direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alla III Commissione l’audizione del Segretario Generale di Assocamerestero, Gaetano Fausto Esposito

SENATO DELLA REPUBBLICA

Prosegue l’indagine conoscitiva sulle condizioni e sulle esigenze delle comunità degli italiani nel mondo

 

ROMA – Si è tenuta presso la Commissione Affari Esteri del Senato, presieduta da Vito Rosario Petrocelli, l’audizione del Segretario Generale di Assocamerestero, Gaetano Fausto Esposito. Si è dato conto preliminarmente dell’attività complessiva svolta dalle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE): l’intero sistema conta oggi 79 realtà operanti in 56 Paesi, che rappresentano oltre l’80% dell’interscambio commerciale dell’Italia; in più di 160 punti di presenza nel mondo lavorano circa 500 addetti, con un’azione promozionale di oltre 40 milioni di euro all’anno, articolata su 1.600 attività. Nel tempo, le CCIE , ha rilevato Esposito, si sono evolute come soggetti capaci di fornire una risposta moderna alle esigenze di globalizzazione del mercato, mettendo a frutto un approccio globale. Si tratta di un’immagine d’italianità articolata attraverso tanti territori e matrici regionali. Attori come le Camere sono stati capaci di attivare reti fiduciarie per consentire lo sviluppo dei punti di forza del Made in Italy e della proiezione radicata sui mercati internazionali, creando collegamenti con soggetti e istituzioni estere attraverso partnership di vario livello.

“Questa capacità – ha spiegato Esposito –  richiede la valorizzazione di segni e aspetti distintivi: ciò implica, da un lato, un presidio del territorio locale e, dall’altro, la capacità di comunicare valori e caratteristiche della cultura e delle tradizioni italiane ai soggetti esteri. Ecco perché la rete camerale si presenta come la spina dorsale per un complesso di attività che trovano, nel business all’insegna dell’italianità, un essenziale canale di veicolazione e di appoggio anche in campi innovativi nel prossimo futuro: ad esempio quello delle certificazioni di specifici processi produttivi e di professionalità in cui più forte e consistente è la presenza di un modo di fare all’italiana”. Il sistema delle CCIE presenta, inoltre, delle peculiarità anche dal punto di vista istituzionale. “La recente riforma del sistema di internazionalizzazione  ha confermato sotto molti versi il suo carattere bicefalo: soggetti incardinati, dal punto di vista di una policy della competitività, nell’ambito del Ministero dello Sviluppo Economico, ma che, per diversi aspetti, sono inseriti nell’azione più ampia svolta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per la promozione del Paese nel mondo”, ha rilevato Esposito evidenziando inoltre come le CCIE, in quanto rete di comunità di affari nel mondo, svolgono attività di promozione integrata che incentivano il business italiano e rafforzano la conoscenza delle valenze produttive e culturali del nostro Paese.

Uno dei presupposti più qualificanti di quest’azione di collegamento è sicuramente la diffusione della lingua italiana, cui le CCIE dedicano annualmente un’attenzione specifica realizzando corsi d’italiano per businessmen, in cui oltre alla lingua si diffondono le usanze e le peculiarità del cosiddetto “doing business with Italians”. In questo senso, la promozione della lingua e cultura italiana e la promozione del business sono aspetti strettamente interrelati, quali leve spesso utilizzate insieme in maniera sinergica. “Leve che le Camere attivano anche attraverso l’utilizzo di strumenti informativi e di comunicazione per il tessuto locale: la rete delle CCIE edita infatti newsletter, riviste, periodici sui temi dello sviluppo del business e delle comunità d’affari, molto spesso in modalità bilingue. Oggi più di 20 CCIE, collocate nei cinque Continenti, organizzano corsi di formazione per fare business con l’estero. Un ulteriore importante veicolo di diffusione della cultura italiana – ha aggiunto Esposito – è rappresentato dai nuovi strumenti editoriali delle CCIE. Negli ultimi anni questa linea ha rilevato una forte evoluzione: mentre nel passato erano particolarmente diffusi gli strumenti cartacei, oggi sono utilizzati prevalentemente strumenti consultabili online, quali le già citate newsletter, ma anche blog e pagine social”.

 

Di grande impatto mediatico sono anche le premiazioni, realizzate in tutto il mondo, a personalità italiane che hanno avuto un rilievo in ambito economico tra l’Italia e il Paese in cui opera la Camera. Attraverso eventi come Premio Tiepolo (Spagna), Panda d’Oro (Cina), Business Excellence Award (Australia e Sudafrica), Le Eccellenze Italiane (Giappone), Italian Awards (Regno Unito), Black-Tie Soiree (USA) e molti altri, le CCIE diffondono immagini di un’Italia che cambia, non solo nel campo economico, ma anche in quello della ricerca e della cultura, e che cresce nella sua dimensione globale. Le CCIE sono particolarmente attive sia attraverso la collaborazione con le scuole italiane all’estero che con una forte e strutturata partecipazione ai programmi internazionali di scambio di professionalità: al riguardo, si ricorda la capacità di attivazione delle CCIE sul programma ERASMUS+. “Questi sono formidabili veicoli per favorire il collegamento tra scuola e impresa. In tale contesto, in stretto raccordo con Unioncamere e Anpal, Assocamerestero e le CCIE stanno rafforzando una linea di attività sul tema della mobilità studentesca internazionale”, ha evidenziato Esposito sottolineando come un ulteriore strumento particolarmente importante sia costituito dalle iniziative volte alla promozione della ristorazione italiana nel mondo e più in generale della cucina italiana, nonché del design e più in generale del Vivere all’Italiana.

