ASSEMBLEA CONSIGLIO GENERALE
ROMA – La prima plenaria del nuovo Cgie si è conclusa con l’intervento del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, introdotto dal saluto del Segretario Generale del Cgie, Michele Schiavone. Nel suo intervento Schiavone ha in primo luogo ricordato la situazione di difficoltà che si prospetterà a questa consiliatura nel dover rappresentare aree geografiche di fatto scoperte dalla mancanza di un consigliere del Cgie: è infatti cosa nota che due interi continenti come Africa, Asia e l’America Centrale saranno sprovvisti di un componente proveniente da queste aree geografiche. Schiavone ha anche illustrato come l’obiettivo del Cgie continuerà ad essere propositivo nei confronti delle attività di governo rivolte al mondo degli italiani all’estero. Undici sono le consigliere attuali – ha poi rimarcato Schiavone – evidenziando come la rappresentanza in rosa del Cgie sia nel tempo cresciuta.
E’ stata poi la volta del Ministro Tajani che ha ricordato come la sua stessa storia personale sia in qualche modo intrecciata a quella degli italiani all’estero definendoli con orgoglio come “ambasciatori e rappresentanti dell’Italia nel mondo” ossia di un’Italia che vanta anche “centinaia di piccoli e medi imprenditori che rendono onore al Paese”, ha rilevato Tajani rammentando l’importanza storica avuta dai tanti connazionali all’estero che con il loro contributo hanno consentito in passato all’Italia di divenire una delle maggiori potenze industriali nonché uno dei Paesi del G7. Tajani ha ricordato di aver già incontrato i parlamentari italiani rappresentanti il mondo degli italiani all’estero. Pur non promettendo miracoli, il Ministro ha comunque rimarcato che l’obiettivo del governo è quello di fare sempre in modo che le istanze dei connazionali siano ascoltate. Tajani ha inteso illustrare al Cgie come tra le priorità del governo, fin dal principio del mandato, vi sia il rafforzamento dei servizi consolari, menzionando anche alcune delle sue visite istituzionali in sedi consolari di primo piano come quelle di Londra, New York, Gerusalemme e Aja. Il rafforzamento – ha spiegato – è passato attraverso la legge di bilancio e attraverso un recente decreto legge: l’obiettivo è arrivare a un 20% in più di personale di ruolo nella rete consolare. Tra i servizi recentemente potenziati c’è stato quello dedicato al rilascio della carta d’identità elettronica, adesso disponibile in otto sedi di altrettanti Paesi extra UE: Tajani ha segnalato che ci saranno ulteriori Paesi extracomunitari che verranno coperti da tale servizio, mentre un nuovo record di incrementi di servizi consolari è previsto entro la fine del 2023. Il Ministro ha quindi parlato espressamente del ruolo fondamentale di organismi quali Cgie e Comites auspicando una sempre maggiore partecipazione dei giovani, desiderosi di riscoprire le proprie origini. A tal proposito Tajani ha illustrato il progetto, portato avanti dal Maeci e finanziato anche con fondi del PNRR, sul Turismo delle radici e dedicato proprio agli italiani all’estero che volessero tornare per ritrovare località e piccoli borghi dai quali sono partiti i propri avi. “L’obiettivo del turismo delle radici è far riscoprire agli italo-discendenti i luoghi di partenza dei propri antenati, soprattutto quei piccoli borghi che hanno conosciuto una forte emigrazione”, ha precisato il Ministro sottolineando come tale progetto serva anche per promuovere quel Made in Italy non necessariamente mainstream ma legato alle tradizioni popolari, dove anche la musica tradizionale ad esempio gioca un ruolo tutt’altro che marginale o legato alla retorica della malinconia e della nostalgia. Tajani ha anche ribadito che il governo sarà al fianco del Cgie per la risoluzione di problemi concreti. “Ci vorrà tempo ma ce la metteremo tutta, con la buona volontà, per non fare sentire abbandonati gli italiani all’estero”, ha evidenziato Tajani esprimendo la propria gratitudine agli italiani di ogni latitudine, anche a chi nel tempo ha visto perdere il diritto al passaporto pur restando legati all’Italia da valori storico-culturali e da rapporti profondi che vanno al di là di un documento di riconoscimento. Restando sulla storia, Tajani ha annunciato che l’8 agosto sarà a Marcinelle per commemorare quella tragedia che, a distanza di decenni, continua a rimarcare il sacrificio del lavoro degli italiani nel mondo. Tajani ha parlato di un dramma ma anche di una prova del contributo dato dagli italiani agli albori dell’edificazione dell’idea di un’Europa unita.
Ha poi ripreso la parola il Segretario Generale Schiavone che si è complimentato con il Ministro per questo nuovo viaggio da compiere insieme. “Il Cgie in tutte le forme possibili sarà al suo fianco per realizzare le intenzioni e le politiche che il governo intenderà promuovere”, ha rilevato Schiavone esprimendo particolare soddisfazione per progetti come quello dedicato al “turismo delle radici”. Sono quindi intervenuti alcuni consiglieri del Cgie per rivolgere dei quesiti e delle osservazioni al Ministro. Antonio Cenini (Forza Italia) ha ricordato il Presidente Berlusconi che è stato Ministro degli Esteri e quindi ha ricoperto l’incarico di Presidente del Cgie. “Rimettiamo la chiesa al centro del paese dove la chiesa sono le comunità all’estero che negli anni sono aumentate”, ha commentato Cenini pensando alle tante comunità uscite dai radar che necessitano di un nuovo sistema di rappresentanza adeguato alle nuove esigenze. Auspicata da Cerini anche un aggiornamento dell’Aire. Silvana Mangione (Vice Segretario Generale per i Paesi anglofoni extra europei) ha ricordato come anche negli Usa, precisamente a Monongah in Pennsylvania, ci sia un’altra “Marcinelle” dove sono morti tanti minatori italiani. Mangione ha ribadito il problema della distribuzione della rappresentatività territoriale dei consiglieri Cgie. “Non abbiamo l’Africa, l’America Centrale e l’Asia: quindi questo Consiglio Generale non rappresenta più la totalità della nostra emigrazione”, ha lamentato Mangione ricordando come purtroppo le attribuzioni dei consiglieri sui territori avvenga tenendo conto solo del numero dei connazionali iscritti all’ Aire, dimenticando le grandi comunità di origine italiana.
