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Ambasciata d’Italia ad Ankara: Ela Akdoğan, Begüm Sena Önal, Gülfem Cevheribucak e Yusuf Nadir Sebik raccontano la loro esperienza in Italia come borsisti di “Invest your Talent in Italy”

RETE DIPLOMATICA

 

ANKARA (Turchia) – Il programma “Invest Your Talent in Italy” mette a disposizione di studenti provenienti da alcuni Paesi stranieri, tra cui la Turchia,  borse di studio per frequentare in Italia corsi di alta formazione seguiti da un tirocinio presso un’azienda italiana che abbia già avviato o stia per avviare un progetto di internazionalizzazione. Qui di seguito le esperienze di quattro borsisti.

Ela Akdoğan, 25 anni, studentessa magistrale in Urbanistica, vive a Milano da quasi due anni ed è innamorata del patrimonio culturale e architettonico italiano. Anche se a volte la disturba l’atteggiamento troppo convenzionale degli italiani su certi argomenti e il sistema educativo «si rivela troppo tradizionale anche in merito ad questioni che invece richiedono innovazione, la qualità dell’istruzione è elevata e la possibilità di collaborare con molti professori, alcuni dei quali professionisti affermati nel loro campo, è un punto di forza». E proprio sul fattore istruzione, Ela sottolinea come sia importante «osservare: i professori sono molto preparati, accoglienti e aperti al confronto, e la maggior parte di loro sono anche attivi nella vita professionale». In sintesi, un’esperienza assolutamente positiva per la studentessa che le fa sostenere come «tutti dovrebbero fare un’esperienza come la mia. Agli studenti che vogliono intraprendere un programma IYT consiglierei però di imparare almeno il livello A1 o A2 di italiano, per facilitare la vita quotidiana, perché più si impara e più si gode la cultura italiana».

Begüm Sena Önal, 26 anni, dottoranda in Architettura è stata al Politecnico di Milano – dove ha conseguito la laurea magistrale – per quasi tre anni fino a maggio 2019 e considera l’Italia «una terra di ispirazione dove si intrecciano design, arte e architettura». Del sistema educativo ha apprezzato «la continua comunicazione con gli studenti, le opportunità tecniche offerte, l’internazionalità e le varietà di connessioni che coinvolgono gli studenti anche al di fuori dell’orario accademico». A questo ha anche potuto affiancare una bella esperienza umana: «Mi sono adattata subito alla cultura italiana e in poco tempo ho anche io come gli amici italiani ho iniziato anch’io a gesticolare con le mani». In qualità di ex borsista di Invest Your Talent in Italia, Begüm Sena sottolinea anche come «lo stage in ufficio a Milano e il corso di lingua italiana seguito grazie a IYT sono stati i fattori che mi hanno preparato alla vita professionale. Inoltre, grazie alla mia borsa di studio IYT ho avuto l’opportunità di partecipare ad altre varie attività (come la Biennale, mostre, concerti, ecc.) e sono opportunità che arricchiscono dal punto di vista sociale e culturale».

Gülfem Cevheribucak, 26 anni, dottoressa in Relazioni Internazionali e Studi Europei, grazie al programma Invest Your Talent ha vissuto per due anni, a Firenze, dove si è laureata nel 2020. È rimasta affascinata dalla possibilità di vivere in mezzo alla storia e all’arte «dove vivevano personaggi come Dante Alighieri, Leonardo Da Vinci, Machiavelli, Botticelli e Michelangelo». Purtroppo, però, la lentezza della burocrazia e dei processi di documentazione si è spesso rivelato un vero inghippo. A parte questo, Gülfem ha trovato il sistema educativo italiano molto competitivo, con un «carico di lavoro che può diventare pesante e che pone molta attenzione sulle parti teoriche e meno alla pratica. Il tutto compensato dalle opportunità di stage offerte dall’università. Ho avuto l’opportunità di fare uno stage per tre mesi ed è stata un’esperienza preziosa che mi ha dato la possibilità di mettere in pratica le mie competenze. La competitività del sistema italiano è una sfida ma anche un’opportunità perché ti spinge a fare del tuo meglio». E conferma: «Studiare in Italia è una grande opportunità per costruire la propria carriera, grazie agli ottimi programmi disponibili».

Yusuf Nadir Sebik, 27 anni, esperto di comunicazione strategica, ha trascorso a Milano il biennio 2018-2020 e si è subito trovato bene, incontrando persone «disponibili, dal cuore aperto, generose e amorevoli. Ho costruito grandi amicizie e collezionato davvero bei ricordi». Unica pecca, purtroppo, le lungaggini delle procedure burocratiche. Ciononostante, il sistema educativo italiano è apprezzabile perché: «è disponibile per tutti, le tasse universitarie sono molto convenienti e la qualità dell’istruzione fornita è estremamente alta. Inoltre, il sistema aiuta gli studenti a imparare dai propri errori e dà loro l’opportunità di migliorarsi. Ad esempio, hai la possibilità di selezionare tra più date d’esame per lo stesso corso e se durante la prima sessione non sei soddisfatto del voto, puoi anche decidere di non accettarlo, studiare di più e sostenere nuovamente l’esame per migliorarlo». Un’esperienza che consiglio davvero a tutti, suggerendo di «godersela appieno e di non dimenticare mai che questi sono i momenti migliori della vita in cui c’è anche la possibilità di esplorare l’Italia, viaggiando in diverse città e paesi». (Inform)

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