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Chiesa Cattolica il discorso di inizio anno di Papa Francesco: nell’Angelus la preghiera per la scomparsa del Papa emerito Benedetto XVI

SOCIETA’

SAN PIETRO – “L’inizio di un nuovo anno è affidato a Maria Santissima, che oggi celebriamo come Madre di Dio. In queste ore invochiamo la sua intercessione in particolare per il Papa emerito Benedetto XVI che ha lasciato questo mondo. Ci uniamo tutti insieme, con un cuore solo e un’anima sola, nel rendere grazie a Dio per il dono di questo fedele servitore del Vangelo e della Chiesa”, lo ha detto ai fedeli Papa Francesco durante l’Angelus di inizio anno svoltosi in Piazza San Pietro. Il Pontefice ha parlato della natività e del ruolo della Madonna. La scena liturgica esposta da Papa Francesco ai fedeli è quella del Presepe dove “il Bambino è adagiato nella mangiatoia” e la Madonna se ne prende cura. “Prendersi cura: questo è anche il linguaggio della Madre di Dio”, ha spiegato il Pontefice sottolineando come Maria ci ricordi che “se vogliamo davvero che il nuovo anno sia buono, se vogliamo ricostruire speranza, occorre abbandonare i linguaggi, i gesti e le scelte ispirati all’egoismo e imparare il linguaggio dell’amore, che è prendersi cura”. Per Papa Francesco questo è l’impegno: “prenderci cura della nostra vita e, ancor più, prenderci cura del nostro prossimo, di coloro che il Signore ci ha messo accanto”. Celebrando la Giornata Mondiale della Pace, Papa Francesco ha ricordato l’importanza della consapevolezza della responsabilità che ci è affidata per costruire il futuro: “davanti alle crisi personali e sociali che viviamo, davanti alla tragedia della guerra, siamo chiamati a far fronte alle sfide del nostro mondo con responsabilità e compassione”. A margine dell’Angelus, il Pontefice ha espresso gratitudine per il messaggio del Presidente della Repubblica Italiana Mattarella, invocando prosperità per il popolo italiano con gli stessi auguri anche per il Governo Meloni. “In questo giorno, che San Paolo VI volle dedicare alla preghiera e alla riflessione per la pace nel mondo, sentiamo ancora più forte il contrasto della guerra, che in Ucraina e in altre regioni semina morte e distruzione. L’esperienza della pandemia ci insegna che nessuno può salvarsi da solo, ma che insieme possiamo percorrere sentieri di pace e di sviluppo”, ha aggiunto Papa Francesco gridando un “no alla guerra” e un “no al riarmo” affinché le risorse siano impiegate per lo sviluppo. Il Pontefice ha voluto ricordare la Marcia nazionale svoltasi ad Altamura, dopo le quattro carovane che hanno portato solidarietà in Ucraina, ma anche le iniziative promosse dalla Comunità di Sant’Egidio a testimonianza dell’impegno per la “pace in tutte le terre”. (Inform)

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