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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Aula di Palazzo Madama, il Ministro dell’Interno Piantedosi risponde all’interrogazione della Senatrice Gelmini (Azione)  sulla possibilità di esercitare il diritto di voto alle prossime elezioni europee per gli iscritti all’AIRE residenti nel Regno Unito e in Svizzera

SENATO DELLA REPUBBLICA

(fonte immagine Senato)

ROMA – La senatrice Mariastella Gelmini (Gruppo Misto- Azione ) ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Interno per chiedere al Governo di intervenire al fine di poter garantire, anche in extremis, l’esercizio del diritto di voto nelle prossime elezioni europee agli italiani iscritti all’Aire residenti nel Regno Unito e in Svizzera: si tratta di un bacino di elettori che ammonta rispettivamente a 460mila (UK) e 640mila (Svizzera). Secondo la Gelmini “E’ ancora possibile provvedere a garantire questa possibilità almeno nel Regno Unito e in Svizzera, dove vivono complessivamente più di un sesto di tutti gli italiani residenti all’estero”. Nell’interrogazione si  chiede dunque di sapere “se il Governo intenda adottare provvedimenti tempestivi e urgenti per consentire anche agli iscritti all’Aire residenti nel Regno Unito e in Svizzera di esercitare il diritto di voto per le prossime elezioni europee presso sezioni elettorali istituite nei Paesi di residenza dalla rete consolare italiana, come avviene per gli iscritti all’Aire residenti nei Paesi della UE”. Al quesito ha risposto nell’Aula del Senato il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi : “Premetto – ha esordito il Ministro – che, per l’estensione nei Paesi extra-UE del voto per le elezioni europee, occorre una modifica della legge vigente. A tale riguardo, il Governo sta svolgendo ogni utile approfondimento, anche tenendo conto di uno specifico ordine del giorno approvato dalla Camera dei deputati in sede di conversione del decreto-legge n. 7 del 2024, che proietta però ogni valutazione in vista delle elezioni europee successive a quelle di quest’anno. Le questioni, anche sulla base di quanto riferito dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, sono molteplici. A legislazione vigente, – ha continuato il Ministro – all’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia possono partecipare dall’estero esclusivamente i cittadini italiani in possesso dell’elettorato attivo e residenti nei Paesi dell’Unione europea, che votano presso seggi appositamente allestiti dalle nostre ambasciate e consolati. I connazionali possono decidere, in alternativa, di partecipare alle elezioni dei rappresentanti al Parlamento europeo spettanti al Paese membro di residenza oppure di rientrare in Italia a votare presso il Comune di iscrizione elettorale in Italia, beneficiando delle agevolazioni di viaggio previste. Allo stato, la partecipazione al voto dall’estero, come lei stesso ha ricordato, per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, non è pertanto prevista per i connazionali residenti in Paesi che non siano membri dell’Unione europea, ai quali è comunque assicurata la possibilità di votare in Italia, beneficiando anch’essi delle agevolazioni di viaggio”. “La modifica auspicata dall’interrogante, – ha spiegato Piantedosi –  riferita solo a Regno Unito e Svizzera, peraltro presenta profili di criticità prima di tutto su un piano di equità, in quanto si tradurrebbe in un trattamento differenziato e discriminatorio nei confronti dei connazionali residenti dell’Unione europea in Stati diversi da Regno Unito e Svizzera. D’altra parte, un’eventuale modifica della legge che permette a tutti i connazionali residenti all’estero, anche quelli in Paesi extraeuropei, di votare per le elezioni parlamentari europee andrebbe valutata attentamente anche nei suoi delicati profili organizzativi”. “Noi – ha replicato la senatrice Gelmini – abbiamo citato come esempio il Regno Unito e la Svizzera, ma è evidente che questo principio deve essere applicato a tutti i Paesi nei quali ci sono iscritti all’anagrafe degli italiani residenti all’estero fuori dall’Unione europea. Noi pensiamo che, al di là delle tecnicalità, sia una questione di volontà politica: se vogliamo agevolare il diritto di voto di questi cittadini, se vogliamo consentire una partecipazione a coloro che sono sempre italiani, ma si trovano fuori dall’Unione europea, pensiamo che ci siano i tempi necessari per approvare questa modifica di legge”. (Inform)

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