direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alla presentazione è intervenuto anche il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali

RAPPORTO INPS 2015

Giuliano Poletti: “Non si può far camminare in parallelo austerity e politiche sociali”

 

ROMA – Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, è intervenuto ieri nel corso della presentazione della XV Relazione annuale dell’Inps, da cui sono emersi i cambiamenti intercorsi nel mercato del lavoro e di conseguenza i dati sulle coperture di protezione sociale che assicurano il sistema e gli effetti delle riforme sulle materie di pertinenza dell’Istituto (vedi http://comunicazioneinform.it/rapporto-annuale-inps-2015/).

Sul sito del Ministero del lavoro vengono segnalati a questo proposito in particolare i dati relativi all’incremento di assunzioni a tempo indeterminato nel 2015, quantificate in un milione e mezzo in più rispetto al 2014, maggiori delle assunzioni con contratto a tempo determinato. Viene inoltre sottolineato come per i giovani con meno di 30 anni, grazie alle politiche attive attuate dal Governo, la percentuale di questa forma contrattuale tocchi il 76%.

Poletti ha confermato nel suo intervento l’importanza del collegamento e della linearità tra le politiche sociali e quelle economiche e del lavoro. “In queste settimane – ha affermato – la questione sociale è diventata un tema di grande discussione in molte sedi, a cominciare da quella europea. Credo sia un bene, abbiamo un grande bisogno di un’Europa sociale, ma l’Europa deve cambiare politica economica. Non si può far camminare in parallelo austerity e politiche sociali”.

Nel Rapporto Inps 2015 ampio spazio viene anche dedicato agli anziani non più autosufficienti e alla cosiddetta “generazione sandwich”, quella che va dai 50 ai 65 anni, che rischia di rimanere schiacciata dal peso degli affetti, con da una parte i genitori anziani e dall’altra i figli a carico, senza lavoro. A questo riguardo, Poletti, ricordando come nell’ultima legge di stabilità sia stato previsto un fondo strutturale per la lotta alla povertà ed all’esclusione sociale e l’esame da parte del Parlamento di un disegno di legge delega in materia, ha sottolineato che l’impostazione che si adotterà in futuro sarà quella di affiancare al sostegno al reddito una politica di presa in carico delle persone per aiutarle ad uscire dalla loro condizione di difficoltà. “La povertà è un fenomeno molto grande e per questo motivo – ha affermato – abbiamo bisogno che si prendano rapidamente delle decisioni e si inizino a dare delle risposte, anche se non risolutive”.

In merito al mercato del lavoro, viene segnalato come anche il presidente dell’Inps, Tito Boeri, abbia riconosciuto l’incidenza del Jobs Act sulle stabilizzazioni dei contratti nelle imprese, soprattutto quelle tra 15 e 19 dipendenti, con aumento occupazionale generato in special modo dagli incentivi sulla decontribuzione. Una valutazione cui si è associato il Ministro, segnalando come sarà necessario altro tempo per valutare gli effetti delle politiche attive impostate per il mercato del lavoro. “C’è ancora molto lavoro da fare ma quello che stiamo facendo sta già producendo risultati – sostiene Poletti.

Infine, riferendosi al tema della possibilità di consentire alle persone di andare in pensione prima della maturazione dei requisiti anagrafici, Poletti ha concluso: “Se avremo delle risorse da distribuire sul versante pensioni, le metteremo tutte sui cittadini più disagiati, a cominciare dai disoccupati. Se avrò un euro non lo metterò su chi può scegliere, ma su chi non può farlo perché è difficile pensare di attivare politiche attive a 64 anni”. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform