direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Approvato il provvedimento di ratifica dell’Accordo di cooperazione scientifica tra Italia e Australia, fra  le dichiarazioni di voto favorevole quella del deputato Nicola Carè eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide

CAMERA DEI DEPUTATI

 

 

ROMA – La Camera dei Deputati ha approvato il provvedimento di ratifica ed esecuzione dell’Accordo di cooperazione scientifica, tecnologica e innovazione tra Italia e Australia, fatto a Canberra il 22 maggio 2017.

L’intesa si propone di sviluppare ulteriormente i rapporti di amicizia bilaterali consolidando ed approfondendo la collaborazione tra i due Paesi nel campo della ricerca pubblica e privata in campo scientifico e tecnologico. È inoltre finalizzata a migliorare le rispettive conoscenze tecnologiche e le dotazioni infrastrutturali, anche a beneficio del mutuo sviluppo economico.

Tra le dichiarazioni di voto favorevole, anche quella del deputato eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide Nicola Carè, che ha segnalato come “nonostante la crisi legata al Covid-19, l’Australia è ancora una realtà importantissima, anche per le difficoltà legate alla ripresa dei consumi in Italia, fortemente penalizzati da questo lungo lockdown”. Carè ritiene infatti che allo stallo economico generato dalla chiusura si possa rispondere puntando anche sulle relazioni e sugli scambi internazionali, “campo in cui riportiamo una leadership quasi indiscussa”. “Coltivare accordi e contatti sono priorità per tutti noi che abbiamo a cuore il destino del nostro Paese. Da decenni abbiamo, con l’Australia in particolare – segnala Carè, – continui e proficui scambi commerciali, economici, sociali, relazioni sempre più strette, culminate il 19 febbraio del 2020 nell’inaugurazione dell’Agenzia spaziale australiana, l’ASA, di Adelaide, il frutto d’una dichiarazione di intenti tra i nostri Paesi per concretizzare e cooperare ad un intervento iniziale statale di circa 700 milioni di dollari, che potrebbero divenire 12 miliardi in dieci anni, per oltre 20 mila nuovi posti di lavoro”. “Il settore aerospaziale è solo l’esempio più recente, il culmine di interazioni basate su valori comuni, legami storici, politici, economici, principi democratici, diritti umani, stato di diritto e buon governo che pone al centro i cittadini; una comunione di intenti che si dispiega in molti campi – ricorda il deputato, – come le relazioni scientifiche, le relazioni mediche, le relazioni del settore dell’energia da fonti rinnovabili, preziose materie prime: nel 2019 l’Energy Change Institute dell’Australian National University ha infatti firmato con l’ENEA; senza dimenticare naturalmente la nostra Snam, l’Enel, con il più vasto parco fotovoltaico del continente, e la nostra Salini Impregilo, che si è aggiudicata un contratto di oltre 3,2 miliardi di euro”. “Dobbiamo essere tutti unitamente concordi sull’importanza cruciale di questo patto, soprattutto alla luce degli sviluppi futuri e accordi possibili. Non possiamo trascurare infatti l’interesse dell’Italia in altri specifici campi di eccellenza australiana, come la blue economy, il turismo, le energie rinnovabili, le risorse minerarie e fossili, l’industria biotecnologica australiana. Queste le prospettive del futuro, ma anche il presente è prospero – ribadisce Carè, segnalando che “il saldo della bilancia commerciale è in netto e positivo  vantaggio dell’Italia in materia di export: oltre 4 miliardi di euro in apparecchiature, prodotti alimentari, autoveicoli, prodotti farmaceutici, navi, locomotive, materiale rotabile, mezzi militari e prodotti chimici”. Carè ricorda infine come l’Italia possa contare su “un vantaggio che quasi nessun altro ha nell’Eurozona: gli italiani residenti all’estero, migliaia di cittadini italiani di seconda e terza generazione”. “Saranno proprio loro il motore di questi accordi politici, perché si battono da anni per rendere quest’amicizia sempre più solida. Il futuro del nostro Paese è affidato alla nostra abilità, alla nostra capacità di mettere in campo a livello internazionale. È al mondo, con le sue infinite possibilità, che dobbiamo guardare, se vogliamo davvero che il nostro Paese riparta e porti ricchezza e benessere per tutti – conclude Carè. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform