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“Caffè letterario” all’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo: il 9 ottobre “La compagnia delle anime finte” di Wanda Marasco

CULTURA

Una volta al mese l’IIC offre agli appassionati della lettura l’opportunità di incontrarsi per scambiarsi opinioni e condividere le proprie impressioni ed esperienze personali, in italiano e tedesco,su un libro precedentemente selezionato insieme

 

AMBURGO (Germania) – Il 9 ottobre alle ore 19 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo si terrà un incontro nell’ambito del “Caffè Letterario” per gli amanti della letteratura che verterà sul libro di Wanda Marasco “La compagnia delle anime finte”. La saga familiare “La compagnia delle anime finte” è una narrazione di soprusi subìti e inferti, di fragilità e di ferocia. Ed è la messinscena corale di molte altre storie, di “anime finte” che popolano i vicoli e, come attori di un medesimo dramma, entrano sulla ribalta della memoria: Annarella, amica e demone dell’infanzia e dell’adolescenza, Emilia, la ragazzina che “ride a scroscio” e torna un giorno dal bosco con le gambe insanguinate, il maestro Nunziata, utopico e incandescente, Mariomaria, “la creatura che ha dentro di sé una preghiera rovesciata”, Iolanda, la sorella “bella e stupetiata”…Nel 2017 il libro è stato tra i candidati del rinomato Premio Strega ed è stato tradotto in tedesco da Annette Kopetzki e pubblicato nel 2018 dalla casa editrice Peter Zsolnay. L’incontro all’IIC è gratuito e aperto a tutti coloro che amano leggere. Wanda Marasco è scrittrice, attrice, regista e insegnante. Dopo essersi laureata in Filosofia, si diploma a pieni voti in Regia all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, sotto la direzione di Ruggero Jacobbi. Per un periodo insegna Lettere all’Istituto Tecnico Industriale “Galileo Ferraris” nel difficile quartiere di Scampia. Inizia tra i sedici e i vent’anni a scrivere poesie. Nel 1977 pubblica la raccolta Gli strumenti scordati, e due anni dopo L’attrito agli specchi. Nel 1978 le viene assegnato il Premio per la poesia “William Blake”. Negli anni seguenti pubblica ancora poesie con le raccolte Deus Inversus, Le fate e i detriti, Metacarne, fino a raggiungere il riconoscimento del Premio Internazionale E ugenio Montale nel 1997 con la raccolta Voc e Poè. Collabora inoltre con le riviste poetiche “Oltranza” e “Tracce”. Wanda Marasco è anche scrittrice teatrale: durante il periodo romano infatti, compone una rivisitazione del Faust di Goethe e la commedia La strada dell’abbondanza.  Del 2003 è la sua prima raccolta di racconti L’arciere d’infanzia (Manni Editore, arricchito dall’introduzione di Giovanni Raboni), con la quale vince lo stesso anno il Premio Bagutta per la sezione Opera Prima. Tre anni dopo le viene conferito il Premio speciale alla carriera “Città di Pieve di Cento”. Nello stesso periodo prende parte al lavoro antologico a più mani Da Napoli/Verso, un almanacco di poeti italiani contemporanei edito dalle Edizioni Kairòs. Nel 2013 Wanda Marasco scrive la raccolta di poesie La fatica dello stormo, edito dal piccolo editore napoletano La vita felice, mentre nel 2015 esce per Neri Pozza il romanzo Il genio dell’abbandono, raffinata biografia dello scultore napoletano Vincenzo Gemito, e grazie alla quale entra fra i dodici semifinalisti del Premio Strega dello stesso anno.(Inform)

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