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Camera dei deputati, interrogazione di Angela Schirò (Pd)  ai Ministeri dell’Economia e del Lavoro su doppia tassazione delle pensioni Inps erogate ai pensionati italiani residenti in Francia

ELETTI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

 

 

(foto di repertorio)

ROMA  –  Doppia tassazione delle pensioni Inps erogate ai pensionati italiani residenti in Francia:  una interrogazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze e al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è stata rivolta dalla deputata del Pd Angela Schirò (circoscrizione Estero-ripartizione Europa) con la richiesta , spiega la parlamentare , di “avviare nuovi negoziati con la controparte francese per una modifica della Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali attualmente in vigore – anche tramite uno scambio di lettere come previsto dalla Convenzione vigente – , in modo tale che tale Convenzione sia uniformata al modello Ocse adottato dall’Italia per quasi tutte le convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali, per tutelare al meglio i diritti fiscali dei connazionali pensionati Inps residenti in Francia e per eliminare così le cause (in particolare, il comma 2 dell’articolo 18) che determinano l’assurdo e ingiusto fenomeno della doppia tassazione delle pensioni dell’Inps”.

“I nostri pensionati che vivono in Francia sono tassati due volte, la prima volta alla fonte e la seconda nel Paese di residenza e solo in parte sono compensati tramite un meccanismo di credito di imposta che risulta farraginoso e insufficiente” ricorda l’on. Schirò . Una “anomalia”  a cui si potrebbe porre fine con “un semplice scambio di lettere” .

La deputata del Pd spiega che “la Convenzione ha innescato un lungo contenzioso interpretativo a causa dell’ambigua e contrastante formulazione dell’articolo 18 che prevede al paragrafo 1 la regola universale stabilita dal modello Ocse e cioè che le pensioni private pagate ad un residente di uno Stato sono imponibili soltanto in quello Stato, e cioè solo nello Stato di residenza, mentre il successivo paragrafo 2 stabilisce, tuttavia, che le pensioni ed altre somme pagate in applicazione della legislazione sulla “sicurezza sociale” di uno Stato sono inoltre imponibili nello Stato che eroga i trattamenti pensionistici, con applicazione quindi del principio della tassazione concorrente della prestazione in entrambi i Paesi contraenti.

Il problema – spiega ancora Schirò – si è manifestato quando le parti contraenti hanno dovuto interpretare il significato della locuzione “sicurezza sociale” – inserita nel  paragrafo 2 dell’art.18 – che se originariamente, nelle intenzioni dei negoziatori della Convenzione, avrebbe dovuto logicamente riferirsi alle prestazioni assistenziali (come l’assegno sociale, le maggiorazioni sociali, gli assegni per gli invalidi civili, etc.) – è stato invece esteso, tramite un Accordo amichevole firmato nel 2000 tra le amministrazioni finanziarie italiane e francesi, a tutte le prestazioni previdenziali.

All’evidente danno fiscale (doppia tassazione sullo stesso reddito) si aggiunge, inoltre, quanto previsto dall’articolo 24, punto 2, lettera a), della convenzione relativo al metodo di eliminazione delle doppie imposizioni che stabilisce che l’imposta italiana non è direttamente deducibile ai fini del calcolo del reddito imponibile in Francia e che il credito di imposta al quale i pensionati Inps residenti in Francia hanno diritto non può tuttavia eccedere l’ammontare dell’imposta francese relativa a tali redditi (imposta che storicamente è più bassa di quella italiana). Pertanto, in pratica, una parte di tassazione non viene restituita ma rimane acquisita al Fisco italiano”.(Inform)

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