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Angela Schirò (Pd, ripartizione Europa) sulla trattativa in corso in Ue per le misure in risposta all’emergenza coronavirus

ELETTI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

Una lettera al ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola richiama in particolare la necessità di un’assicurazione europea contro la disoccupazione, anche per i lavoratori precari e senza tutele

ROMA – La deputata eletta nella ripartizione Europa Angela Schirò (Pd) scrive una lettera al ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola in merito alla trattativa in corso tra i partner dell’Ue sulle misure per fronteggiare l’emergenza dovuta al coronavirus, e in particolare sull’adozione di un’assicurazione europea contro la disoccupazione.

“In Europa, dal punto di vista delle conseguenze sociali che la pandemia sta determinando, vi è un’emergenza nell’emergenza. Essa è costituita da quanti, per ragioni di lavoro, si sono spostati dai loro Paesi in altre realtà, dove spesso hanno dovuto accettare lavori precari, part-time o irregolari, con retribuzioni in nero, per essere chiari. Sono lavoratori senza o con poche tutele contrattuali, ma sono persone in carne e ossa che non hanno minori bisogni ed esigenze di tutela degli altri. Per la loro tutela, per esempio, la Germania – segnala Schirò – ha fatto per ora un primo passo, estendendo alcune misure assistenziali a quelli che sono arrivati da poco o che hanno vista vanificarsi i contratti stipulati. E gli altri? – si chiede l’esponente democratica.

“In queste ore è aperta una drammatica trattativa tra i partner dell’Ue sul modo come affrontare, mi auguro con un approccio del tutto nuovo, le devastanti conseguenze della pandemia sotto il profilo sanitario, sociale, economico e fiscale. Una trattativa dalla quale dipenderà non solo la capacità di dare una risposta comune ed efficace ai gravi problemi che si profilano, ma anche il profilo e la qualità dell’edificio europeo. Tra le misure in discussione vi è anche un’assicurazione sociale europea contro la disoccupazione e, spero, contro le nuove povertà – segnala Schirò, evidenziando di aver chiesto ad Amendola, coinvolto in questa trattativa per l’Italia, di sollecitare una modulazione di tale assicurazione “in modo che essa possa ricomprendere la massa dei lavoratori stranieri che ha operato al di fuori delle tradizionali garanzie contrattuali, sia in termini di soccorso temporaneo che di incentivo al reingresso nel mondo del lavoro”.

“Una soluzione comune a livello europeo, potrebbe favorire inoltre una trattativa in termini di reciprocità con il Regno Unito, nel vivo del processo Brexit, e trattative bilaterali, sempre su base di reciprocità, con i Paesi terzi nei quali il numero dei nuovi emigrati italiani sia significativo – afferma Schirò, che segnala poi tra i problemi aperti anche quello “di coloro che sono tornati in Italia a seguito di questa emergenza e che non possono usufruire dei criteri restrittivi del reddito di cittadinanza”, che lei stessa aveva già segnalato in Parlamento.

 “Si corre il rischio che per inseguire le tante emergenze particolari, possano essere trascurata la coerenza e l’unitarietà delle misure da adottare. Credo che un buon rimedio possa essere quello del rispetto dei diritti delle persone e dei lavoratori, di tutti i lavoratori. Questo, almeno, è quello che nel mio lavoro parlamentare cerco di fare – conclude Schirò. (Inform)

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