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Berlusconi dà il via libera all’Italicum, “Ma la legge varrà solo per la Camera”. Renzi: “Venerdì avremo la norma”

RASSEGNA STAMPA

Da “La Stampa.it”

Il premier da Tunisi:«sì a vincitore certo. Riforma o no, il Senato verrà abolito». Il leader Fi: «Disappunto per le difficoltà a garantire il sostegno sugli accordi»

 

ROMA – Berlusconi dà il via libera all’Italicum, che blinda però con alcuni paletti, tra cui l’applicazione della legge solo all’elezione alla Camera. Il leader di Forza Italia rinnova così la sua collaborazione «nell’interesse del Paese», verso un percorso riformatore che vada verso un «limpido bipolarismo e un ammodernamento dell’assetto istituzionale». FI conferma così «integralmente l’accordo» con il premier Matteo Renzi smentendo le voci di un «patto segreto» per farlo saltare.

E da Tunisi arriva la replica del premier, che definisce il nuovo sì del Cavaliere un «importante passo avanti». Il fatto che il Senato abbia o meno una propria legge «è secondario, perché verrà abolito». E poi sottolinea: «Non capisco le polemiche di oggi: vediamo se entro venerdì ci sarà legge elettorale, spero che in Parlamento non ci siano ulteriori dilazioni e si approvi la riforma».

«Sulla partita delle riforme il Pd si gioca la sua credibilità», sottolinea da Montecitorio il capogruppo Pd Roberto Speranza. «Con l’arrivo della legge elettorale in Aula e dopo l’assunzione di responsabilità con la guida del governo da parte del segretario del Pd, siamo a un passaggio decisivo per la legislatura».

Nel pomeriggio Silvio Berlusconi ha convocato a palazzo Grazioli i capigruppo e Verdini, e i deputati Pd che attendono che vengano sciolti i nodi per riunirsi, dopo che l’assemblea del gruppo prevista per ieri sera è stata rinviata ad oggi. Il presidente della prima commissione e relatore della riforma, Francesco Paolo Sisto, garantisce che la legge elettorale andrà in Aula oggi, ma i tempi si allungano e c’è chi, tra i deputati, non dà più per scontato il via libera di Montecitorio entro la settimana.

Forza Italia insiste affinché Matteo Renzi mantenga la parola data, ovvero ok all’Italicum entro la fine di marzo e, nel frattempo, via all’iter delle riforme istituzionali. Ma Ncd, “piccoli” e soprattutto la minoranza Pd puntano i piedi. Un punto di caduta potrebbe essere rappresentato dall’ipotesi di posticipare di un anno, o al massimo 18 mesi, l’entrata in vigore dell’Italicum. Ed è su questo punto, viene confermato dai protagonisti della trattativa, che si sta cercando una via d’uscita all’impasse. Ad ora, però, il Cavaliere non avrebbe dato ancora il via libera. Il premier ostenta ottimismo e, in mattinata, via twitter garantisce: «Ce la facciamo, la portiamo a casa. E sarà una vera rivoluzione per l’Italia», riferendosi alle due riforme, Senato e Italicum. Una riforma che, sostiene Renzi, sarà «irreversibile».

«Dobbiamo superare il Senato, quindi legge elettorale solo per la Camera. Noi non siamo delusi da Renzi. Patti chiari, riforme certe

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