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All’IIC di Stoccolma l’installazione artistica “Power Joy Humor Resistance” di Monica Bonvicini

EVENTI

Iniziativa per la 16esima Giornata del Contemporaneo. Sarà visibile dall’11 dicembre al 28 febbraio

STOCCOLMA – L’Istituto Italiano di Cultura “C.M. Lerici” di Stoccolma ospiterà dall’11 dicembre al 28 febbraio l’installazione “Power Joy Humor Resistance” di Monica Bonvicini, a cura di Adriana Rispoli, per la 16esima Giornata del Contemporaneo promossa dall’Associazione Musei di Arte Contemporanea Italiani – Amaci.

Si tratta di un’installazione luminosa al neon realizzata da Bonvicini appositamente per l’IIC, e che racchiude le caratteristiche distintive del lavoro dell’artista, quali l’uso del linguaggio come medium scultoreo, il ricorso a materiali industriali, l’interesse per l’architettura e per tematiche quali la parità di genere.

Nelle sue installazioni site-specific, Monica Bonvicini è solita affrontare temi quali il femminismo, la questione di genere e l’esercizio del potere. Tra il 2019 e il 2020, in particolare, l’artista ha concentrato la sua ricerca sulla lotta femminista, che si configura come una forza positiva e costruttiva, in quanto accompagnata da un obiettivo. Tali tematiche ricorrono soprattutto nelle opere realizzate sotto gli stimoli delle recenti manifestazioni internazionali e dell’isolamento imposto dalla pandemia Covid-19. Da tale contesto, è nata una serie di disegni realizzati con pittura spray, basati su citazioni tratte da saggi e poesie inerenti ai temi affrontati abitualmente dall’artista, rielaborate in una nuova forma di poetica.

A questa serie appartiene ad esempio l’opera And Resistance, realizzata in pittura spray, che Monica Bonvicini riprende concettualmente nella grande scritta a neon ideata per essere collocata sul tetto dell’Istituto di Stoccolma. Per quest’ultima, l’artista prende spunto anche dal libro “Rage Becomes Her. The Power of Women’s Anger” di Soraya Chemaly, giornalista americana e attivista per i diritti delle donne. Power Joy Humor Resistance può e deve essere letta anche alla luce degli avvenimenti che hanno contraddistinto questo 2020, quindi sia come segno di partecipazione al movimento internazionale Black Lives Matter e alla comunità LGTBQA+, sia come auspicio per un futuro post-Covid19 diverso e non per questo più comodo.

Consapevole del peso del linguaggio, attraverso la collocazione della scritta sul punto più visibile dell’edificio realizzato da Gio Ponti a Stoccolma nel 1958, Monica Bonvicini sfrutta il potere della semiotica commerciale per inviare un messaggio positivo nell’oscurità del lungo inverno svedese.

Power Joy Humor Resistance – si legge nella nota diffusa dall’IIC in proposito – chiude una trilogia di installazioni site-specific di artisti contemporanei con l’obiettivo di promuovere e valorizzare l’arte italiana in Svezia e sottolineare il ruolo dell’IIIC, nato come luogo di dialogo e di incontro tra due culture. Nel 2018, infatti, l’Istituto aveva ospitato Relatonal, installazione luminosa simile a una rete di luce di Bianco-Valente, mentre nel 2019 Mariangela Levita aveva realizzato TUTTO. Leonardo, installazione multimediale dedicata ai 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci.

Monica Bonvicini è un’artista italiana, naturalizzata berlinese, tra le più importanti della sua generazione a livello internazionale. Nel corso della sua carriera artistica, ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1999, il Preis der Nationalgalerie für junge Kunst dello Staatliche Museen zu di Berlino nel 2005 e il Premio Oskar Kokoschka nel 2020. Le sue opere indagano il rapporto tra architettura, potere, genere, spazio, sorveglianza e controllo e mettono in discussione il significato del fare arte, ambiguità del linguaggio, possibilità e limiti connessi all’ideale di libertà. Con una sottile ironia, diretta e intrisa di riferimenti storici, politici e sociali, l’arte di Monica Bonvicini non si astiene mai dallo stabilire una connessione critica con i luoghi in cui è esposta, i materiali che la compongono e il ruolo dello spettatore. Il suo lavoro è stato presentato in numerose biennali, tra cui Berlino (1998, 2004, 2014), La Triennale Paris (2012), Istanbul (2003, 2017), Gwangju (2006), New Orleans (2008) e Venezia (1999, 2001, 2005, 2011, 2015). Ha esposto in mostre personali a Palais de Tokyo di Parigi (2002), Modern Art Oxford, Inghilterra (2003), Staedtisches Museum Abteiberg (2005, 2012), Sculpture Center, NY (2007), Bonniers Konsthall, Stockholm (2007), Art Institute di Chicago (2009), Frac des Pays de la Loire (2009) e Musion, Bolzano (2009), Kunsthalle Fridericianum di Kassel (2011), Deichtorhallen Hamburg (2012), BALTIC Center for Contemporary Art (2016), Berlinische Galerie (2017), Belvedere 21, OGR, Torino (2019) e Kunsthalle Bielefeld (2020). Nel 2012 è stata nominata Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Dal 2003 fino al 2018 ha insegnato Arti Performative e Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Vienna, spostandosi all’Universität der Künste nel 2017. (Inform)

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