ELEZIONI COMITES
Da “Tribuna Italiana”, Buenos Aires, 8.4.2015
Un numero considerevole di domande di iscrizione non sarebbero state processate perché manca il nulla osta dei comuni d’iscrizione o perché incomplete o sbagliate. A Buenos Aires sarebbero circa tremila. Affrettati a votare e invia il tuo voto. Il 17 aprile alle ore 24 si chiudono i seggi nelle sedi consolari
BUENOS AIRES – Finita la distribuzione del materiale elettorale, è ancora possibile, per coloro che al 18 marzo si erano iscritti nell’elenco elettorale e non hanno ricevuto la busta, reclamare presso la rispettiva sede consolare il duplicato della citata busta, per poter votare alle elezioni per il rinnovo dei Comites.
A Buenos Aires, il Consolato generale informa che “i cittadini che hanno presentato l’opzione, risultanti nell’elenco provvisorio degli elettori fornito dal Ministero dell’Interno o per i quali sia pervenuto il previsto nulla osta dal Comune di iscrizione Aire, riceveranno un plico contenente il materiale elettorale ed un foglio informativo illustrante le modalità di voto”.
“Il cittadino che avrà ricevuto il plico, dopo aver espresso il proprio voto, seguendo le istruzioni fornite, dovrà restituire per posta la scheda elettorale al Consolato Generale d’Italia in Buenos Aires, utilizzando la busta già affrancata contenuta nel plico”.
“La busta dovrà essere inviata prima possibile in modo che possa giungere a destinazione non oltre le ore 24 del 17.04.2015, giorno stabilito per le votazioni”.
Dallo scorso 30 marzo 2015, informa il Consolato in Buenos Aires, è attivo, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 14.00; il numero telefonico 011-4114-4790, chiamando il quale sarà possibile ottenere informazioni sulla propria posizione elettorale.
Sempre a Buenos Aires, ci saranno quattro seggi elettorali per realizzare le operazioni di spoglio e di scrutinio dei voti pervenuti.
Anche l’Agenzia Consolare in Lomas de Zamora ha annunciato un orario di apertura per chi, essendosi iscritto, non avrà ricevuto il plico e quindi potrà richiederne il duplicato tra il 7 e il 17 aprile, tutti i giorni feriali dalle ore 8 alle ore 16.30 e sabato 11 aprile dalle ore 9 alle ore 12. Domenica 12 aprile invece, l’Agenzia sarà chiusa. Stessa risoluzione da parte dell’Agenzia consolare d’Italia in Morón.
Ma quanti non potranno votare?
Al di la delle questioni strettamente operative, continua a far notizia il numero ridotto di iscritti nella circoscrizione consolare di Buenos Aires che, come è noto, è la più numerosa al mondo per quantità di cittadini iscritti nella propria anagrafe.
Al di la delle questioni che fanno all’obbligo della previa iscrizione ad un elenco elettorale da compilare per queste elezioni, con i nomi di quanti si sono iscritti, c’è il sistema di iscrizione deciso per adempiere all’obbligo di iscrizione previa, che non ha certo reso facili le registrazioni. Un sistema che non ha dato nessun riscontro dell’avvenuta corretta iscrizione. In altre parole, è mancata la prova della corretta iscrizione e non c’è stata nessuna comunicazione a chi ha mandato la scheda compilata in modo sbagliato, sulla necessità di compilarla nuovamente o di correggerla. Ma nemmeno chi ha compilato la scheda in modo corretto, ha avuto la certezza che sarebbe stato iscritto.
Al punto che a Buenos Aires sono state respinte quasi 2100 schede d’iscrizione (per non parlare di una versione iniziale, fornita da fonti consolari, che parlava in un primo momento di circa 5000 moduli d’iscrizione) perché non compilate in modo corretto.
Inoltre si attende “il previsto nulla osta dal comune di iscrizione Aire”, come è scritto nel omunicato consolare, per altri più di 800 iscritti.
Quindi circa tremila moduli d’iscrizione ancora non iscritti (o che non verranno mai iscritti), ufficialmente riconosciuti dal Comitato elettorale consolare che, in numeri poveri, rappresentano un venti per cento in più di iscritti e che se sommati ai circa 15000 iscritti, portano il numero totale ad una percentuale pari al 10% degli elettori potenziali della circoscrizione consolare.
Naturalmente non è detto che se il sistema d’iscrizione fosse stato un altro, quei duemila e passa di respinti sarebbero stati iscritti. Si tratta comunque di una situazione che porta a porsi tante domande.
Per cominciare, la stessa situazione si ripete nelle altre sedi consolari? Chi, e in base a quali criteri, ha deciso quali schede non erano da iscrivere? E soprattutto, c’è un registro per verificare quanti cittadini hanno fatto la pratica per iscriversi, pur se non sono stati iscritti?
Le risposte a queste domande non le conosciamo. Quel che è evidente però, è che il sistema è stato escogitato per produrre questo risultato. Per far sì che gli elettori fossero pochi. Per dire che i cittadini all’estero non sono interessati ai Comites o alle altre forme di rappresentanza, previste dalla legge, compresa quella parlamentare.
E riproponiamo un’altra domanda che tanti italiani all’estero continuano a farsi: cosa sarebbe successo in Italia se qualcuno avesse proposto di chiedere l’iscrizione previa in un elenco elettorale, per consentire ai cittadini di esercitare il loro diritto a votare?
Tante domande senza risposta, che diventano ragioni perché chi ha ricevuto o riceverà il plico elettorale, si affretti a votare. (Tribuna Italiana dell’8 aprile 2015 /Inform)