COMMERCIO ESTERO
ROMA – A febbraio si conferma la riduzione delle vendite nei Paesi Extra-UE già visibile a gennaio: rispetto al mese precedente, le esportazioni si contraggono del 2,0% e il calo più consistente interessa soprattutto i beni di investimento utilizzati dagli imprenditori esteri nei loro processi produttivi: beni strumentali (-4,3%) e prodotti intermedi (-1,7%).
“Guardando agli effetti di un euro fortemente sopravvalutato, se da un lato assistiamo all’abbassamento dei prezzi alle importazioni, anche grazie alla riduzione dei costi delle materie prime, dall’altro questo andamento ci penalizza sulla nostra attività caratteristica, tant’è vero che il surplus del Made in Italy, sebbene ancora molto consistente, mostra segnali di rallentamento nel mese di febbraio, con una riduzione su base annua di oltre 300 milioni di euro”, sottolinea Gaetano Fausto Esposito, segretario generale di Assocamerestero, commentando i dati Istat sul commercio estero diffusi oggi.
Per quanto riguarda i singoli Paesi, manteniamo le posizioni con i nostri partner tradizionali e di maggiore prossimità (Svizzera, Turchia, Stati Uniti e Giappone), che insieme rappresentano il 16% dell’export complessivo e verso cui registriamo nei primi due mesi dell’anno un attivo di circa 4,5 miliardi di euro. (Inform)