Giuseppe Scigliano (Germania) ha ricordato la difficile situazione dei Comites per via della riduzione delle risorse. Un contesto che, per il consigliere , necessità di un cambio di passo per rendere questi organi di rappresentanza veramente attrattivi. Silvia Alciati (Brasile) ha parlato di spazi da conquistare da parte del Cgie e di obiettivi da raggiungere con capacità. Alciati ha poi sottolineato la necessità di riformare la legge istitutiva dei Comites e del Cgie e di tornare a comunicare le attività del Consiglio Generale anche agli italiani in territorio italiano. Alciati ha anche invitato a riflettere sull’opportunità di ricostituire il Ministero degli Italiani all’Estero e il Ministero della Gioventù: un qualcosa da rivalutare.
Maria Chiara Prodi (Vice Segretario Generale per l’Europa) ha parlato dell’esigenza di aumentare le opportunità di partecipazione al voto per i cittadini comunitari che si trovino fuori dei confini del proprio Paese. Prodi ha infatti ricordato che la questione riguarda una platea di circa 17 milioni di cittadini europei, evidenziando come l’idea di “un sogno europeo” debba passare necessariamente per la razionalizzazione dei servizi e per un accompagnamento verso i diritti. La consigliera ha anche auspicato progressi per quanto concerne la cittadinanza europea che riguarda anche i connazionali che vivono fuori dall’Unione Europea. Mariano Gazzola (Vice Segretario Generale CGIE-America Latina) ha espresso soddisfazione per l’approccio del governo verso la questione dei servizi consolari riconosciuti fin da subito come una priorità. Sulle comunità all’estero ha poi ricordato che queste sono la storia ma anche il presente ed il futuro dell’Italia. Vincenzo Arcobelli (USA) ha parlato anche a nome del CTIM di cui è presidente ricordando come Marcinelle, istituita dal Ministro Mirko Tremaglia, rappresenti tutte le tragedie che ci sono state nel lavoro degli italiani nel mondo. Arcobelli, dopo aver invitato il Ministro a visitare altri luoghi della memoria come Monongah, Dawson e Adrian, ha poi fatto presente che in Texas esiste una giornata, il 2 giugno, chiamata Italian Heritage Day. Tommaso Conte (Germania) ha segnalato sia il dimezzamento dei fondi a disposizione del Cgie, sia le difficoltà che incontrano i connazionali per accedere ai consolati. Ha infine preso la parola Gianluca Lodetti (Vice Segretario Generale CGIE-Nomina Governativa) che si è soffermato sul problema , nell’ambito della vecchia e nuova migrazione, del lavoro, della conservazione dei diritti e della formazione di lavoratori. Lodetti ha anche segnalato la piena disponibilità dei consiglieri di nomina governativa a dare un fattivo contributo ai lavori del Cgie.
Tajani in sede di replica ha rilevato: “l’Italia non è soltanto un luogo geografico perché l’Italia è formata da tutti gli italiani, anche quelli che vivono in giro per il mondo, non solo quelli con passaporto, ma anche coloro che hanno rinunciato alla nazionalità”. Il Ministro ha poi evidenziato la necessità di aggiornare gli organismi dal punto di vista generazionale e territoriale e ha chiesto ai connazionali di iscriversi all’Aire. Tajani ha inoltre ribadito che verrà compito uno sforzo per aumentare, tenendo conto dei tempi necessari, le risorse per i Comites, il Cgie e i Consolati. Strutture quest’ultime, che, pur avendo maggiori misure di sicurezza, rimangono la casa degli italiani. In questo ambito si lavorerà inoltre per aumentare sedi e impiegati al fine di rendere migliori i servizi ai connazionali all’estero. Sulla nuova mobilità Tajani ha poi sottolineato la necessità che l’emigrazione sia una libera scelta. Sulle questioni elettorali, Il Ministro ha concluso ribadendo l’impegno a incrementare i luoghi deputati a essere seggi elettorali all’estero, ad esempio per le elezioni europee. Al termine dell’incontro ha preso la parola il Direttore generale per gli italiani all’estero Luigi Maria Vignali che ha parlato della positiva ricostituzione di una comunità di lavoro che consentirà di affrontare i prossimi impegni, come ad esempio la convocazione, una volta acquisite le risorse, della prossima Assemblea Plenaria che avverrà entro quest’anno o , al massimo, all’inizio del 2024. Una questione, quella dell’acquisizione delle risorse che è legata anche al miglioramento dei servizi consolari. Vignali ha anche ricordato le altre sfide di tipo politiche, come la riforma del voto all’estero e della cittadinanza, senza dimenticare la questione della riforma della rappresentanza. Un tema su cui servirà un lavoro congiunto.(Simone Sperduto/Inform)