ONG
Servono operazioni collettive e coordinate di ricerca e soccorso lungo le rotte dei migranti
LAMPEDUSA /ROMA – Al termine di una visita effettuata a Lampedusa, Amnesty International ha denunciato che “le limitate risorse messe a disposizione dall’Unione europea per le operazioni di ricerca e soccorso in mare hanno contribuito all’aumento del numero dei morti in mare”.
Amnesty International sollecita gli Stati dell’Unione europea a prevedere “operazioni collettive e coordinate di ricerca e soccorso lungo le rotte usate dai migranti”, che siano “quanto meno dello stesso livello di Mare nostrum”. Nel frattempo, “fino a quando ciò non accadrà”, l’organizzazione per i diritti umani chiede all’Italia di “fornire risorse aggiuntive di emergenza”.
“Fino a quando il vuoto lasciato dalla fine dell’operazione di ricerca e soccorso Mare nostrum non sarà colmato, rifugiati e migranti continueranno a morire in massa nel Mediterraneo”, ha detto Matteo de Bellis, responsabile delle campagne sull’Italia presso il Segretariato Internazionale di Amnesty International, appena rientrato da Lampedusa.
Dopo la tragedia dell’8 febbraio in cui, secondo i racconti dei sopravvissuti , sono morte più di 300 persone, Amnesty International ha incontrato a Lampedusa e a Roma sopravvissuti, rappresentanti della Guardia costiera e autorità locali.
“Quando l’8 febbraio è stato lanciato l’Sos da uno di quattro gommoni in viaggio, le autorità della Guardia costiera – ha dichiarato Matteo de Bellis, responsabile delle campagne sull’Italia presso il Segretariato Internazionale di Amnesty International – hanno risposto in modo ammirevole e con eccezionale coraggio personale all’Sos, trascorrendo lunghe ore in mare in condizioni incredibilmente avverse. È impossibile sapere quante vite avrebbero potuto salvare con maggiori risorse, ma il numero dei morti sarebbe stato probabilmente minore”.
“I soccorritori della Guardia costiera – ricorda Amnesty – sono riusciti a trarre in salvo 105 persone da uno dei gommoni alle 21 di domenica 8, ma dopo il salvataggio 29 di loro sono morte di ipotermia e per altre cause. Due navi mercantili che si trovavano nella zona hanno salvato nove sopravvissuti rimasti su due gommoni. I sopravvissuti hanno confermato che i gommoni erano quattro; il quarto risulta ancora disperso”. “Le partenze di migranti e rifugiati sono aumentate nel corso del fine settimana e continueranno a farlo mentre la Libia sprofonda nella violenza – spiega ancora Amnesty – La Guardia costiera italiana ha confermato che i suoi mezzi, insieme alle navi mercantili, hanno soccorso tra il 13 e il 15 febbraio oltre 2800 persone a bordo di almeno 18 imbarcazioni; solo il 15 febbraio sono state soccorse 2225 persone a bordo di oltre 10 imbarcazioni”. (Inform)