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Centenario della morte di Nazario Sauro, cerimonia a Trieste

GRANDE GUERRA

Mattarella: “E’ stato un grande italiano, il suo  sacrificio è parte delle fondamenta della nostra casa comune”

 

ROMA/TRIESTE –  Cerimonia in ricordo di Nazario Sauro, nel centenario della morte, ieri a Trieste, nel piazzale Marinai d’Italia davanti alla Stazione Marittima.  .

Le celebrazioni sono state organizzate dal Comitato Onoranze a Nazario Sauro, di cui l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia è  tra i fondatori e promotori.

Nazario Sauro , nato nel 1880 a Capodistria, fu tra le figure più importanti dell’irredentismo italiano e massimo rappresentante di quello istriano. Ufficiale della Regia Marina fu condannato per alto tradimento da una corte militare austriaca e impiccato a Pola il 10 agosto 1016. Gettata in una fossa comune dagli austriaci, la salma fu riesumata nel 1919 e nel 1947 traslata a Venezia.

Alla cerimonia di ieri erano presenti l’assessore regionale alla Cultura del Friuli Venezia Giulia Gianni Torrenti , l’assessore alla Cultura del Comune di Trieste Giorgio Rossi, il presidente del Comitato per le onoranze a Nazario Sauro Renzo Codarin, la presidente della Provincia di Trieste Maria Teresa Bassa Poropat e l’assessore al Turismo del Comune di Venezia Paola Mar, in rappresentanza della città dove riposa la salma dell’eroe istriano.

Il presidente Codarin ha dato lettura di una dichiarazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il capo dello Stato ha ricordato Nazario Sauro sottolineandone la capacità di aver saputo coniugare con eroismo il sentimento patriottico ai valori di giustizia e libertà. Mattarella ha evidenziato come Sauro sia stato una “figura tra le più eminenti dell’irredentismo italiano” .“La memoria della Grande Guerra fratricida in Europa – ha proseguito il capo dello Stato – resta un monito per le generazioni e, in particolare, per quelle più giovani che si affacciano ora alla vita e alla società. In un tornante così tragico della storia, Nazario Sauro, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria, riuscì a impersonare e a dare forza ai valori nazionali, divenendo egli stesso – con coraggio, intelligenza e dedizione fino al sacrificio della propria vita – un costruttore e un simbolo dell’unità del popolo italiano. La Repubblica gli rende onore, per le virtù che seppe mostrare in momenti difficili ed eroici, sorretto da un ideale patriottico intriso da profondi sentimenti di giustizia, di libertà, di solidarietà, in un tempo in cui la nazione italiana si stava ricongiungendo e formando. Nazario Sauro ha lasciato alla moglie e al figlio maggiore due struggenti lettere d’amore, che testimoniano tutta l’umanità della sua scelta di vita per l’Italia. Ha affrontato la morte a testa alta, così come aveva sempre affrontato le ardite missioni militari che gli venivano assegnate. E’ stato un grande italiano, il cui sacrificio è parte delle fondamenta della nostra casa comune, che oggi può finalmente sorreggersi su una cultura di cooperazione e di pace nel continente europeo”, ha concluso il presidente Mattarella.

L’assessore Torrenti nel corso della cerimonia ha inteso mettere in luce la coerenza e la forza esemplari di Nazario Sauro “nell’arruolarsi volontario e nell’affrontare la prova suprema della condanna a morte.”  “La Regione Friuli Venezia Giulia rende onore al suo valore”, ha detto Torrenti . “Non solo da vivo e morendo, ma fin dopo morto Sauro fu testimone e simbolo dello strazio e delle divisioni della Venezia Giulia, dallo sfregio che subì la targa apposta sulla casa natale alle peregrinazioni della sua salma che condivise sul piroscafo Toscana l’ultimo viaggio degli esuli da Pola”. “Di tanto coraggio ma anche di tanto dolore conserviamo la memoria nel tempo della pace e della ritrovata fratellanza con gli avversari di un tempo, affinché mai più l’Adriatico torni amaro e la terra – ha concluso Torrenti – non sia spezzata dai confini”.

Nel corso della cerimonia, è stata deposta una corona d’alloro al monumento dedicato a Nazario Sauro.

A fare da cornice musicale all’evento, la banda dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia che all’ammainabandiera ha suonato l’Inno nazionale, alla presenza dei gonfaloni del Comune e della Provincia di Trieste e dei labari delle associazioni combattentistiche e d’arma.(Inform)

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