SENATO DELLA REPUBBLICA
Alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella
Grasso: “L’attualità di Dante risulta sempre viva in ogni settore della cultura, della scuola, ma anche fuori dagli ambienti accademici. Il Poeta e la sua poesia rappresentano un simbolo imprescindibile della identità culturale dell’Italia e degli italiani”
ROMA – Alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stato celebrato nell’Aula di Palazzo Madama il 750° della nascita di Dante Alighieri. L’iniziativa, che ha avviato le manifestazioni nazionali previste per la ricorrenza, è stata promossa in collaborazione con il “Centro Pio Rajna – Centro studi per la ricerca letteraria, linguistica e filologica” e con la Casa di Dante in Roma.
Il saluto del presidente del Senato, Pietro Grasso, ha aperto la cerimonia alla quale hanno partecipato Roberto Benigni, che ha illustrato il Canto XXXIII del Paradiso, e il maestro Nicola Piovani al pianoforte, Rossano Baldini alle tastiere e la soprano Rosa Feola che hanno eseguito, per la prima volta, il Canto dalla “Vita nuova”, composizione originale di Piovani per l’anniversario della nascita di Dante, realizzata in collaborazione con il Ravenna Festival ed il Festival dei Due Mondi di Spoleto. Sono inoltre intervenuti Dario Franceschini, ministro per i Beni e le Attività culturali, il professor Enrico Malato, Presidente del Centro Pio Rajna e il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. Per l’occasione nella Sala Garibaldi di Palazzo Madama sono stati esposti importanti documenti sull’opera di Dante, con moderne edizioni di opere e preziose riproduzioni in facsimile di antichi codici miniati.
“Nel 1865, pochi anni dopo l’Unità d’Italia, per il Sesto Centenario della nascita di Dante – ha ricordato il presidente del Senato Pietro Grasso – in tutto il Paese ci fu un grande fervore di iniziative per celebrare la ricorrenza. Commemorazioni, conferenze, discorsi solenni non si contarono, anche in province e comuni non ancora riuniti allo Stato, ma che intendevano, attraverso quei gesti, affermare il loro legame storico e sentimentale con l’Italia appena unificata. In ogni centro, dalle grandi città ai più piccoli paesi, strade e piazze furono intitolate, e lo sono ancora oggi, a Dante; furono erette statue, affisse lapidi, intitolate scuole, segnalate con targhe località, edifici o situazioni a qualsiasi titolo ricordati o citati da Dante nella sua opera. Quel fermento vide insieme la volontà di rendere omaggio, nel modo più solenne, al sommo Poeta, ritenuto a ragione il ‘padre della lingua italiana’, ma anche quella di assumere Dante come simbolo della nuova Italia nata dal Risorgimento. Del resto è lui stesso a rivolgersi con la sua lingua a un pubblico di italiani – ‘le genti del bel paese là dove ‘l si suona”, per usare un suo verso – in un momento storico in cui non esisteva ancora il concetto di Italia come comunità nazionale”.
“Nel 1965, settimo Centenario della nascita, – ha proseguito Grasso – le celebrazioni furono vissute come l’occasione del riscatto dalle rovine morali e materiali della seconda guerra mondiale, attraverso il recupero dei valori più alti della nostra tradizione culturale. Noi oggi ci ricolleghiamo idealmente a quegli anniversari per ritrovare l’entusiasmo dell’appartenenza a quell’Italia già profetizzata da Dante, per ribadire la volontà di riscatto morale attraverso la cultura, e infine per rinnovare l’omaggio a Dante il cui valore è universalmente riconosciuto, come dimostra il fermento di iniziative e di studi che in tutto il mondo circondano il nostro Poeta da almeno tre secoli”.
“L’attualità di Dante – ha aggiunto il presidente del Senato – risulta infatti sempre viva in ogni settore della cultura, della scuola, ma anche fuori dagli ambienti accademici, prova ne sia la moltiplicazione e la grande affluenza di pubblico all’antica consuetudine delle Lecturae Dantis diffuse in ogni parte d’Italia e all’estero: contributo prezioso alla circolazione del messaggio poetico dantesco, stimolo alla lettura e alla riscoperta soprattutto della Divina Commedia.. Una ‘lettura’, la sua, – ha continuato Grasso – che ha già avuto successi e riconoscimenti per aver saputo, mantenendo il massimo di adesione al modo e al tono della lettura antica, far rivivere e trasmettere a tutti noi l’emozione di una poesia che vive da settecento anni nell’ammirazione e nell’amore dei lettori in tutto il mondo”.
“Si aprono dunque oggi – ha concluso il presidente del Senato – le celebrazioni dei 750 anni dalla nascita di Dante. Per i prossimi sei anni, fino al 700° anniversario della morte, nel 2021, la figura e l’opera del Poeta saranno una presenza che ci accompagnerà frequentemente. L’auspicio è che queste ricorrenze siano anche l’occasione per riscoprire e attualizzare il Poeta e la sua poesia, simbolo imprescindibile della identità culturale dell’Italia e degli italiani”.
Da segnalare anche il messaggio inviato per l’occasione da Papa Francesco e letto da Monsignor Gianfranco Ravasi . “Dante – scrive il Santo Padre – è un profeta di speranza, annunciatore della possibilità di riscatto di ogni uomo e donna… possiamo arricchirci della sua esperienza per attraversare le tante selve oscure ancora disseminate nella nostra terra”. Per il Papa Dante ci invita inoltre a “ritrovare il senso perduto o offuscato del nostro orizzonte umano”. (Inform)