ITALIANI NEL MONDO
Dal Messaggero di sant’Antonio per l’estero, novembre 2019
È un bilancio positivo quello dei primi mesi d’attività della cattedra di «Comunità italica e glocalizzazione» istituita presso l’Università Nazionale di Mar del Plata, in Argentina, per rispondere alla grande domanda di italianità proveniente dagli studenti del Paese latinoamericano. «Già nei due concetti di “italicità” e “glocalizzazione”, si avverte che ci sono delle novità», sottolinea il professor Riccardo Giumelli, sociologo dell’Università di Verona, che a settembre ha tenuto tre giorni di seminari proprio su «Glocalizzazione, Italicità e Made in Italy». Giumelli è l’artefice di questo nuovo percorso di studi grazie alla collaborazione, tra gli altri, del vice-rettore dell’Università di Mar del Plata, Daniel Antenucci, dell’imprenditore Domingo di Tullio, e di Alberto Becchi. Un contributo fattivo è venuto anche dal dottor Alfredo D’Ambrosio dal Venezuela, e dall’onorevole Fabio Porta dal Brasile. «Tutti italici che hanno a cuore l’Italia e il luogo in cui vivono, Mar del Plata, e l’Argentina innanzitutto che vanta una presenza cospicua di italiani per passaporto, di oriundi e italofili che supera la metà della popolazione».
La cattedra non è propriamente italiana tout court «perché – prosegue Giumelli – prende in considerazione chi ha a che fare con il mondo culturale italiano fuori dell’Italia e che quindi assume configurazioni diverse e nuove rispetto a quelle “ortodosse” dell’italianità». L’italicità, intesa come ibridazione, è una conseguenza della grande emigrazione e mobilità italiana nel mondo. Mentre la glocalizzazione fonde i concetti di globalizzazione e localizzazione, cioè due fenomeni sempre più intrecciati nella società postmoderna e contemporanea. Per ora la cattedra coinvolge solamente l’Università Nazionale di Mar del Plata, ma gli auspici per il futuro sono quelli di una collaborazione effettiva con l’ateneo scaligero.
La scelta dei docenti è stata scrupolosa. «Vengono da formazioni storico-sociali ed economiche e da provenienze diverse – precisa Giumelli –. Io dall’Italia e poi altri colleghi dall’Università Nazionale di Mar del Plata. La cattedra si avvale di docenti che operano in settori disciplinari diversi e che hanno in comune l’obiettivo di convergere verso il mondo della cultura italica. Ormai non si parla più di facoltà, ma piuttosto di dipartimenti e settori che rimandano appunto alle discipline della sociologia, dell’economia e della storia».
La cattedra di «Comunità italica e glocalizzazione» intende aprirsi alla collaborazione con atenei internazionali, e non solo con le università italiane. Inoltre la cattedra non ha solo finalità universitarie. «Vuole infatti dare vita anche ad attività extra-accademiche che coinvolgano e sensibilizzino la comunità italoargentina sui temi del mondo italico – dice Giumelli – per far capire che le identità collettive si stanno trasformando da nazionali a glocali. Quindi con gli italiani esistono anche gli italici».
La cattedra si rivolge a tutti quegli studenti che comprendono che l’Italian way of life è qualcosa da studiare, conoscere e praticare nelle sue diverse declinazioni: storia, cultura, business, ma all’interno di un contesto socio-culturale profondamente cambiato e, allo stesso tempo, in trasformazione. «I giovani – avvisa Giumelli – devono avere una visione up to date, cioè aggiornata in italiano, delle trasformazioni socio-economiche e culturali di ciò che riguarda, appunto, il mondo italiano. Si tratta di affrontare alcuni temi portanti come il cosmopolitismo, l’emigrazione, il business, il made in Italy, il turismo, la storia, per citarne alcuni, in modo che ci sia una generazione nuova di giovani, amanti del mondo italico e in grado di gestirlo, diffonderlo, comunicarlo e naturalmente di farne una professione. Pensiamo, ad esempio, al turismo di ritorno e delle radici, e a quanto sia importante avere giovani in grado di promuovere luoghi italiani e argentini secondo le nuove logiche del place branding piuttosto di quelle vecchie dell’informazione sulle caratteristiche di un luogo».
Cosa qualifica, dunque, la formazione offerta da questa cattedra? «Sicuramente la formazione in aula attraverso un insegnamento che, spero, possa diventare in futuro un vero e proprio corso di laurea dove convergono tante discipline e attraverso il quale rilasciare un titolo, una laurea, su questi temi. Inoltre sono previste attività di ricerca, seminariali, convegni e incontri anche con persone che non hanno a che vedere direttamente con le attività accademiche». L’interesse degli studenti è forte. «C’è un sentimento per l’Italia intriso di nostalgia trasmessa dalle generazioni precedenti e mescolato alla curiosità di riscoprirla – conclude Giumelli –. In Argentina, l’emigrazione è ormai lontana nel tempo, non è certo quella del secondo dopoguerra che vide protagonisti altri Paesi. Ma l’immaginario italico resiste. Ce lo racconta, ad esempio, l’attività del sito italicos.com, e della relativa pagina facebook dove molti iscritti (150 mila followers) sono in Argentina e riempiono la rete con messaggi pieni d’affetto e di desiderio verso l’Italia, la sua cultura, i suoi paesaggi, i suoi prodotti. Insomma per i giovani ci sono tante possibilità che possono trasformarsi in scambi universitari, approfondimenti, possibilità di lavoro in imprese italiche in Argentina e in altre parti del mondo». (Alessandro Bettero – Il Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero /Inform)