SENATO DELLA REPUBBLICA
Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sullo stato di diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo
Micheloni : “Spero che il nostro lavoro faccia comprendere al mondo politico italiano che la diffusione della lingua italiana all’estero non rappresenta un costo ma un investimento per il nostro paese”
ROMA – Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sullo stato di diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo, si svolta al Senato, davanti alla Commissione Istruzione e al Comitato per le questioni degli italiani all’estero, l’audizione dei rappresentanti dell’Università degli Studi della Calabria, dell’Università degli Studi dell’Aquila, dell’Università degli Studi di Chieti e Pescara e del Progetto “Wayne in Abruzzo”.
L’incontro è stato aperto dal presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero Claudio Micheloni che ha spiegato come questa indagine conoscitiva si proponga la realizzazione di un progetto normativo volto a rinnovare la promozione della lingua italiana nel mondo. “Io mi auguro – ha aggiunto Micheloni – che il lavoro che stiamo portando avanti faccia comprendere al mondo politico italiano che la diffusione della lingua e della cultura italiana all’estero non rappresenta un costo ma un investimento per il nostro paese”
E’ poi intervenuto il Rettore dell’Università degli Studi della Calabria Gino Mirocle Crisci che ha evidenziato come questo ateneo, che può ospitare gli studenti in circa 2500 appartamenti, abbia avviato già da cinque anni una Summer School estiva che si prefigge di far tornare in Italia i discendenti dei nostri connazionali all’estero, calabresi e di altre regioni, interessati ad apprendere la lingua e la cultura d’origine. Crisci ha spiegato come questa esperienza, che ha avuto inizio con gli studenti delle università degli Stati Uniti, ora stia coinvolgendo anche le realtà universitarie del Sud America e dell’Australia.
Dal canto suo Gianpiero Barbuto, responsabile ufficio relazioni internazionali dell’Università degli Studi della Calabria, ha ricordato come questo ateneo metta a disposizione di studenti provenienti dall’estero 125 borse di studio all’anno e possa vantare circa 700 studenti internazionali provenienti da 61 paesi. Barbuto ha anche segnalato, a conferma della grande attenzione data agli italiani all’estero, la realizzazione di un programma dedicato all’America Latina con borse di studio per i figli di seconda e terza generazione dei nostri emigranti. Ha poi preso la parola Pasquale Casale, funzionario della regione Abruzzo e organizzatore del progetto “Wayne in Abruzzo”. Un’iniziativa, nata 9 anni fa, che si prefigge di ospitare in Abruzzo per un periodo di studio giovani americani e studenti universitari abruzzesi. Casale ha spiegato come questo progetto consenta a studenti della Wayne State University di Detroit-Michigan, in maggioranza figli e nipoti di emigrati italiani, di frequentare corsi di lingua e cultura italiana presso monastero di Santa Chiara di Gagliano Aterno. Un’iniziativa dunque che da un lato permette a questi giovani americani di riscoprire le loro radici, dall’altro consente agli studenti italiani di approfondire la conoscenza della lingua inglese e, di ottenere il certificato Toefl-Test, titolo indispensabile per l’accesso alle università anglofone. Nel corso del dibattito da Casale è stata inoltre sottolineata la necessità di dare maggiore spazio ai giovani nelle associazioni italiane all’estero. Sodalizi che invece spesso non coinvolgono le nuove generazioni. Anche Raffaele De Benedictis, docente di italiano alla Wayne State University di Detroit, si è soffermato sul progetto “Wayne in Abruzzo”ricordando come la scelta della sede dei corsi sia caduta su Gagliano Aterno, un piccolo paese piccolo di 200 abitanti, per incentivare al massimo l’uso dell’italiano da parte degli studenti stranieri. Ragazzi, che grazie alla loro permanenza di studio in Italia, divengono ambasciatori della nostra lingua e cultura all’estero. De Benedictis ha inoltre ricordato l’alto livello qualitativo degli insegnanti dei corsi allestiti in Abruzzo, tutti docenti muniti di dottorato di ricerca e specializzati nell’insegnamento dell’italiano.
E’ poi intervenuta Anna Tozzi, pro rettrice dell’Università degli Studi dell’Aquila, che ha sottolineato l’importanza dell’apprendimento dell’italiano da parte degli oltre 2000 studenti stranieri che frequentano i corsi nell’ateneo dell’Aquila. “C’è un punto su cui non transigiamo – ha affermato la Tozzi – se i nostri studenti devono apprendere l’inglese per seguire i corsi internazionali, quelli stranieri devono studiare l’italiano per studiare da noi..L’internazionalizzazione non può prescindere dall’apprendimento dell’italiano”.
Dal canto suo Carlo Martinez dell’Università degli Studi di Chieti e Pescara ha evidenziato la necessità di varare iniziative mirate volte a rafforzare nel mondo la capacità di penetrazione della lingua italiana. Progetti di ampio respiro simili al programma Fulbright realizzato dagli Stati Uniti al fine di favorire lo scambio di studenti e docenti con gli altri paesi. .
Dopo l’intervento del vice presidente del Comitato Mario Dalla Tor che ha chiesto lumi sulla possibilità di collegare questi corsi universitari ed eventuali stage aziendali, la senatrice Maria Mussini (Movimento X) ha sottolineato l’esigenza sia di favorire una scelta precoce della lingua italiana da parte degli studenti già nelle scuole superiori, sia di superare la frammentazione delle tante iniziative messe in campo dalle università nell’ambito dell’internazionalizzazione e dello scambio degli studenti. All’intervento della senatrice Michela Montevecchi (M5S), che ha ipotizzato contatti fra queste università italiane e gli istituti italiani di cultura, ha fatto seguito la riflessione del senatore Renato Turano (Pd), eletto nella ripartizione America settentrionale e centrale, che ha ricordato come gli sforzi di queste università siano volti a cercare di mantenere viva l’identità italiana nelle nuove generazioni nel mondo che ormai parlano sempre meno italiano. Turano ha anche sottolineato come le nuova emigrazione italiana che si reca negli Stati Uniti, una volta scoperto il metodo della meritocrazia presente in questo mercato del lavoro , abbia sempre meno voglia di tornare in Italia. Una sicura perdita per il nostro Paese che, secondo il senatore, rappresenta però un positivo contributo di risorse umane per il mondo. In sede di replica i rappresentanti delle università hanno segnalato sia la presenza di varie tipologie di collegamento fra le iniziative universitarie per l’internazionalizzazione e stage formativi presso realtà aziendali, sia l’esigenza di far comprendere in Italia, scardinando un certo tipo di approccio culturale, il grande valore rappresentato dalle vaste comunità di corregionali all’estero. (Inform)