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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Carlo Cottarelli al Festival dell’Economia di Trento

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“Per rilanciare la competitività italiana ci vogliono le riforme”

TRENTO – Grande attesa oggi a Trento, ed era comprensibile, per l’arrivo di Carlo Cottarelli, fra i relatori del Festival dell’Economia per la presentazione del suo libro “I sette peccati capitali dell’economia italiana”. Cottarelli, economista per anni in forza al Fondo Monetario Internazionale, ha dedicato solo una breve battuta alle recenti vicende politiche, esprimendo soddisfazione per il fatto che l’Italia abbia un nuovo governo.

Venendo ad uno dei temi caldi del dibattito attuale, si è detto fermamente convinto che uscire dall’euro per l’Italia sarebbe un errore, e in ogni modo “non potremmo risolvere tutti i problemi facendo stampare denaro alla Banca d’Italia, anzi, con una ipotetica nuova moneta gli standard di rigore forse dovrebbero essere più forti di ora. Ma nel mio libro dico anche che noi abbiamo vissuto male la nostra entrata nell’euro, perché pensavamo di poter fare le stesse cose che facevamo prima. Così i nostri costi di produzione hanno continuato a crescere abbattendo la nostra competitività soprattutto nei confronti della Germania: La svalutazione però non è la soluzione. Deprimerebbe il potere d’acquisto e penalizzerebbe i risparmiatori”. Per Cottarelli bisogna mettere mano a burocrazia, evasione fiscale, corruzione, accorciare i tempi della giustizia civile. “Questi ‘peccati capitali’ influiscono sulla nostra bassa produttività. Se poi riusciamo a ridurre anche un po’ il debito, ne gioveranno tutti”. In quanto al costo del lavoro, esso rappresenta un fattore importante. Paesi com Spagna e Portogallo hanno recuperato produttività agendo lì. “Ma questo per Cottarelli non deve essere l’unico fattore considerato. Ad esempio, è determinare investire nella pubblica istruzione. “In una società meritocratica il punto di partenza deve essere uguale per tutti, e ciò significa avere una scuola e una università buone in ogni parte d’Italia”.

Per Cottarelli l’uscita dall’euro comporterebbe un rischio simile a quello corso dall’Argentina all’inizio degli anni 2000. E il Giappone? “Per molti è un mito, perché ha un debito molto alto, ma non è in crisi. Tuttavia il Giappone ha anche una delle crescite più basse nel mondo assieme a Italia e Grecia. Però l’uscita dall’euro non è l’unica soluzione per crescere rapidamente. Noi stiamo già recuperando rispetto alla Germania, il divario di competitività si è già ridotto dal 30 al 20%. Se riusciamo a fare le riforme necessarie possiamo farcela”. (Inform)

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