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Approvato dall’Aula di Palazzo Madama il disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra l’Italia e il Centro internazionale per l’ingegneria genetica e la biotecnologia

SENATO DELLA REPUBBLICA

L’intesa riguarda la sede del centro situata nell’Area Science Park di Padriciano, a Trieste. Tra le dichiarazioni di voto favorevole anche quella di Laura Garavini (Italia Viva, ripartizione Europa)

 

ROMA – Il Senato ha approvato il disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra l’Italia e il Centro internazionale per l’ingegneria genetica e la biotecnologia (ICGEB) relativo alle attività del Centro e alla sua sede situata in Italia, con Allegato, fatto a Roma il 21 giugno 2021.

Ad illustrare il provvedimento il relatore Alberto Airola (M5S) che ha spiegato come il Centro sia un’organizzazione internazionale intergovernativa che opera nel campo della genetica molecolare e delle biotecnologie e si articola in tre «componenti», localizzate rispettivamente a Trieste, sede centrale dell’organizzazione, Nuova Delhi e Città del Capo. La struttura di Trieste, in particolare, è ospitata nell’Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica denominata Area Science Park di Padriciano, ente pubblico nazionale di ricerca vigilato dal Ministero dell’Università e della ricerca.

L’Accordo è finalizzato ad individuare con esattezza le strutture dove è ospitato ICGEB, chiarendone la disponibilità a titolo gratuito; esso regola, inoltre, la personalità giuridica del Centro sul territorio italiano, ne definisce le responsabilità e le prerogative e accorda ai funzionari e agli esperti che vi lavorano il regime di privilegi previsto per le agenzie del sistema delle Nazioni Unite in Italia.

Gli oneri previsti dal provvedimento per la manutenzione straordinaria degli immobili messi a disposizione gratuitamente del Centro sono 2.620.000 euro per l’anno 2022 e 620.000 euro annui a decorrere dal 2023.

I finanziamenti al Centro disposti riguardano gli anni 2022 e 2023 – precisa il relatore.

Tra le dichiarazioni di voto favorevoli, quella di Laura Garavini (Italia Viva, ripartizione Europa) sottolinea le numerose applicazioni degli studi di genetica e biotecnologia – dalla salvaguardia dell’ambiente alla tutela delle coltivazioni agricole, fino allo sviluppo dei vaccini – e i progressi di tale comparto in Italia, con l’aumento delle imprese biotecnologiche per un totale che “oggi supera le 700 unità e investimenti oltre i 770 milioni di euro”.

L’Accordo esaminato riguarda quindi un Centro che offre “un’occasione sia di sviluppo per la nostra ricerca sia di osmosi globale per i progetti dei nostri scienziati – sottolinea Garavini, segnalando come le sue attività, incluse le iniziative istituzionali e i progetti di ricerca scientifica e formazione condotti dalle tre sedi, sono guidate da un board composto dai rappresentanti nominati dai Governi dei Paesi membri.

“Un consiglio scientifico internazionale, composto a rotazione da scienziati di grande prestigio, ne ispira le attività scientifiche – ricorda la senatrice, segnalando che “il Centro è sostenuto da 65 Paesi e sviluppa ricerche innovative in ambito biomedico, farmaceutico e ambientale, tre segmenti la cui importanza è più che mai attuale, come ci ricorda purtroppo la pandemia tuttora in corso”.

Esso rappresenta quindi “una situazione favorevole per i nostri ricercatori, che fino ad oggi non aveva ancora visto la conferma ufficiale del legislatore”. L’intesa sancisce infatti in via legislativa la disponibilità gratuita della sede italiana, impegno assunto sin dal 1984, e fornisce un quadro complessivo e certo anche dal punto di vista del contributo finanziario, regolamentato sino ad oggi attraverso una convenzione bilaterale rinnovata più volte.

“L’organizzazione internazionale è stata finora finanziata dall’Italia con un contributo annuale di 10.169.961 euro a carico della Farnesina, contributo – ricorda Garavini – che nel 2011 fu decurtato di circa 2 milioni di euro. L’accordo in votazione oggi affronta anche questo aspetto economico, fissando a 10 milioni di euro il finanziamento annuo che l’Italia si obbliga a versare al Centro a decorrere dal 2021”.

L’intesa risponde dunque all’impegno di “creare un terreno fertile per la ricerca italiana in qualsiasi forma e campo di applicazione – conclude la senatrice. (Inform)

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