direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
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“Bellunesi nel Mondo”: l’addio a Silvano Bertoldin

 

ASSOCIAZIONI

 

FELTRE – Con una grande e intensa partecipazione, lo scorso 3 maggio, la città di Feltre, l’Associazione Bellunesi nel Mondo e i tanti amici ed estimatori hanno dato l’estremo saluto a Silvano Bertoldin, spentosi lo scorso 29 aprile all’età di 90 anni. Nella cattedrale cittadina, gremita dovunque, Silvano ha ricevuto l’addio commosso e  grato innanzi tutto dalla sua città, anche con il sindaco Paolo Perenzin e con le rappresentanze di tutte le istituzioni locali, una città, Feltre, cui Bertoldin è stato sempre legatissimo, partecipe ad ogni evento che onorasse la sua terra. Erano inoltre presenti il vicesindaco di Pedavena, Nicola Castellaz e il senatore Raffaela Bellot. Ma un addio altrettanto commosso e riconoscente ha ricevuto dall’Associazione Bellunesi nel Mondo, con il suo presidente Oscar De Bona, il presidente onorario Maurizio Paniz, l’intero consiglio direttivo, i tanti soci e soprattutto le  “Famiglie di emigranti ed ex emigranti”,  che  con i loro gagliardetti azzurri   hanno creato una suggestiva corona attorno all’altare, alla bara dell’estinto e ai suoi famigliari.

Ne ha rievocato la figura l’ex presidente dell’ABM Gioachino Bratti, ricordando le  grandi qualità di Silvano, il suo attaccamento e il suo impegno per l’Associazione, il suo passato di emigrante, i crescenti ruoli,  fino a quello di presidente, dal 1996 al 2000, ricoperti all’interno dell’ABM con intelligenza, operosità e generosità, per concludere con la certezza che bontà e giustizia che ne furono le doti distintive lo pongono ora, assieme  a quanti  negli ultimi mesi l’Associazione ha perso, là da dove guarderà ancora con attenzione e premura ai suoi cari, alla sua città, a tutta la terra bellunese, alla sua Associazione. L’omelia  del celebrante don Diego Bardin, a commento del  fulgido passo di san Paolo ove si celebra il valore della carità, lo ha applicato alla persona  di Silvano, mentre l’antifona più volte ripetuta “beati i miti e gli umili di cuore” ne ha definito  il tratto  essenziale . Alcuni struggenti canti di chiesa e di migrazione, resi dalla bella voce di Giorgio Fornasier, hanno reso più toccante il rito. (Inform)

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