direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Angela Schirò (Pd): Il rebus dell’assistenza sanitaria nel dopo Brexit senza accordi

ELETTI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

 

 

ROMA – “Una delle conseguenze preoccupanti della Brexit senza accordi  è la possibile perdita dell’assistenza sanitaria dei cittadini che si spostano dall’Unione europea nel Regno Unito e viceversa”, avverte Angela Schirò , deputata del Pd eletta nella circoscrizione Estero-ripartizione Europa. “Infatti – prosegue la deputata –  dal 1° gennaio 2021, nel caso in cui Regno Unito e UE non saranno sufficientemente assennati e lungimiranti a trovare un accordo, le tessere europee di assicurazione malattia registrate nella UE (quelle che siamo abituati a conoscere come tessere sanitarie TEAM) non saranno più valide.  Quale potrebbe essere il significato pratico di questa situazione?  Sembrerebbe che ai cittadini italiani residenti in UK i quali riusciranno ad ottenere il cosiddetto “settled status” saranno garantiti i servizi del NHS (il sistema sanitario nazionale britannico), ma non è ancora chiaro se a tali soggetti sarà garantita anche l’assistenza medica italiana visto che la loro TEAM britannica decadrà.  Comunque in caso di “No deal”, evento molto probabile, in pratica i cittadini della UE non saranno più in grado di accedere all’assistenza sanitaria nel Regno Unito con la tessera europea di assicurazione malattia (a meno che non siano residenti con il “settled status”). Potrebbe essere quindi necessario per un italiano che si reca nel Regno Unito a partire dal 2021 per motivi di turismo, di studio, di lavoro o quant’altro, dover sottoscrivere un’assicurazione di viaggio privata, alla stregua di chi si reca, per esempio, negli Stati Uniti o in Canada.

Detto ciò, giova tuttavia ricordare – continua l’on. Schirò –  che, allo stato attuale delle cose, per tutto il periodo di transizione (fino al 31 dicembre 2020) non è in programma alcun cambiamento per quanto riguarda l’assistenza sanitaria.  Attualmente infatti le persone assistite dal Servizio sanitario di un Paese dell’Unione Europea possono ricevere cure in tutti gli altri Paesi dell’Unione europea. Le cure sono solitamente a carico delle istituzioni sanitarie competenti del proprio Stato.  L’assistenza diretta in applicazione dei Regolamenti comunitari di sicurezza sociale n. 883 del 29 aprile 2004 e n. 987 del 16 settembre 2009, consente di ricevere cure in un altro Paese della UE, SEE e Svizzera alle stesse condizioni degli assistiti dal Servizio sanitario del Paese di cura.  L’accesso diretto a cure necessarie nel caso in cui ci si trovi temporaneamente nel territorio di un altro Stato membro, tenuto conto della natura delle prestazioni e della durata prevista della dimora, è assicurato dalla Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) o dal suo certificato sostitutivo. Non è consentito utilizzare la TEAM o il suo certificato sostitutivo per ottenere la copertura dei costi al di fuori di cure definite necessarie. Attualmente – ricorda Schirò – è possibile beneficiare in un altro Paese anche di cure programmate, cioè le cure definite nell’ambito di una precisa terapia, quindi prescritte anticipatamente: per queste cure è necessario richiedere un’autorizzazione preventiva alla propria istituzione competente e, ovviamente, con l’accordo del Paese di cura. Appare improrogabile perciò – conclude la deputata del Pd – che la UE si attivi con sollecitudine al fine di programmare la stipula di un accordo sanitario con il Regno Unito e se ciò non fosse possibile dovrà essere il Governo italiano a valutare la possibilità di avviare i negoziati bilaterali per firmare una convenzione con il Regno Unito che garantisca, in regime di reciprocità, l’assistenza sanitaria per i cittadini dei rispettivi Paesi”. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform