direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Assocamerestero sui dati diffusi dall’Istat relativi all’export italiano

COMMERCIO ESTERO

Per l’associazione che riunisce le 78 Camere di Commercio Italiane all´Estero l’export italiano tiene testa all’incertezza dei mercati internazionali. Stabile sia l’andamento congiunturale dell’export tricolore a luglio (-0,6%) che quello tendenziale (-0,7%). Forte battuta d’arresto per il competitor tedesco (rispettivamente -2,6% e -5,2%)

 

ROMA – In una nota diffusa in seguito agli ultimi dati Istat sul commercio estero, Assocamerestero definisce “buona” la “capacità di tenuta per le esportazioni italiane nonostante il clima di incertezza dei mercati mondiali”, rilevando come a luglio, nei dati destagionalizzati e corretti per effetti del calendario, sia la performance congiunturale (-0,6%) che tendenziale (-0,7%) mostrino una sostanziale stabilità delle nostre vendite all’estero. Sottolineato anche il trend decisamente migliore rispetto a quello di un paese leader nell’export come la Germania, che fa fronte ad una forte battuta d’arresto (rispettivamente -2,6% e -5,2%). Anche il dato dell’ultimo trimestre – prosegue la nota, – segna una lieve ripresa delle esportazioni rispetto al precedente (+0,7%), soprattutto grazie al contributo dato dalla ripresa degli scambi a livello europeo (+1,6%). L’export verso i Paesi Extra-UE rivela infatti i maggiori segnali di affaticamento e sconta la situazione di alcuni mercati come il Mercosur (-23,8% su base annua le vendite nei primi sette mesi del 2016), mentre iniziano a dare qualche segnale di rallentamento anche partner tradizionali quali gli Stati Uniti (-2,5%) e la Svizzera (-3,6%).

“La selezione indotta dalla crisi – afferma il segretario generale di Assocamerestero, Gaetano Fausto Esposito – ha portato le aziende italiane ad investire nel contenuto di valore-servizio dei nostri prodotti. Facciamo più qualità nella vendita all’estero. E questo spiega perché è cresciuta la domanda estera di beni di consumo per la persona e per la casa nonché di prodotti intermedi da utilizzare nei processi produttivi. In questo contesto, inoltre è risultata vincente la strategia di cautela nelle politiche di prezzo adottata dalle nostre imprese su diversi mercati”.

A spingere a quota 31 miliardi di euro il surplus della bilancia commerciale è soprattutto la riduzione di oltre 5 miliardi di euro del deficit energetico. Guardando ai settori, si evidenzia la performance dell’agroalimentare, che nei primi sette mesi dell’anno segna un incremento delle vendite del 2,3% e una crescita del saldo di oltre 800 milioni di euro, attestandosi su un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro. (Inform)

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