnovabili”, ha spiegato Conte arrivando al terzo pilastro, quello dell’inclusività. “Qui occorre la riduzione del cuneo fiscale – ha ribadito – con beneficio per i lavoratori e già per luglio abbiamo predisposto una misura in tal senso. Bisogna anche investire nella ricerca e nella scuola, nelle borse di studio e nelle residenze per studenti, e garantire la formazione continua dei lavoratori”, ha precisato Conte mettendo in’evidenza un altro vulnus della nostra società: la bassa presenza di manager donne nel mondo dell’impresa in un Paese che s’interroga, troppo spesso in maniera fiabesca, sul concetto astratto di quote rosa, lasciandolo poi chiuso nel cassetto quando bisogna metterlo in pratica.

Il Premier non ha nascosto le preoccupazioni circa la mancata ripartenza, per ora, del circuito produttivo e dei consumi: si sta valutando se intervenire sull’Iva ma ancora di concreto non ci sarebbe nulla. Su un eventuale ulteriore scostamento di bilancio per far fronte alle spese dei Comuni o il rifinanziamento della Cig – considerando che i fondi del Recovery Fund arriveranno forse nel 2021 – il Premier non ha dato una risposta precisa stante una rivalutazione generale del Piano di rilancio nelle prossime settimane alla luce dei suggerimenti pervenuti. “Sarà dal Piano di rilancio in versione definitiva che trarremo il Recovery Plan da presentare a settembre. Nel frattempo ci sono misure di immediato impatto”, ha spiegato Conte che non ha escluso a priori un ulteriore indebitamento dovuto all’eccezionalità di questo periodo di sofferenza sociale. Autunno caldo per la tenuta del Governo e per i rapporti tra M5S e PD? “Che ci sia stata qualche nota critica, anche in questi giorni, è un qualcosa che riguarda ogni famiglia e trovo nel PD un partito affidabile e consapevole del momento difficile del Paese. Il segretario Zingaretti ha espresso idee chiare ad ogni confronto. Molte delle misure alle quali stiamo lavorando hanno un profilo in divenire e di più anni”, ha abbassato i toni Conte che è stato poi chiamato a rispondere sul rapporto con le opposizioni, alle quali si è già riferito in merito alle polemiche sulla scelta della location degli Stati Generali e sulle ‘passerelle’. “Le opposizioni non hanno raccolto il mio primo invito a loro riservato ma tornerò a offrire un’ulteriore occasione di confronto…Spero che stavolta coglieranno l’invito”, ha sottolineato il Premier valutando positivamente l’atteggiamento particolarmente disposto al dialogo da parte di Forza Italia all’interno dell’area delle opposizioni.

Anche nel rapporto con Confindustria, Conte il Premier ha ribadito la propria volontà dialogica sebbene nella consapevolezza che su alcune posizioni ci potranno essere divergenze. Preoccupazione è stata poi espressa dal Premier per la ripartenza del settore turistico. Per quanto riguarda il cosiddetto Decreto semplificazioni, Conte auspica di portarlo già nel prossimo Consiglio dei Ministri. Conte ha infine risposto anche sulla questione d’attualità legata alle manifestazioni del movimento BLM arrivate anche in Europa per dire no al razzismo in risposta alla morte di George Floyd negli Usa per mano della polizia. Una recente risoluzione del Parlamento europeo di condanna del razzismo non è stata votata da alcuni esponenti dei partiti d’opposizione del Parlamento italiano. “Anche la nostra Costituzione recita il principio di divieto di qualsiasi discriminazione razziale. Essa è storicamente un nervo scoperto nella società americana dove esiste un problema di inclusione. Quello che mi preoccupa è la deriva violenta che non è mai accettabile”, ha precisato Conte riferendosi evidentemente al clima molto acceso instauratosi in alcune parti del mondo. (Inform)

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