Una specifica linea di azione in proposito, riguarda il Progetto True Italian Taste – promosso e finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico – con il quale Assocamerestero e le CCIE stanno lavorando, già dal 2015, allo scopo di diffondere la cultura e l’educazione al consumo consapevole del cibo 100% Made in Italy . Il Progetto, che vede attualmente il coinvolgimento di 36 CCIE in America, Asia, Australia ed Europa, si compone di attività di formazione, promozione e comunicazione che hanno come principale obiettivo il coinvolgimento delle pedine strategiche della filiera enogastronomica estera, ossia i cosiddetti influencer, affinché siano proprio loro a parlare ai propri sostenitori e alle comunità locali raccontando il valore dei prodotti italiani autentici. Uno dei tradizionali impegni delle CCIE è poi rappresentato dalle attività nell’ambito del turismo. “Queste azioni ben si prestano ad essere coniugate con le attività di valorizzazione dei territori. Ecco perché l’Enit, quando non opera direttamente presso le rappresentanze diplomatiche consolari, individua il sistema delle CCIE come riferimento per la propria azione. Negli ultimi due anni al punto di Londra si sono aggiunti Amsterdam, Lisbona, Berlino (tramite CCIE di Francoforte), Praga, Budapest, Varsavia e Tel Aviv”, ha evidenziato Esposito sottolineando come uno specifico ambito di azione sia rappresentato dall’impegno sul turismo di ritorno, che coinvolge in particolare gli oriundi. “Le valutazioni dell’Enit evidenziano questo come un turismo che potrebbe portare nel nostro Paese dai 60 agli 80 milioni di visitatori, stimando le presenze degli oriundi italiani nel mondo e guardando alle statistiche sui flussi turistici verso l’Italia, da parte di quei Paesi che sono stati storicamente meta di emigrati italiani. I dati Enit sul turismo di ritorno– ha aggiunto Esposito – nel solo 2017 hanno rilevato circa 650 mila presenze turistiche e un giro d’affari di quasi 650 milioni di euro. Questo tipo di turismo spesso intreccia la valorizzazione dei luoghi minori, quelli di maggior provenienza dell’emigrazione, con la valorizzazione delle culture locali e ben si presta a identificare un ruolo specifico da parte delle CCIE: questo in particolare nei Paesi di forte emigrazione, dove c’è anche a una presenza più radicata sui territori in grado di svolgere una capillare azione di animazione locale”.

 

In questo ambito, il sistema camerale all’estero lavora anche in stretta relazione con quello italiano attraverso progetti che si pongono proprio su questo crinale: in primo luogo il Progetto Mirabilia attivo dal 2012, una borsa di valorizzazione delle presenze di buyer internazionali e tour operator per valorizzare i siti minori dell’Unesco: esso attualmente coinvolge, oltre ad Unioncamere, numerose province dal nord al sud della Penisola. Esposito ha concluso rilevando il ruolo importante del sistema camerale italiano all’estero nel rappresentare una piattaforma per azioni di supporto e di sviluppo a sostegno anche dell’italianità all’estero, in una logica di collegamento di aspetti culturali e di business. Laura Garavini (IV) eletta nella Circoscrizione Estero (Europa), ha plaudito all’egregio lavoro che viene implementato dalla rete delle Camere di Commercio e che, come dimostrato durante l’audizione, è stato di fatto ampliato ad una gamma molteplice di servizi messi a disposizione delle comunità di connazionali sparse per il mondo. “Va molto apprezzata – ha aggiunto Garavini – anche la circostanza che le Camere abbiano deciso di dotarsi di un regolamento etico che caratterizza il loro operare ponendosi in termini di best practices rispetto alle corrispettive Camere nazionali”. Francesco Giacobbe (Pd), eletto nella Circoscrizione Estero (Africa-Asia-Oceania-Antartide), ha ribadito come “tale proficuo modus operandi sia in linea con l’approccio che vede nelle risorse allocate per gli italiani all’estero un vero e proprio investimento che poi ritorna in Italia”, ha commentato Giacobbe evidenziando come il turismo delle radici debba prediligere la valorizzazione dei tanti piccoli borghi esistenti nella Penisola che, come è noto, necessitano di essere rivitalizzati. Manuel Vescovi (Lega-Partito Sardo d’Azione) ha invitato Esposito ad esporre una precisa richiesta da indirizzare al Governo circa una priorità per l’immediato futuro. Il Presidente Petrocelli ha invece chiesto delucidazioni in merito all’eventualità che Assocamerestero si possa occupare anche degli standard internazionali, come quelli ISO o quelli in materia di sicurezza o di ambiente.

In sede di replica Esposito ha tenuto a ribadire come, in via generale, tutta l’attività delle CCIE si caratterizzi per essere svolta in termini di sussidiarietà nel collegamento tra il Paese e le realtà economiche e d’investimento nazionale nel resto del mondo, cercando d’implementare i vari progetti e le varie iniziative in modo capillare, tenendo conto delle esigenze presenti in loco. “Dal Governo ci aspettiamo che vengano create le condizioni affinché sia possibile muoversi secondo un’ottica di sistema, nel presupposto che le Camere medesime costituiscono gli agenti operativi sul campo laddove, invece, le strutture statuali preposte all’incentivazione del prodotto italiano o all’internazionalizzazione delle imprese dovrebbero, grazie alla loro maggiore dimensione, muoversi seguendo evidentemente il metodo tipico delle relazioni politiche internazionali”, ha sottolineato Esposito evidenziando come il cofinanziamento statale delle CCIE, stabilito peraltro da un preciso criterio di ranking basato sulla produttività di ciascuna Camera, sia significativamente sceso a soli 8 milioni di euro annui. Quanto infine alle modalità di certificazione, del tipo ISO, ha assicurato che la propria amministrazione ha, tra i compiti statutari, anche quello di tutela dei marchi e dei brevetti italiani. (Simone Sperduto/Inform)

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