RETE CONSOLARE
Completato il progetto di ristrutturazione, ammodernamento e ricostruzione strutturale della sua storica sede di Avenida Alem
BAHÍA BLANCA- Il Consolato Generale d’Italia a Bahía Blanca “rinasce” dopo la tragica inondazione del marzo 2025, con il completamento di un ambizioso progetto di ristrutturazione, ammodernamento e ricostruzione strutturale della sua storica sede di Avenida Alem. La sede consolare ha celebrato la sua riapertura mettendo in risalto il lavoro svolto per il recupero di uno degli edifici più emblematici della città con un incontro al quale hanno partecipato l’intendente Federico Susbielles, autorità locali e i rappresentanti della collettività italiana La sede del Consolato Generale d’Italia, proprietà dello Stato italiano, è un edificio storico di grande valore patrimoniale per Bahía Blanca. E’ considerato un’icona architettonica e uno degli edifici più belli della Avenida Alem, e il suo recupero rappresenta molto più di una semplice riforma istituzionale, sottolinea il Consolato : “questa re-inaugurazione costituisce, in sostanza, una restituzione dell’edificio a Bahía Blanca e a tutti i suoi abitanti, restituendo alla città un gioiello urbano che fa parte dell’identità visiva della comunità bahiense. L’origine di questi lavori risponde all’urgente necessità di riparare i danni causati dagli eventi climatici estremi che hanno colpito la regione negli ultimi anni, come la devastante inondazione del 7 marzo 2025. Di fronte alle avversità, la Repubblica italiana ha scelto una filosofia chiara: ricostruire non significa semplicemente tornare allo stato precedente, ma migliorare. La sfida è stata proiettare verso il futuro, creando una struttura più resistente, sicura e adattata ai nuovi tempi. La ricostruzione è stata realizzata secondo i valori fondamentali del design e dell’architettura di matrice italiana, integrando bellezza, funzionalità e avanguardia”. Con quest’opera, il Consolato Generale d’Italia riafferma il suo “storico legame di fratellanza” con Bahía Blanca, dimostrando che “dalle crisi possono nascere spazi più forti, belli e duraturi”. (Inform)