MISSIONARI ITALIANI NEL MONDO
Il ricordo di Graziano Del Treppo presidente Comites
CHAMBÉRY – Il responsabile della Missione Cattolica Italiana di Chambéry, Don Giovanni Battista Codutti, è deceduto improvvisamente il 27 luglio 2016, all’età di 82 anni. Era nato il 14 maggio 1934 a Moruzzo in Friuli, ultimo di 9 figli. I Codutti erano profondamente credenti il che aiutò il giovane Giovanni Battista a trovare la sua vocazione per la vita religiosa.
Entrato al Seminario di Udine all’età di 14 anni, tre anni dopo partì per il Piemonte per iniziare una formazione all’Istituito Missionario dei Salesiani di Don Bosco. Nel 1954, si imbarcò per il Venezuela dove rimase per 3 anni per continuare gli studi di filosofia e ottenere il diploma d’insegnante sempre dai Salesiani.
Nel 1960, grazie ad una borsa di studio del Governo francese, raggiunse lo Studentato Internazionale Salesiano di Lione per la sua formazione in teologia. Fu quindi ordinato prete il 21 marzo 1964 nella Basilica di Fourvières dal Cardinale Villot, futuro segretario di Stato del Papa Paolo VI°. Celebrò la Prima Messa il giorno di Pasqua nella sua Pieve di Santa Margherita attorniato dai parenti e da tutta la comunità parrocchiale. Un mese dopo ebbe il dolore di perdere il Papà, che però aveva avuto la gioia di partecipare con tutta la famiglia a questa Festa.
Rimase per più di 30 anni presso i Salesiani di Lione dove assunse varie responsabilità.
Insegnò presso l’Istituzione e il Liceo Notre Dame des Minimes e il Liceo Branly.
La Domenica, quando gli era possibile, aiutava alla Missione Cattolica Italiana di Lione-Villeurbanne tenuta dai Padri Scalabriniani con i quali fu legato da amicizia, collaborando sempre volentieri.
A Lione fu anche cappellano del Centre des Massues, specializzato nelle cifosi e scoliosi, che accoglieva molti malati che venivano dall’Italia.
Sviluppò anche stretti rapporti di amicizia, che continuarono anche dopo la sua partenza da Lione e fino alla sua morte, con la comunità friulana,
Nel dicembre 1995, dopo l’abbandono della Missione Cattolica Italiana di Chambéry da parte dei Padri Scalabriniani, l’Arcivescovo di Chambéry richiese ai Salesiani di Roma un sacerdote: fu così che il Provinciale dei Salesiani della Francia del Sud propose a Don Codutti di andare Chambéry per assumere la responsabilità della Missione. Lo stesso Arcivescovo gli scrisse allora che lo “aspettava a braccia aperte”!
Non fu sempre un compito facile. Ma la sua presenza e la sua disponibilità sono state preziose sia dal punto di vista religioso che dal punto di vista sociale e culturale.
Per il suo 50° anniversario dell’Ordinazione dichiarava davanti ai fedeli di Chambéry: “In tutti questi anni sono passati tanti avvenimenti tristi e lieti che possiamo difficilmente riassumere, ma che abbiamo cercato di portare insieme. Per ciò che mi riguarda, ho fatto del mio meglio per essere al servizio della Missione e della Diocesi, anche e sicuramente coi miei limiti…”
Don Codutti fu costantemente animato dalla preoccupazione di salvaguardare i locali storici e l’esistenza stessa della Missione di Chambéry.
Grazie alla sua apertura di spirito, molte Associazioni italiane, come pure lo stesso Comites furono spesso accolti per le loro riunioni o manifestazioni nei locali della Missione.
Gli Italiani di Savoia e Alta Savoia rappresentati dal Comites, le associazioni e la Comunità Parrocchiale della Missione di Chambéry, profondamente addolorati per la scomparsa del loro Don Codutti, gli hanno reso un vibrante ed affettuoso per tutti questi anni passati con lui.
Graziano Del Treppo, Presidente del Comites e grande amico di don Giovanni Battista: “Don Codutti lascia un grande vuoto: era molto amato dalla gente e rispettato anche dalle autorità francesi che hanno voluto testimoniare la loro simpatia e il dolore per la sua scomparsa. Per la cerimonia funebre Cattedrale di Chambéry era gremita da parecchie centinaia di fedeli e onorata dalla presenza di più 30 preti. Siamo tutti vivamente preoccupati per il futuro della Missione di Chambéry. I locali appartengono all’Associazione Nazionale per Soccorrere i Missionari Italiani – ANSMI, con sede a Roma: speriamo sinceramente che vorranno conservarli dopo la morte di don Codutti. D’altra parte nutriamo fiduciosa speranza che le autorità religiose non lasceranno morire la Missione di Chambéry e troveranno un sacerdote per continuare la preziosa presenza religiosa e morale di cui hanno ancora bisogno gli Italiani. Che il buon don Codutti ci aiuti di lassù e faccia il miracolo di salvare la sua Missione!” (Inform)