CAMERA DEI DEPUTATI
ROMA – Con una interpellanza urgente presentata alla Camera dei Deputati dalla capogruppo Pd Serracchiani, sottoscritta anche dai deputati dem Porta, Boldrini, Quartapelle e Provenzano, sono stati chiesti al Governo alcuni chiarimenti sulle richieste di cittadinanza italiana avanzate dai figli dell’ex Presidente del Brasile Bolsonaro e sull’eventuale richiesta della nostra cittadinanza da parte dello stesso Bolsonaro. Sollecitati inoltre lumi su una dichiarazione alla stampa del Ministro Tajani relativa alle “motivazioni che impedirebbero all’ex Presidente Jair Bolsonaro di richiedere la cittadinanza italiana”.
l Governo, rappresentato dal Sottosegretario agli Esteri Maria Tripodi ha risposto all’interpellanza sottolineando come “Il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis sia disciplinato dalla legge n. 91 del 1992 e dalla circolare dell’8 aprile 1991 del Ministero dell’Interno. Queste disposizioni – ha continuato il Sottosegretario – sanciscono i criteri e i presupposti in base ai quali si ha diritto a vedersi riconosciuto il nostro status civitatis per discendenza. In particolare sono due i requisiti previsti dal nostro ordinamento: la discendenza da un cittadino italiano e la mancanza di un evento interruttivo della trasmissione della cittadinanza italiana nella linea di discendenza. Nel riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis non è quindi prevista alcuna discrezionalità né valutazione da parte dell’amministrazione. Il responsabile del procedimento in merito deve soltanto verificare, esaminando per ogni singola pratica la documentazione presentata a supporto, che l’interessato abbia i requisiti stabiliti dalle disposizioni in materia. Solo a un esito positivo dell’esame viene riconosciuta la cittadinanza. Tale disciplina vale per qualsiasi richiedente – ma non lo dico io, lo stabilisce la legge – ed evidentemente è stata applicata anche per l’esame delle pratiche presentate da alcuni membri della famiglia Bolsonaro. Con specifico riguardo all’ex Presidente del Brasile – ha concluso il Sottosegretraio – confermo quanto detto dal Ministro degli Affari esteri agli organi di stampa, cioè che il Presidente Bolsonaro non ha presentato istanza di riconoscimento della cittadinanza italiana”. In sede di replica il deputato Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale, si è detto insoddisfatto della risposta e ha sottolineato come dalle affermazioni in Aula della rappresentante del Governo non emerga una risposta sulle eventuali motivazioni che precluderebbero a Bolsonaro, e quindi ai suoi figli, di vedere riconosciuta la cittadinanza italiana. (Inform)