direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Basilicata ed emigrati nell’era della globalizzazione

ITALIANI ALL’ESTERO

A Potenza l’Assemblea annuale dei lucani nel mondo

Riscoperta dei dialetti, importanza della cultura e nuova migrazione nel rapporto tra Basilicata e connazionali

 

POTENZA – Ad aprire e presiedere i lavori il vice presidente della Commissione regionale dei Lucani nel mondo, Vito Giuzio. Hanno partecipato il neo presidente della Commissione, Aurelio Pace, Francesco Mollica e Antonio Di Sanza, già presidenti, e Luigi Scaglione, coordinatore del Centro “Nino Calice”. Presenti 55 delegati provenienti da ogni parte del mondo e dall’Italia, 11 rappresentanti del Forum dei Giovani e 8 responsabili degli Sportelli Basilicata.

“I dialetti lucani risorsa culturale”, questo il tema dell’intervento di Patrizia Del Puente, docente di glottologia e linguistica presso l’Università degli studi della Basilicata. Primo obiettivo della docente è stato quello di “mostrare l’unicità e, quindi, l’importanza del patrimonio linguistico, bene culturale immateriale, della Basilicata sul cui territorio, non solo convivono etnie diverse, ma miriadi di sistemi. Tutte le lingue romanze convivono in Basilicata, dove vi è una grande raccolta di idiomi oltre a quelli comunemente conosciuto. In Basilicata alle colonie Arbereshe vanno aggiunte quelle gallo-italiche con una lingua proveniente dall’area ligure-piemontese e transitata per la Sicilia. Vi sono due comunità Rom ed una colonia marchigiana, oltre all’area di lingua romana più arcaica, l’area Lausberg, compresa nel territorio tra Tursi, il Pollino e Rotonda.” Nella seconda parte del suo intervento, Patrizia Del Puente ha posto in rilievo “la ricchezza lessicale che si incontra tra i vari dialetti lucani, ricchezza che in parte sta andando persa, come ad esempio, nel caso degli antichi nomi dei mesi dell’anno”. Illustrato, quindi, il “Progetto A.L.Ba (Atlante linguistico della Basilicata) finalizzato alla tutela, valorizzazione ed allo studio di tutti i dialetti lucani. Si mostra – ha sottolineato Del Puente – ciò che finora all’interno del Progetto è stato già fatto e quello che si potrà fare, vedi l’istituzione di una legge regionale che contempli il Centro internazionale di dialettologia. Il 22 marzo prossimo – ha continuato – il Progetto A.L.Ba. presenterà, presso il polo universitario di Macchia Romana, per la prima volta, l’alfabeto per i dialetti lucani. La Basilicata sarà, in tal modo, la prima regione a dotarsi di un alfabeto scritto unitario. E’ necessario un alfabeto per i dialetti lucani – ha spiegato la docente – in quanto questi, pur condividendo molti fonemi con la lingua italiana, ne presentano anche molti non condivisi. Pertanto, necessitano di altri grafemi rispetto a quelli che appartengono al repertorio italiano. Una volta presentato l’alfabeto, il Progetto sarà a disposizione di chi vorrà, per incontri mirati ad insegnare l’uso dell’alfabeto. Un ruolo importante – ha rimarcato Del Puente – rivestirà il contatto con le comunità lucane all’estero. Infatti, gli emigrati possiedono un dialetto più conservativo che potrebbe fornire importanti osservazioni nel discorso di ricostruzione dell’identità e della storia lucana”.

Antonio Colaiacovo, presidente del Parco letterario “Carlo Levi” di Aliano ha relazionato in merito ai “Parchi letterari progetto identitario”. “Il parco Carlo Levi – ha detto – è un efficace incontro tra letteratura e territorio. L’idea dei parchi letterari nasce alla fine degli anni ottanta per impulso della ‘Fondazione Ippolito Nievo’, ma la sua traduzione empirica in strategia di sviluppo territoriale locale prende forma a partire dall’azione propulsiva dell’Unione europea che, nell’ambito del Quadro Comunitario di Sostegno ‘Incentivi agli investitori turistici’, ha approvato la sovvenzione globale intitolata ‘Parchi Letterari’. La finalità è quella di favorire opportunità innovative di sviluppo nel Mezzogiorno con il sostegno ad esperienze – pilota capaci di educare e stimolare una fruizione diversificata del territorio, rispondente alla domanda di forme di turismo tematico di ‘nicchia’ che guadagnano segmenti di mercato crescenti nello spazio tradizionalmente monopolizzato dal turismo di massa. Quest’ultimo, alla luce delle profonde trasformazioni che hanno segnato le dinamiche evolutive del comparto turistico nell’ultimo decennio, risulta indifferenziato ed incapace di accogliere l’esigenza di un pacchetto – vacanze sempre più in direzione di bisogni personalizzati e carichi di sfaccettature che rendono il mercato turistico attuale eterogeneo e frastagliato, articolato in segmenti che richiedono strategie di marketing attente al posizionamento del prodotto turistico in una logica sempre più orientata alla customer satisfaction. Il parco letterario Carlo Levi – ha riferito Colaiacovo – opera dal 1998. L’idea di base è stata quella di utilizzare la fonte letteraria come codice di lettura del territorio, per scoprirne e valorizzarne i diversi aspetti che ne configurano l’identità: da quello culturale e storico a quello naturalistico, da quello antropologico a quello enogastronomico”.

