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Attualità del pensiero di Antonio Gramsci

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Da “Tribuna Italiana”, I Settimana di Studi Gramsciani in Argentina

Attualità del pensiero di Antonio Gramsci


Organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura, insieme alle Università di Cordoba e di General Sarmiento e all’Istituto Gramsci di Roma presente Giuseppe Vacca, autore di “Vita e pensiero di Antonio Gramsci”, il quale ha sottolineato che in Argentina e in altri paesi dell’America Latina, il pensiero dell’intellettuale sardo è più vivo che mai

BUENOS AIRES – Nel 1947 lo scrittore Ernesto Sabato lo presentò come uno tra i “più puri eroi civili” d’Italia. Anni più tardi, lo storico britannico Eric Hobsbawm lo definì “il pensatore comunista più originale di Occidente nel XX secolo”. A quasi 80 anni dalla sua morte, la sua opera continua ad essere letta e applicata nelle nostre società.

Il pensiero dell’intellettuale socialista Antonio Gramsci è più vigente che mai in Argentina e nelle democrazie post-neoliberiste dell’America Latina.

Per questo motivo, l’Istituto Italiano di Cultura, l’Università Nazionale di Cordoba (UNC) e la Fondazione Istituto Gramsci di Roma, hanno organizzato la recente “Settimana di Studi Gramsciani in Argentina”, che si è tenuta dall’11 al 15 novembre.

Nella prima giornata è stata presentata “Vita e pensieri di Antonio Gramsci (1926-1937)”, che raccoglie il pensiero dell’intellettuale sardo durante i suoi anni di carcere. Il libro è stato edito nel 2012 per i tipi dell’Einaudi e il suo autore, presidente della Commissione scientifica dell’Edizione Nazionale degli scritti di Antonio Gramsci, Giuseppe Vacca, è stato specialmente invitato alla Settimana, insieme alla studiosa Francesca Izzo.

Il tavolo è stato aperto dal prof. Alberto Filippi dell’Università di Camerino, il quale ha spiegato che nel libro si intrecciano ai “Quaderni del carcere” – nome che ricevono gli oltre 2000 appunti, testi e note che Gramsci scrisse nel carcere – le Lettere dal carcere, in “un gioco positivo di specchi che si illuminano reciprocamente”, il che rafforza l’importanza dell’intellettuale sardo nell’America Meridionale di oggi: “Pensò con grande rilevanza innovativa, è un classico ed esige uno studio continuo perché nonostante il passare degli anni, continua ad essere attuale”.

Da parte sua il rettore dell’Università Nazionale di General Sarmiento, Eduardo Rinesi, ha sottolineato che l’opera di Vacca “è una ricerca monumentale, specialmente per quanto riguarda l’analisi delle lettere di Gramsci al suo amico Piero Sraffa e a sua cognata, Tatiana Schucht. “L’idea dell’egemonia, non è né meramente culturale, né meramente economica. L’egemonia è essenzialmente politica”, ha concluso Ranesi sull’idea principale dell’opera gramsciana.

Lo storico Waldo Ansaldi non ha lesinato elogi e ha ringraziato l’autore: “E`un libro formidabile. Il romanzo di una tragedia messa in tensione dal dolore, ma anche dall’amore”.

Il docente dell’UNC ha spiegato che Vacca presenta un Gramsci “umano, di carne e ossa”, con notevole lucidità, ma che non smette mai di pensare in termini politici”

“Per Gramsci qualsiasi progetto di trasformazione rivoluzionaria della società, dev’essere fatto tramite l’idea chiave di egemonia, cioè della conquista delle coscienze prima della conquista del potere. Per Gramsci sarebbe sgradevole l’idea di assalire il potere”, ha spiegato Ansaldi in uno dei migliori momenti della presentazione.

Nella chiusura, Vacca ha restituito gentilezze, affermando di non essere sorpreso dalla realizzazione della Settimana: “Perché ci troviamo in Argentina, che insieme a Italia, è uno dei paesi dove il pensiero di Gramsci viene utilizzato in modo più creativo”.

Dopo aver ricordato gli intellettuali argentini gramsciani, come José “Pancho” Aricó e Juan Carlos Portantiero, ha messo in evidenza le difficoltà nello studio del pensiero di Gramsci, dato che l’intellettuale sardo ha un lessico proprio e non scrisse mai un libro: le sue opere, infatti, sono il risultato della compilazione fatta dopo la sua morte, da Palmiro Togliatti.

Le giornate di studio su Gramsci si sono completate martedì nella “Biblioteca Nacional” con un tavolo su: “Crisi ed egemonia, nei tempi di Gramsci e  oggi”, al quale hanno preso parte Horacio González, Daniel Campione, María López, Alberto Filippi e Giuseppe Vacca. Poi da mercoledì a venerdì si sono spostate a Cordoba, culla del pensiero gramsciano in Argentina, a partire dal “Grupo Pasado y Presente”, negli anni ‘60 del secolo scorso.

A quasi 80 anni della morte di Antonio Gramsci, la “Semana de Estudios Gramscianos en Argentina” è un esempio dell’ampia accoglienza che il pensiero di questo intellettuale in Argentina e di come il suo pensiero continua ad essere oggetto di studio e motore del pensiero nelle società latinoamericane del XXI secolo.  (Damián Andrada, docente di Giornalismo e Comunicazione presso l’ “Universidad del Salvador” di Buenos Aires – Tribuna Italiana del 20 novembre 2013 /Inform)

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