CAMERA DEI DEPUTATI
ROMA – Nella riunione di ieri la Commissione Esteri della Camera dei Deputati ha iniziato l’esame del disegno di legge, già approvato dal Senato, che ratifica una serie di accordi di coproduzione cinematografica sottoscritti dall’Italia fra il 2007 e il 2013 con Brasile, Croazia, Israele e Ungheria.
Tali intese – ha sottolineato il relatore Mariano Rabino, del gruppo Scelta Civica-Ala per la Costituente Liberale e Popolare-Maie – hanno un contenuto sostanzialmente analogo fra loro, pur se con talune differenze, e sono tutte finalizzate a consolidare lo sviluppo delle relazioni culturali e commerciali facilitando le coproduzioni di film e consentendo l’accesso ai benefici previsti dai diversi ordinamenti per le produzioni nazionali.
L’Accordo con il Brasile, sottoscritto nel 2008 e composto di 21 articoli e di un Allegato, dopo aver definito la categoria dei film in coproduzione e individuato le autorità competenti per l’applicazione (per l’Italia la Direzione generale per il cinema del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo), elenca le condizioni richieste per l’accesso ai finanziamenti. L’intesa detta anche norme sull’approvazione dei progetti cinematografici, sull’effettuazione delle riprese, sull’apporto finanziario dei coproduttori e sulle coproduzioni internazionali. Evidenzia, altresì, che è prevista l’istituzione di una Commissione mista per vigilare sull’applicazione dell’Accordo e sul rispetto dell’equilibrio numerico e percentuale delle coproduzioni.
Passando ad illustrare l’Accordo con la Croazia, sottoscritto nel settembre 2007 e composto di 23 articoli e di un Allegato, il relatore ha ricordato che esso è di contenuto analogo al precedente e che il testo disciplina anche le produzioni multilaterali, le ipotesi di coproduzioni gemellate e la presentazione delle opere coprodotte in festival internazionali. Anche in questo caso, si prevede l’istituzione di una Commissione mista che vigila sull’applicazione dell’intesa.
Nel ricordare che anche l’Accordo con Israele, siglato nel dicembre 2013, presenta un impianto complessivo analogo, Rabino ha evidenziato che tale testo dispone sui finanziamenti previsti per le produzioni in comune ed i requisiti per ottenerli, individua le nazionalità dei partecipanti coinvolti nella coproduzione cinematografica e definisce le tipologie delle lingue ammissibili delle coproduzioni. Ha sottolineato, altresì, che l’Accordo fissa le quote da osservare nella contribuzione finanziaria dei coproduttori, definisce i dettagli tecnici relativi ai diritti di proprietà intellettuale e stabilisce regole sulla commercializzazione.
Passando ad illustrare i contenuti dell’Accordo con l’Ungheria, il relatore ha messo in luce che esso presenta elementi di maggiore dettaglio. Infatti, dopo aver definito la categoria dei film in coproduzione e riconosciuto agli stessi i benefici accordati dalle parti ai rispettivi film nazionali, l’Accordo stabilisce i luoghi di realizzazione delle riprese, le nazionalità dei partecipanti, l’apporto dei coproduttori delle due parti e la possibilità di realizzare coproduzioni internazionali, dettando misure sui negativi e sulle versioni linguistiche delle produzioni, sui termini per il saldo della partecipazione del coproduttore minoritario, sulla ripartizione degli introiti, anche in presenza di un pool dei mercati, sugli obblighi finanziari dei contratti tra i coproduttori in merito alla ripartizione degli oneri.
Il disegno di legge di ratifica degli Accordi, già approvato dall’altro ramo del Parlamento il 4 maggio scorso, consta di quattro articoli che riguardano, rispettivamente, l’autorizzazione alla ratifica, l’ordine di esecuzione, la copertura finanziaria e l’entrata in vigore. Gli oneri complessivi derivanti dalle spese di missione degli Accordi in esame sono fissati in circa 16.000 euro annui, ogni quattro anni, che gli Accordi stessi non presentano profili d’incompatibilità con la normativa nazionale, né con l’ordinamento dell’Unione europea e con altri obblighi internazionali e che sono in linea con la Convenzione europea sulla coproduzione cinematografica del 1992.
Il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova si è associato alle considerazioni svolte dal relatore.
Si è così concluso l’esame preliminare del provvedimento, che sarà trasmesso alle Commissioni competenti per l’espressione dei pareri. Il seguito dell’esame è stato rinviato quindi ad altra seduta. (Inform)