ASSOCIAZIONI
BELLUNO – Nel numero di marzo di “Bellunesi nel Mondo” una intervista a Fabiano Nart.
Fabiano Nart nasce a Belluno nel 1981. Cresciuto a Barp di Sedico, dopo gli studi ritorna nel comune d’origine. L’interesse per la chimica nasce con lui tanto da diplomarsi al prestigioso Istituto “U. Follador” di Agordo e conseguire la laurea, vecchio ordinamento, in Chimica all´Università di Ferrara. Presso lo stesso ateneo, da studente lavoratore, ha conseguito la seconda laurea (I livello) in Fisica ed Astrofisica. Subito dopo la laurea in Chimica, ritornato in terra bellunese, ha fondato con l’amico e geologo Manolo Piat il GDS Dolomiti “E. Fermi”, Gruppo Divulgazione Scientifica (www.gdsdolomiti.org): una delle principali associazioni nel Nord d’Italia per la divulgazione scientifica.
Una realtà ben radicata a Belluno, ma conosciuta ormai ben oltre i confini provinciali e nazionali. Fabiano ha sempre lavorato nella ricerca e sviluppo in ambito chimico. Nello specifico lavora come responsabile di gruppo per le materie prime per una importante multinazionale chimica svedese. Questo ruolo gli permette di viaggiare spesso, in tutta Europa, soprattutto in Svezia ma da qualche anno anche in Cina.
In Cina sta passando dei periodi medio lunghi perché è il chimico di riferimento per l’avvio del nuovo impianto produttivo; sia per la parte delle materie prime, che per la chimica di processo. Si trova a Zhangjiagang nella provincia dello Jiangsu, prefettura di Suzhou, a circa tre ore di auto dalla zona settentrionale di Shanghai. Negli anni precedenti ha avuto modo di visitare diverse città della Cina assaporando diversi gusti, capendo le tradizioni e incontrando moltissima gente, uno scambio culturale che è un grande valore aggiunto. Parla il tedesco e l’inglese. Per il cinese sta seguendo un corso mirato in Cina.
Fabiano, assieme a Manolo hai fondato il GDS. Secondo te Belluno potrebbe diventare un centro di ricerca scientifica? Un luogo di condivisione con la partecipazione dei massimi esperti di settore?
Io credo che Belluno sia già diventato uno dei principali centri per la divulgazione scientifica in Italia, dove si riuniscono i principali esperti italiani nelle varie tematiche. Il Dolomiti in Scienza, ormai alla decima edizione, lo dimostra. In occasione dell´edizione 2016 due ricercatori bellunesi nel mondo hanno affermato che manifestazioni così non sono affatto comuni all´estero. Un centro di ricerca lo potrebbe diventare sicuramente, ma per un salto del genere servono sussidi e l´interessamento delle amministrazioni locali.
Che futuro vedi per la provincia di Belluno? Dove bisogna investire?
La provincia di Belluno ha grandi risorse, la principale si chiama Dolomiti, che però, facendo un confronto con realtà estere che hanno molto meno, non siamo in grado di valorizzare. Dispiace dirlo ma sono convinto che non dobbiamo nasconderci dietro alla scusa dei pochi soldi, ci vogliono invece idee “semplici e povere” da concretizzare, rimboccandosi le maniche, ovviamente. È scontato dire che servono i giovani, quindi su essi dobbiamo investire se vogliamo un futuro per le nostre terre alte.
Un messaggio ai giovani… E uno ai nostri politici.
Ai giovani mi sento di incoraggiarli all´internazionalità, non abbiate paura di andare all´estero, ma poi tornate nella terra più bella del mondo! Tornate con il bagaglio culturale acquisito, siate intraprendenti e siate attori principali del futuro della provincia. Ovviamente formatevi, investite nello studio! Ai politici, proprio in funzione di quanto osservo soprattutto nei paesi scandinavi, vorrei implorarli, più che dire, di essere sia meno legati alle loro formalità, spesso relitto del passato, ma di collaborare insieme, sia di snellire la burocrazia che uccide i giovani, quindi il futuro della nostra provincia. (Bellunesi nel Mondo /Inform)