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All’Università La Sapienza un dibattito sul sistema mondiale dei traffici e le organizzazioni criminali che li controllano

CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
All’Università La Sapienza un dibattito sul sistema mondiale dei traffici e le organizzazioni criminali che li controllano
Mercoledì 13 novembre un’iniziativa in occasione del Nuovo numero di Limes intitolato “Il circuito delle mafie”
ROMA – La rivista italiana di geopolitica “Limes” propone mercoledì 13 novembre alle ore 11.30 presso l’Aula “B” della Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione(Piazzale Aldo Moro, 5) un dibattito aperto agli studenti dell’Università La Sapienza di Roma sul tema del sistema mondiale dei traffici e sulle organizzazioni criminali che li controllano.
Un’iniziativa in occasione dell’uscita del nuovo numero di Limes che tratta di organizzazioni criminali e si apre con un’intervista del presidente del Senato, Pietro Grasso.
Dopo il saluto del direttore del Dipartimento di Studi Politici della Facoltà di Scienze Politiche, Fulco Lanchester, sono previsti gli interventi del magistrato Rosario Aitala, del direttore di Limes Lucio Caracciolo, di Luciano Luciani del Museo Storico della Guardia di Finanza, di Giovanni Russo della Direzione nazionale Antimafia, Isaia Sales, scrittore e docente di Storia delle mafie e di Cosmo Virgilio del Comando generale della Guardia di Finanza. La discussione, presieduta da Arianna Montanari, ordinario di sociologia dei fenomeni politici, si svilupperà a partire dall’ultima numero della monografia intitolata “Il circuito delle mafie”, che fa il punto su dimensione e caratteristiche del fenomeno mafioso nelle sue articolazioni italiane, europee e mondiali. La prima parte di questo numero, “Mafie d’Italia, potenze mondiali”, descrive l’attuale panorama della criminalità organizzata sul territorio italiano; la seconda, “Circuito occidentale: America-Africa-Europa”, traccia i circuiti criminali nelle loro propaggini occidentali; “Circuito orientale: Asia-Europa”, segue invece le diramazioni orientali dei flussi criminali transnazionali.
“Nel mondo vi sono molte organizzazioni criminali che presentano forti analogie con le mafie: ampia disponibilità di denaro, struttura organizzativa gerarchica e consolidata, pratica della corruzione come metodo di acquisizione del potere. Tuttavia – afferma Pietro Grasso nella sua intervista per il volume – ciò che distingue le mafie propriamente dette – ovvero quelle italiane – dal crimine organizzato straniero è l’elemento territoriale […] Il passo più difficile è riconquistare allo Stato e alla legalità gli spazi che la mafia ha guadagnato profittando dell’assenza o della debolezza delle istituzioni. La mafia continua a esistere perché fornisce dei servizi e in quanto tale non è solo tollerata, ma in alcuni casi si rende necessaria”. (Inform)
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