direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Approvate alla Camera dei Deputati due mozioni concernenti iniziative a favore dei lavoratori frontalieri

FRONTALIERI
Approvate alla Camera dei Deputati due mozioni concernenti iniziative a favore dei lavoratori frontalieri
Si tratta della mozione Molteni (Ln) e altri sull’indennità di disoccupazione speciale destinata ai lavoratori frontalieri della Svizzera e della mozione Braga (Pd) e altri per l’apertura di un tavolo di confronto preliminare alla predisposizione di uno Statuto dei frontalieri
ROMA – Sono state approvate ieri alla Camera dei Deputati due mozioni concernenti iniziative a favore dei lavoratori frontalieri. La prima, presentata da Nicola Molteni (Lega Nord) e altri, e approvata dopo la modifica del testo avvenuta nel corso della seduta con 441 voti favorevoli (su 441 presenti), è incentrata sulla questione dell’indennità di disoccupazione speciale destinata ai lavoratori frontalieri della Svizzera, corrisposta dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (Inps) attraverso la gestione istituita con contabilità separata presso l’Istituto stesso e finanziata con la retrocessione da parte della Confederazione delle quote di contribuzione versate a questo scopo dai lavoratori. Tale indennità è stata sostituita dal settembre 2012 dall’indennità di disoccupazione ordinaria e, a decorrere dal 1° gennaio 2013, dal nuovo sussidio di disoccupazione (ASpI) istituito dalla cosiddetta legge di riforma Fornero del mercato del lavoro (legge n. 92 del 28 giugno 2012). Una modifica, quest’ultima, che la mozione evidenzia essere “fortemente penalizzante per i lavoratori frontalieri, la cui indennità di disoccupazione subisce una decurtazione del 20-25 per cento e una riduzione del periodo di applicazione da 12 a 8 mesi”. La mozione impegna dunque il governo a chiarire se le somme residue – quantificate in 270 milioni di euro – sulla gestione separata dell’Inps, gestione dedicata alla disoccupazione speciale per i frontalieri italiani in Svizzera e di fatto non abrogata dalla legge che istituisce l’ASpI, “siano confluite in altri fondi o utilizzate, anche parzialmente od indirettamente, per altri scopi, e, in caso affermativo, quali e a quale titolo” e a “valutare la possibilità, entro il mese di maggio 2014, di provvedere affinché il fondo destinato all’erogazione del trattamento speciale di disoccupazione a favore dei lavoratori frontalieri sia e resti separato ed utilizzato come previsto dalla legge n. 147 del 1997 ancora vigente” e che disciplina appunto le categorie di lavoratori che possono fruire di trattamenti di disoccupazione speciali, la durata degli stessi e le modalità per richiederli. L’impegno viene poi esteso a “valutare la possibilità, entro il mese di maggio 2014, di applicare il principio in base al quale i soldi trattenuti ai frontalieri debbano essere utilizzati solo ed esclusivamente a favore dei frontalieri stessi, principalmente per integrare gli ammortizzatori sociali ad essi destinati, ristabilendo una diretta e più equa corrispondenza tra le alte trattenute subite in Svizzera e quanto loro versato a titolo di ammortizzatore” e a fare in modo che “in ogni futuro provvedimento a carattere fiscale e previdenziale, adottato nel nostro Paese, le migliaia di lavoratori frontalieri di tutti i territori del nostro Paese, che lavorano in Svizzera, in Francia, in Austria, in Slovenia o a San Marino, non siano trascurati, penalizzati o privati dello stesso grado di diritti e di tutele di tutti gli altri cittadini”.
La seconda mozione, presentata da Chiara Braga (Pd) e altri e approvata con una nuova formulazione con 355 voti favorevoli su 445 presenti (90 astenuti) impegna il governo “a promuovere l’apertura di un tavolo di confronto, con le rappresentanze delle associazioni sindacali e dei lavoratori dei territori di confine e le regioni territorialmente coinvolte, con l’obiettivo di definire una piattaforma organica di esigenze e richieste e, successivamente, di predisporre l’impianto di uno Statuto dei lavoratori frontalieri utile alla ripresa dei negoziati internazionali”. Negoziati “in grado di produrre accordi bilaterali con i paesi di confine, che prevedano una specifica ed appropriata disciplina del lavoro frontaliero ed una regolazione del trattamento fiscale dei lavoratori frontalieri attraverso leggi ordinarie, così come previsto dagli accordi bilaterali in essere e con riguardo alla trattativa bilaterale con la Confederazione elvetica già in fase di negoziazione, nella quale siano salvaguardate le prerogative dei lavoratori e dei territori frontalieri sancite dall’accordo bilaterale del 1973”. Al governo si chiede inoltre di “sostenere le iniziative parlamentari tese a confermare nella Legge di stabilità la franchigia di esenzione per i redditi di lavoro dipendente prodotti all’estero in zone di frontiera, in continuità con gli anni scorsi, disponendo la sospensione del pagamento dell’anticipo per l’anno 2014”. Analoghe alle precedenti le richieste sull’utilizzo delle risorse esistenti nella gestione con contabilità separata istituita presso l’Inps e già destinate all’erogazione del trattamento speciale di disoccupazione, utilizzo che si chiede venga definito nel tavolo di confronto sopra citato a favore dei lavoratori frontalieri.
Nella nota in cui annuncia l’approvazione di quest’ultima mozione, Mauro Guerra (Pd), deputato comasco tra i promotori dell’iniziativa, definisce il voto favorevole ottenuto alla Camera “un passaggio importante e non rituale, perché su questi temi è necessario che si apra un confronto utile a definire un quadro omogeneo per tutti i lavoratori frontalieri, che serva come base di partenza per la revisione degli accordi bilaterali con i Paesi di confine, a partire dalla trattativa in corso con la Confederazione elvetica”.
Braga e Guerra evidenziano così di aver raccolto l’appello contenuto nel “Manifesto dei lavoratori frontalieri” lanciato nei mesi scorsi della rappresentanze sindacali e dalle Acli.
Nelle due mozioni si stimano in circa 80 mila i lavoratori frontalieri residenti nei territori italiani di confine: 48.000 in Canton Ticino provenienti dalle province di Como, Varese e Verbano Cusio-Ossola; 6.500 nei Grigioni, provenienti soprattutto dalla provincia di Sondrio e in piccola parte da quella di Bolzano; 1.500 nel Vallese, provenienti dalla zona di Verbano-Cusio-Ossola; 6.000 che dall’Emilia Romagna e dalle Marche lavorano nella Repubblica di San Marino; 3.700 che giornalmente dalla provincia di Imperia si recano a lavorare nel Principato di Monaco e in Francia, e altre centinaia di italiani che per lo stesso motivo si recano giornalmente in Austria, Slovenia e Città del Vaticano. (Inform)
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform