ITALIANE ALL’ESTERO
Da “La Notizia di Ginevra”, n. 3/2015
Carla Licciardello nasce a Catania nel 1985. Dopo essersi laureata all’Università di Torino in Relazioni nternazionali e Tutela dei Diritti Umani, nel 2009 si trasferisce a Ginevra. Incomincia uno stage di tre mesi alla Rappresentanza Permanente presso le Organizzazioni Internazionali nell’ambito del settore Affari Umanitari. Successivamente, nel 2010 incomincia a lavorare come stagista presso The United Nations Office for Disaster Risk Reduction,agenzia delle Nazioni Unite che ha lo scopo di creare un piano globale per la riduzione del rischi da disastro. Dal 2011 fino ad oggi, lavora presso l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni come responsabile del programma sulla protezione dei minori su internet.
Quale è la tua percezione delle Nazioni Unite, del suo ruolo internazionale e perché hai scelto Ginevra?
Avendo frequentato un anno all’ università di Denver negli Stati Uniti, paese che accoglie culture, lingue, tradizioni e costumi di tutto il mondo, ho maturato la mia voglia, quasi come una necessità, di essere inserita in un ambiente internazionale, ma al tempo stesso in un contesto che mi potesse ricordare la mia amata terra.
L’ ONU come altre istituzioni politiche di Global Governace, ha sempre rappresentato una realtà dove è necessario rispettare i poteri delle sovranità statali; il mondo oggi ha bisogno di ampliare i suoi canali di partecipazione e responsabilità a livello di istituzioni, governi, ed inoltre necessità di una cittadinanza attiva globale che non resti confinata negli ambiti nazionali.
La fraternità suggerisce un progetto di unità nella distinzione, l’idea cioè di un autorità mondiale a carattere pluralistico. La Svizzera e per essa Ginevra ha sempre rappresentato questo senso di unione e soprattutto di umanità offrendo un ambiente stimolante vivace e multiculturale, trovando così a mio parere, un’ affinità con l’ indole di comunione e fratellanza tipico di noi siciliani.
Quale era il tuo progetto di vita?
Qualche sogno spuntava nei miei pensieri ma non avevo mai voluto approfondirlo per evitare successive delusioni.
Poi, un giorno, mentre studiavo in biblioteca a Torino, un mio carissimo amico mi comunicò l’annuncio del concorso indetto dal ministero degli affari esteri per giovani laureandi che avessero voluto fare un’esperienza lavorativa all’estero presso le Rappresentanze Permanenti, Consolati e Ambasciate in tutto il mondo. Pur consapevole delle difficoltà che tale bando presentasse, tale era il numero di domande e il numero limitato di posti, con molta fiducia inviai la mia candidatura; già sognavo quel mondo diplomatico dove, per magia, il realismo della teoria di Schelling si applicava per affrontare questioni diplomatiche o militari in modo strategico con una razionalità strumentale.
Una mattina di febbraio mentre mi accingevo a sostenere l’ esame di diritto internazionale trovai una lettera che mi comunicava la vincita del concorso. Per un momento vidi la mia vita passata scorrere in un battibaleno profumata dagli odori della mia Sicilia in un contesto di affetti e studi; l’emozione incredibile ebbe un duplice effetto in quanto se da un lato mi resi subito conto dell’importanza del risultato, dall’ altro mi sorsero molti dubbi sulla capacità di affrontare un lavoro di così grande responsabilità.
Mi sentii come una bambina che sotto l’ albero di Natale trova il regalo più desiderato e nello stesso momento però realizza non solo il problema dell’imminente trasferimento a Ginevra ma soprattutto il ritardo nel presentarmi all’esame di diritto internazionale.
Accantonai quindi il problema del trasferimento per quello più immediato dell’esame da superare: tutto in una volta non si può affrontare… così l’immediato fu superato e ciò mi diede l’altra grande gioia di quel giorno. Mi sentivo come su una nuvoletta rosa oscillanteverso altissime mete. Che bella e unica sensazione!
Raccontaci i primi giorni a Ginevra, quali erano le tue aspettative?
Nel maggio successivo mi trasferìi a Ginevra: ancora ricordo il primo giorno: presi il treno accompagnata da mio padre a Torino e durante il viaggio fu tutto un susseguirsi di ipotesi; arrivata alla Gare Cornavin mi diressi al centro informazioni e mi spostai dopo vicino al mio futuro posto di lavoro: volevo vedere le Nazioni Unite. Appena arrivata nella piazza della famosa “Sedia” mi sentii cittadina del mondo: mi trovavo nella culla e patria dei diritti umani. Toccavo il cielo con un dito e forse quella sensazione fu quella che più mi diede la consapevolezza e l’ orgoglio dei miei sforzi per arrivare a quel punto.
Giunsi quindi alla rappresentanza Italiana e qui solo il vedere la mia bandiera sventolare fiera ed imponente avendo sullo sfondo l’ enorme Lac Leman e il monte Bianco mi fece sentire a casa, fiera di essere io la rappresentante della mia Sicilia in terra straniera. È stato il momento più intenso e commovente che porterò per sempre nel mio cuore, patrimonio unico e tutto da tenere custodito come dono irripetibile. Chissà quanti altri momenti custodirò nella mia vita.
Ringraziamo Carla Licciardello, la nostra Italiana dell’altra Italia, ennesima ambasciatrice dell’italianità nel mondo, ennesima professionista partorita dalla Sicilia e trapiantata a Ginevra, un altro esempio di eccellenza della nostra cultura nel mondo. (La Notizia di Ginevra /Inform)