Padre Carmelo Gagliardi, componente dell’Ucemi (Unione cristiana Enti migranti italiani) ha evidenziato i dati del Rapporto 2016 della Fondazione Migrantes. La sua relazione basata su “Globalizzazione e migrazione” oltre al quadro generale riguardante la mobilità delle persone ed i luoghi di maggiore attrazione che continuano ad essere i Paesi del Nord America, ha sottolineato come “la scelta di una religione rientra nella sfera dei diritti umani fondamentali e la dimensione religiosa degli immigrati è un aspetto non meno importante di quelli economici e culturali. I recenti episodi tragici hanno accresciuto – ha detto – un sentimento di islamofobia, nonostante sia risaputo che per i terroristi il discorso religioso sia usato strumentalmente come copertura ’ideologica’ e, come tale, sempre più sconfessato dalle autorità e dalle associazioni islamiche. La globalizzazione è un fenomeno carico di contraddizioni che hanno sicuramento il loro riverbero su quello migratorio. La globalizzazione ha aperto i mercati, ma non le frontiere, ha abbattuto i confini per la libera circolazione dell’informazione e dei capitali, ma non nella stessa misura quelli per la libera circolazione delle persone. Ne derivano nuove problematiche legate al fenomeno migratorio – ha continuato padre Gagliardi – tra cui le più evidenti riguardano il diritto di rimanere nella propria patria che reca con sé quello relativo al diritto di emigrare. Vi è, poi, il diritto degli Stati a proteggere le proprie frontiere con il risultato delle migrazioni irregolari. Tanti ancora – ha rilevato padre Gagliardi – gli aspetti da analizzare, come la migrazione al femminile che tende a farsi sempre più autonoma, la migrazione delle famiglie, tutti connessi all’accoglienza ed alla solidarietà, nonché al dialogo tra culture e religioni. La migrazione produce una ‘Melting pot’ con situazioni in cui le difficoltà dell’incontro tra le diverse culture ancora sussistono e le tensioni divengono causa di periodici conflitti. La Chiesa è invitata – ha rilevato – a svolgere un apostolato a favore dei migranti, la pastorale dei migranti cattolici e oltre la Chiesa cattolica, per sostenerli nella vita di fede in qualunque situazione si trovino. In altre parole: Accogliere contro l’indole del rifiuto, Proteggere chi è costretto a lasciare la propria terra, Promuovere lo sviluppo umano integrale, Integrare riconoscendo la ricchezza culturale dell’altro”.

Intervenuti nel corso dei lavori, Donato Dinardo della Toscana, Domenico Melillo di Panama, la sindaca di Tricarico, Lina Marsichella, Giuseppe Ticchio della Svizzera, Mauro De Salvo di Genova, Filippo Martino di Roma, Isabella Zito della Colombia, Marta Lasaponara dell’Uruguay, Pietro Pisani del Friuli Venezia Giulia, Michele Santoro di Taranto, Antonio Zasa di Parma che ha posto la questione della rivisitazione dell’istituto della delega in caso di impossibilità a partecipare alle Assemblee da parte dei presidenti di Associazione e Federazione. In rappresentanza dei giovani è intervenuto Miguel Angel Napoli del Cile che ha auspicato un ruolo sempre maggiore dei giovani nel legame con la terra di origine. “I giovani – ha detto – risorsa per le tradizioni e, nel contempo, per il futuro alla luce, anche, dei nuovi strumenti della comunicazione”.

Approvato un ordine del giorno (il Consiglio regionale già si è fatto promotore di un ordine del giorno sulla questione) proposto da Antonio Pucillo del Venezuela sulla situazione problematica vissuta dagli italiani e dai lucani in quel Paese, situazione che si sta aggravando di giorno in giorno.

L’assemblea ha, anche, preso in considerazione altri due ordini del giorno relativi, l’uno alla vicinanza al territorio ed alla popolazione della Val d’Agri afflitta dai problemi legati al petrolio, e l’altro, ai disservizi postali.

Presentata dal direttore editoriale, Mauro Patanella, dell’Associazione culturale lucana Pino Mango, la prima edizione del periodico trimestrale “Pagine Lucane”. La scommessa è quella di far rinascere una rivista cartacea in un momento particolare come questo in cui il mondo dei giornali è sempre più digitale e la crisi dell’editoria sembra inarrestabile. Obiettivo è quello di raccontare il mondo dell’associazionismo lucano–piemontese ed occuparsi degli eventi che ci saranno nelle due regioni.

Antonio Di Sanza, nel salutare i convenuti, ha sottolineato come “l’incontro odierno deve essere un’altra tappa nella relazione continua con i lucani nel mondo, un progetto che deve durare nel tempo, anche utilizzando i nuovi strumenti della comunicazione. Una famiglia – ha affermato – che si arricchisce con le conoscenze reciproche”.

L’incontro è stato concluso dal neo-presidente della Commissione, Aurelio Pace, per il quale “è vivo l’orgoglio di aver potuto ascoltare i connazionali protagonisti di un percorso di modernità. Un grazie particolare ai giovani nell’ottica di una famiglia lucana viva e allargata. La parola chiave – ha concluso – è ‘insieme’, insieme per crescere e conservare la propria identità”.(dt/Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform