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Approvato dall’Aula della Camera il provvedimento di ratifica ed esecuzione dell’Accordo sulla protezione degli investimenti tra l’Unione europea e i suoi Stati membri e il Vietnam

CAMERA DEI DEPUTATI

 

ROMA – L’Aula della Camera dei deputati ha approvato il provvedimento di ratifica ed esecuzione dell’Accordo sulla protezione degli investimenti tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Vietnam, dall’altra, fatto ad Hanoi il 30 giugno 2019, già approvato dal Senato.

L’intesa è stata illustrata in Aula dalla relatrice Elisabetta Gardini che ha ricordato come essa si collochi in un più ampio processo d’intensificazione delle relazioni economiche tra l’Unione europea e il Vietnam che sono inquadrate nell’Accordo di partenariato e cooperazione siglato nel 2012 ed entrato in vigore nel 2016.

Dall’accordo di partenariato – ricorda Gardini – sono derivati un Accordo di libero scambio, che non ha richiesto la ratifica da parte dei Parlamenti nazionali, vertendo su materie di competenza esclusiva dell’Unione europea, e l’Accordo sulla protezione degli investimenti, oggetto di ratifica. Quest’ultimo rientra nella competenza concorrente tra Unione europea e Stati membri, in particolare, per quanto riguarda gli investimenti non diretti e le controversie investitori-Stato così detto ed è sottoposto alla ratifica dei Parlamenti nazionali. L’Accordo è stato già ratificato dal Vietnam l’8 giugno 2020.

Una volta ratificato, il nuovo Accordo sostituirà i Trattati bilaterali esistenti tra il Vietnam e i Paesi dell’Unione, tra cui quello con l’Italia, firmato il 18 maggio 1990.

Nel corso delle dichiarazioni di voto interviene anche Federica Onori (M5S, ripartizione Europa), che ricorda come l’obiettivo dell’intesa sia il miglioramento del contesto normativo in cui si collocano gli investimenti dei Paesi europei in Vietnam, garantendo che gli investitori europei non siano oggetto di discriminazioni e dispongano di una serie di tutele, ad esempio in tema di espropriazioni e nazionalizzazioni. Onori richiama a questo proposito il nuovo meccanismo di risoluzione delle controversie previsto dall’Accordo, che include anche la costituzione di un tribunale bilaterale ad hoc: l’Investment Court system. Sottolinea poi il riferimento contenuto nel Preambolo dell’Accordo al rispetto dei diritti fondamentali, allo sviluppo sostenibile e alla trasparenza nel commercio, concetti collegati all’esigenza di evidenziare il radicamento della politica commerciale comune nell’alveo degli strumenti di politica estera dell’Unione europea, e alla conseguente subordinazione della stessa al rispetto dei principi fondamentali cui si ispira l’Unione e al raggiungimento delle finalità di sviluppo sostenibile. Per Onori infine, tenendo conto dello scenario globale attuale, acquisisce ancora più rilevanza e significato l’attenzione strategica economico-commerciale dell’Unione europea verso aree del mondo come quella in cui il Vietnam si colloca. Alla luce di quanto esposto, annuncia il voto favorevole del Movimento 5 Stelle al provvedimento.

Favorevole anche l’intervento di Fabio Porta (Pd, ripartizione America meridionale) che ricorda i profondi e storici vincoli di amicizia che l’Italia ha con il Vietnam. “Il rilievo di questo Accordo si evince dalla circostanza secondo cui il Vietnam è il secondo partner commerciale dell’Unione europea dopo Singapore tra i Paesi dell’ASEAN, cioè le Nazioni del Sud-Est asiatico – ricorda Porta, sottolineando anche l’importanza di quest’area geografica, nella quale si prevede uno sviluppo tecnologico importante al quale l’Italia, in accordo con altri Paesi europei, può dare un contributo fondamentale in vari settori tecnologici, tra cui quelli legati alle tecnologie agroalimentari e alla filiera della pesca.

Per Porta il disegno di legge “va incontro alle esigenze delle nostre imprese e dei singoli che investiranno in Vietnam, assicurando condizioni di tutela e di non discriminazione”. In tale ottica, viene ritenuta positiva l’istituzione di un nuovo meccanismo di risoluzione delle controversie, che contempla la costituzione di un apposito tribunale bilaterale che – come indica l’Unione europea – è ritenuto più adatto alle esigenze attuali rispetto agli antichi meccanismi di risoluzione delle controversie tra Stato e investitori. Per il deputato si tratta dunque di un “accordo che si inquadra in uno scenario di sviluppo improntato alla sostenibilità e al rispetto dei diritti fondamentali, un accordo che potremmo definire win-win, all’insegna del pragmatismo, della fiducia e, quindi, in linea con il nostro sentire politico ed istituzionale”. Per questo, annuncia il voto favorevole del gruppo del Partito Democratico. (Inform)

 

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