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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Avviato alla Commissione Esteri l’esame per la ratifica del Protocollo facoltativo relativo al Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali dell’Onu

CAMERA DEI DEPUTATI

Illustra i contenuti del provvedimento la relatrice Fucsia Fitzgerald Nissoli (PI) – eletta nella ripartizione America settentrionale e centrale

ROMA – La Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati ha avviato l’esame utile alla ratifica ed esecuzione del Protocollo facoltativo relativo al Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali adottato a New York dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 2008.

“Un ulteriore fondamentale elemento dell’architettura giuridica posta a salvaguardia dei diritti umani a livello internazionale”: così lo ha definito la relatrice Fucsia Fitzgerald Nissoli (Pi), deputata eletta nella ripartizione America settentrionale e centrale, spiegando come l’obiettivo sia quello di “rafforzare la tutela dei diritti economici, sociali e culturali, garantendo i medesimi meccanismi di protezione già previsti per i diritti civili e politici”. Tra i principi fondamentali del Patto, in vigore dal 1978, il diritto all’autodeterminazione dei popoli, il divieto di discriminazione, la parità fra uomo e donna, l’inderogabilità dei diritti definiti dal Patto, il diritto al lavoro, il diritto ad un’equa retribuzione, il diritto di libertà sindacale e il diritto di sciopero, il diritto alla sicurezza sociale, la protezione della famiglia e della donna lavoratrice, il «diritto alla libertà dalla fame», il diritto all’istruzione, la libertà di ricerca scientifica e dell’attività creativa. Nel corso del tempo, inoltre – segnala Nissoli, – è stato istituito un Comitato sui diritti economici, sociali e culturali (CESCR), composto da diciotto esperti indipendenti incaricati di monitorare l’implementazione del Patto da parte degli Stati. Nel 2008 invece, al termine delle celebrazioni del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, l’Assemblea generale dell’Onu ha adottato all’unanimità, il Protocollo opzionale all’esame della Commissione, protocollo – spiega la relatrice – che istituisce un meccanismo di comunicazioni individuali per gravi violazioni dei diritti sanciti nel Patto.

Tale Protocollo – precisa –  “impegna gli Stati a riconoscere la competenza del Comitato a ricevere e considerare comunicazioni provenienti da individui, o gruppi di individui, che si reputano vittime di violazioni di uno o più diritti sanciti nel Patto” e “attribuisce altre competenze al Comitato, tra le quali, quella di ricevere e considerare comunicazioni inter-statali; richiedere ad uno Stato di adottare misure urgenti, in circostanze di eccezionale gravità, per impedire danni irreparabili per le vittime di presunte violazioni; in caso di violazioni grave e sistematiche, predisporre una missione di inchiesta sul campo”. Segnalato come la procedura per l’esame delle comunicazioni da parte del Comitato possa avvalersi, oltre a tutta la documentazione ricevuta, anche di quella proveniente da altri organismi o meccanismi delle Nazioni Unite, da organizzazioni internazionali e regionali, nonché di osservazioni e commenti dello Stato Parte interessato. Il Comitato valuta poi la ragionevolezza delle misure adottate dallo Stato Parte conformemente alle disposizioni della parte seconda del Patto e invia proprie osservazioni e, eventualmente, le proprie raccomandazioni alle Parti interessate, attendendo dallo Stato Parte, entro i successivi sei mesi, indicazioni sulle misure adottate. La relatrice rileva inoltre che “gli speciali meccanismi introdotti dagli articoli sulle comunicazioni interstatali e sulle procedure di inchiesta del Protocollo, sono esperibili solo nei confronti degli Stati che abbiano riconosciuto, con dichiarazione esprimibile (e revocabile) in qualsiasi momento, la competenza del Comitato a ricevere ed esaminare le comunicazioni e informazioni previste dai predetti articoli. Parimenti, la procedura di assistenza tecnica e cooperazione internazionale ivi citata prevede il necessario consenso dello Stato Parte interessato”.

Auspica infine una rapida approvazione del provvedimento di ratifica di un accordo che “il nostro Paese ha fortemente sostenuto anche attraverso l’adesione ad un «Gruppo degli Stati amici del Protocollo», e che ha sottoscritto nel settembre 2009”.

Si associa all’auspicio della relatrice anche il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, così da dare “efficacia all’equiparazione tra le diverse tipologie dei diritti umani” ed anche in vista della revisione periodica universale nell’ambito del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, che avrà luogo nella seconda metà dell’anno.

L’esame è stato quindi rinviato fissando il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti alle ore 15 di lunedì 14 aprile. (Inform)

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