direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Aperti i lavori della VIII edizione della Conferenza Rome MED – Mediterranean Dialogues

EVENTI

 

ROMA – Si è aperta a Roma l’ottava edizione della Conferenza Rome MED – Mediterranean Dialogues. I Rome Mediterranean Dialogues costituiscono la principale iniziativa di diplomazia pubblica della Farnesina a cadenza annuale. L’evento, co-organizzato con l’ISPI dal 2015, riunisce rappresentanti istituzionali, esperti, analisti, giovani ed esponenti della società civile, dell’economia e dei media per discutere delle principali sfide nel Mediterraneo e rafforzare la cooperazione intra-regionale, intorno a quattro pilastri; ‘Sicurezza condivisa’, ‘Prosperità condivisa’, ‘Migrazioni’, ‘Cultura e società civile’. L’evento mira a favorire un dibattito aperto e informale di alto livello sulle sfide nel Mediterraneo allargato per dare sostanza alla centralità di quest’area strategica per la politica estera dell’Italia, attraverso la definizione condivisa di una “Agenda positiva” per il rilancio della regione: da epicentro di crisi, il Mediterraneo deve tornare ad essere spazio di crescita e sviluppo per i suoi popoli, oltre che piattaforma materiale e ideale di connessione tra Europa, Africa e Asia. Ha aperto i lavori il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha parlato delle sfide che tutti hanno di fronte per lo sviluppo di pace e sicurezza. Allo stesso tempo ha invitato a riflettere sulle sofferenze di quanti sono colpiti da guerre o terrorismo. Mattarella ha quindi sottolineato i problemi causati dall’attuale conflitto in Europa tra Russia e Ucraina. “La pace è una sfida globale”, ha evidenziato Mattarella secondo il quale la pace è quindi un obiettivo da perseguire per tutti i Paesi della regione allargata del Mediterraneo che coinvolge anche i Paesi partner dell’Africa che si affacciano sul nostro mare. Mattarella ha sottolineato come il percorso di diplomazia messo in atto dall’Unione europea debba essere considerato in una visione a lungo termine. L’idea è quella di “un sistema più democratico ed egualitario per ogni Paese per evitare una polarizzazione ad ogni livello”, ha quindi ribadito Mattarella invitando a “lavorare insieme per una visione condivisa basata sulla dignità delle persone nel solco dello sviluppo di processi di democratizzazione”. Mattarella ha voluto menzionare due zone particolarmente colpite dai problemi fin qui esposti, ossia la Siria e la regione del Sahara. Quindi Mattarella ha analizzato ad ampio raggio i problemi che affliggono tanto l’Europa quanto il vicinato del Mediterraneo, includendo parte di Africa e Medio Oriente. Infine è stato evidenziato il problema di dover giungere a uno sviluppo sostenibile in funzione degli attuali cambiamenti che riguardano, concretamente, anche le questioni alimentari o dei mutamenti climatici. Giampiero Massolo, Presidente ISPI, ha ricordato come si sia arrivati a un’ottava edizione di questa conferenza che contribuisce a rafforzare i legami tra i Paesi, grazie a tutte le idee apportate volta per volta dalle persone intervenute anche nelle passate edizioni. “Ogni contributo è importante, è questa un’importante via”, può essere così riassunto il pensiero di Massolo che ha invitato a riflettere sul metodo di lavoro: affrontare questi problemi avendo a mente un’agenda, come se fosse una rotta che possa consentire a una barca di tornare in porto durante una tempesta. Massolo ha evidenziato come i MED Dialogues siano stati in questi anni testimoni di un percorso finalizzato a conseguire una società più sostenibile a ogni livello, coinvolgendo non soltanto le istituzioni politiche o governative ma anche quelle economiche e culturali: “tutti hanno apportato un grande contributo e ridotto le differenze”, ha precisato Massolo.  Il Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ha voluto sottolineare come questi lavori abbiano una grande rilevanza per i Paesi africani e per il loro sviluppo in pace ma anche, in questo preciso momento, per quanto sta accadendo in Ucraina. “Una maggiore sicurezza conduce a una maggiore stabilità”, ha commentato Tajani che ha parlato di situazioni difficili in alcuni Paesi africani come Niger, Marocco e Libia. “Pace, prosperità e sicurezza sono raggiungibili solo lavorando in interconnessione, aiutati anche dagli strumenti digitali e tecnologici”, ha aggiunto Tajani ricordando altresì il ruolo dell’Italia nella cooperazione con l’Africa che, in questo momento, è molto concentrata sulle questioni alimentari. Per l’Italia, invece, questa collaborazione con i partner del Mediterraneo significa a sua volta poter lavorare per differenziare gli approvvigionamenti energetici in un’ottica anche di energie rinnovabili per una maggiore sicurezza energetica in tutta Europa. “E’ una grande sfida e l’Italia può esserne protagonista”, ha quindi evidenziato il Ministro tornando in modo più esteso sulle questioni legate alla sicurezza e chiedendosi “come si possa eradicare il terrorismo” o “risolvere i problemi delle migrazioni”. Tajani ha dunque parlato di un’Europa che sappia far fronte ai problemi dell’Africa, perché questi problemi non sono soltanto interni all’Africa.  “Credo che una diplomazia più forte possa rappresentare una via per promuovere prospettive future anche a livello economico”, ha sottolineato il Ministro auspicando un’amicizia sempre più forte tra i Paesi. Tajani ha poi invitato a riflettere sull’importanza della promozione di flussi migratori regolari. “Spero che queste giornate non siano soltanto momenti per parlare ma siano opportunità per costruire insieme un lavoro concreto, da portare avanti tenendosi per mano superando i vari interessi nazionali”, ha quindi concluso il Ministro degli Esteri. Il Presidente della Mauritania, Mohamed Cheikh El Ghazouani, ha ribadito l’importanza di questo momento di confronto su temi di attualità come la sicurezza. “L’espansione dei conflitti armati, delle organizzazioni criminali e terroristiche sta mettendo a rischio la sicurezza”, ha rilevato El Ghazouani puntando l’attenzione su due obiettivi imprescindibili da raggiungere: sicurezza e sviluppo. In questo senso i MED Dialogues possono portare al traguardo comune creando un network condiviso. Il Presidente del Niger, Mohamed Bazoum, ha ricordato come questa conferenza possa essere importante non soltanto in senso stretto per quei Paesi dell’Africa che si affacciano direttamente al Mar Mediterraneo ma anche per le regioni più interne come quella del Sahel. “Parliamo di zone assai più vicine oggi all’Europa di quanto non lo siano state in passato: quello che accade nella regione del Sahel può infatti avere impatti diretti sull’Europa”, ha spiegato Bazoum evidenziando come occorra tenere in conto che “abbiamo un destino comune”. Bazoum ha voluto menzionare una serie di problemi molto attuali come il terrorismo ma anche le migrazioni e i cambiamenti climatici. Il Vicepresidente ISPI, Paolo Magri, ha dato lettura del messaggio di Papa Francesco che nel testo ha parlato di obiettivi sociali ed etici che non possono essere separati dalla politica. Papa Francesco ha auspicato una condivisione di questi obiettivi in una prospettiva inclusiva che tenga conto della prosperità e della dignità umana. Il Pontefice ha quindi menzionato la situazione critica in Ucraina e la questione energetica. “Abbiamo tutti bisogno di riflettere sulla sofferenza umana”, ha sottolineato il Papa. (Inform)

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