ITALIANI ALL’ESTERO
ROMA – Nell’ambito dei lavori dell’Assemblea Plenaria del Cgie, che si protrarranno per tutta la settimana, si è svolto alla Farnesina l’incontro tre il Ministro degli Esteri e Presidente del Cgie Antonio Tajani e i membri del Consiglio Generale. Nel suo intervento il Ministro ha in primo luogo ricordato la difficile situazione che stanno vivendo, a causa della guerra, i 20.000 connazionali in Israele e i circa 500 italiani presenti Iran. “La priorità del Governo – ha rilevato in proposito Tajani – è la sicurezza dei nostri connazionali che vivono in questo momento in aree di crisi”. Passando ad altro argomento il Ministro ha poi rilevato come entro l’anno il rilascio della carata d’identità elettronica ai nostri connazionali sarà esteso a tutti gli uffici consolari. Tajani, dopo aver sottolineato che si sta operando per migliorare e rendere più rapidi i servizi per gli italiani all’estero, ha segnalato l’avvio di una solida collaborazione con l’Inps. “Stiamo lavorando – ha proseguito il Ministro – su tante iniziative, dal turismo delle radici alla diplomazia sportiva con iniziative che coinvolgono anche atleti di origine italiana. Ho inoltre predisposto – ha aggiunto – un’ampia riforma del Ministero degli Esteri per essere sempre più in linea con le esigenze dei cittadini e delle imprese all’estero. I servizi saranno al centro della riforma con una Direzione Generale per i servizi dei cittadini all’estero e le politiche migratorie. Questa riforma del Ministero – ha precisato Tajani – sarà avviata alla fine dell’anno e ci consentirà di fare di più per tutti i nostri concittadini che vivono nel mondo. E’ importante – ha continuato il Ministro rivolgendosi ai consiglieri – lavorare in collaborazione per fare un ottimo lavoro con voi e per sostenere gli italiani all’estero”. Tajani ha inoltre segnalato la nomina di Silvia Limoncini all’incarico di Direttore Generale del Maeci per gli italiani all’estero e ha ringraziato il Direttore Generale uscente Luigi Maria Vignali per l’ottimo lavoro svolto in questi anni. A seguire ha preso la parola la Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi che ha in primo luogo evidenziato l’importanza della centralità del Cgie e quindi delle comunità italiane all’estero che in esso sono rappresentate. Prodi ha poi rilevato come i temi prioritari di questo Cgie, che sta iniziando i propri lavori, siano la riforma della legge sulla cittadinanza, la messa in sicurezza del voto all’estero e gli incentivi di rientro per i nostri connazionali. Tre questioni su cui il Consiglio Generale ha lavorato e ha raccolto specifiche indicazioni dai territori. “La sfida – ha poi sottolineato la Segretaria Generale – è quella di riportare pienamente la democrazia al centro delle comunità nazionali e internazionali e di salvaguardare i diritti. Le due battaglie non sono separate, per portare avanti questo ragionamento è importate che la nostra istituzione e la nostra legge istitutiva abbiano il pieno sviluppo”. Per Prodi la sfida è quella di far funzionare la democrazia, riconnettendo la politica alla vita vera delle persone, “e noi come Cgie abbiamo questa capillarità nel mondo che ci consente di portare avanti le richieste di chi è all’estero”. “Per noi era evidente – ha proseguito Prodi passando ad altro argomento – che la riforma della cittadinanza era necessaria e stavamo facendo un ragionamento su questo tema che spero possa essere ripreso. Abbiamo riflettuto su una legge di cittadinanza che riconosca un’ascendenza fino alla terza generazione e che possa mostrare un vero legame affettivo con l’Italia attraverso la conoscenza della lingua italiana e delle competenze relative alla costituzione e alla vita comunitaria e civile del nostro paese” . Su questo tema la Segretaria Generale ha poi sottolineato la necessità di conoscere su quali basi sia stata compiuta la scelta di cambiamento della legge sulla cittadinanza e su quale visione di futuro si vuole condurre il nostro paese in tema di cittadinanza. Prodi ha anche criticato le modifiche applicate sulla doppia cittadinanza, una realtà che fino ad oggi era sempre stata considerata un valore. Dopo un breve saluto del Sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli, che ha rilevato come il passaggio in parlamento abbia smussato e reso più fruibile il testo del decreto sulla cittadinanza, ha ripreso la parola il Ministro Tajani che ha sottolineato come gli interventi sulla legge della cittadinanza siano stati necessari per limitare acquisizioni improprie del passaporto italiano ed evitare che si lucrasse sull’italianità. “Per me la cittadinanza italiana – ha aggiunto il Ministro – è una cosa seria. Essere italiano significa sentirsi italiano. Ovviamente tutte le leggi si possono migliorare in Parlamento.. Io – ha concluso – ho grande rispetto per gli italiani all’estero, ma una legge serviva”. (Lorenzo Morgia – Inform)