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Brexit: con il boom di contagi crolla l’export in Uk

MADE IN ITALY

Un’analisi di Coldiretti segnala a novembre un calo del 4% delle vendite di prodotti italiani in Uk, in controtendenza rispetto al dato generale, in crescita del 13,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente

 

ROMA – Crollano a novembre le esportazioni italiane in Gran Bretagna sotto l’effetto dell’aumentare dei contagi da Covid che si somma alle difficoltà legate alla Brexit. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti su dati Istat del commercio estero extra Ue che evidenziano a novembre un calo del 4% delle vendite di prodotti italiani in Uk, in controtendenza rispetto al dato generale, in crescita del 13,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Una tendenza legata – sottolinea Coldiretti – all’aumento esponenziale dei contagi legati alla diffusione della variante Omicron che incide anche sulle attività commerciali nel Paese di Boris Johnson. Ma a frenare l’export alimentare nazionale in Gran Bretagna secondo l’analisi della Coldiretti sono anche i problemi burocratici e amministrativi che interessano le nuove procedure doganali e riguardano anche l’aumento dei costi di trasporto dovuti a ritardi e maggiori controlli.

Le difficoltà nei rapporti tra Gran Bretagna e Unione Europea rischiano peraltro di favorire l’arrivo di cibi e bevande extracomunitarie non conformi agli standard sicurezza Ue ma anche contraffazioni e imitazioni dei prodotti alimentari Made in Italy, dal Parmigiano al Chianti. Si tratta purtroppo di un rischio reale come dimostrano – sottolinea la Coldiretti – le vertenze Ue del passato nei confronti di Londra con i casi della vendita di falso Prosecco alla spina o in lattina fino ai kit per produrre in casa finti Barolo e Valpolicella o addirittura Parmigiano Reggiano. La Gran Bretagna – conclude la Coldiretti – potrebbe infatti diventare il cavallo di troia per l’arrivo del falso Made in Italy che nel mondo fattura 100 miliardi e che vedono tra i maggiori contraffattori gli Usa, con i quali gli inglesi stanno negoziando un accordo commerciale privilegiato, ma anche il  Canada e l’Australia che fanno parte del Commonwealth. (Inform)

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