ITALIANI NEL MONDO
Dal Messaggero di sant’Antonio per l’estero, dicembre 2019
Presepi, piatti regionali, e una grande voglia di stare insieme per condividere valori e usanze che rafforzano il senso d’appartenenza all’Italia
MONTRÉAL – «Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi» recita il proverbio popolare. Vale anche per gli italiani all’estero che a dicembre si riuniscono per celebrare la festa più attesa dell’anno. Anzi, vale soprattutto per loro, lontani dalla loro terra d’origine e più che mai affezionati a una festa che li fa tornare bambini. A Natale, gli italiani oltreoceano diventano un’unica, grande famiglia e, nonostante i più giovani preferiscano le feste con amici e colleghi nelle sale di ricevimento, in tanti si ritrovano tra le mura domestiche per riscoprire usi, tradizioni e specialità enogastronomiche del paese natìo. Come nel caso degli italocanadesi. «Ricordo che la Piccola Italia di Montréal – racconta lo studioso Pietro Lucca – in quegli anni costituiva un vero villaggio italiano. A Natale, in ogni casa, un angolo privilegiato era riservato al presepe. Alla mezzanotte della vigilia, dopo il brindisi augurale, si intonava Tu scendi dalle stelle. A tavola, regnava sovrano il pesce e il famigerato capitone. Il giorno di Natale era d’obbligo, per i giovinetti, fare il giro di parenti e amici per portare gli auguri. Poi arrivava il cappone fumante. Usanze osservate fino ai tempi recenti». E preservate, tra gli altri, da campani, pugliesi, messinesi e anche dai carabinieri di Montréal. Da una ventina d’anni, la locale sezione dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri organizza una festa per i figli e i nipoti dei soci. «Dopo la sfilata in divisa e gli inni nazionali – spiega il presidente Angelo Giummarra, originario di Ragusa, – un socio vestito da Babbo Natale entra in sala con un sacco pieno di regali, e li dona a una trentina di bambini che l’aspettano con impazienza». (Vittorio Giordano – Il Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero /Inform)