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Alla Giunta delle elezioni: l’audizione della presidente dell’Ufficio centrale per la Circoscrizione Estero della Corte d’Appello di Roma, Flavia Perra

CAMERA DEI DEPUTATI

L’intervento sulle problematiche emerse nel corso dello scrutinio del voto all’estero alle ultime elezioni politiche. Tra i suggerimenti migliorativi, l’identificazione elettronica del votante, l’inversione del diritto di opzione per il voto e la suddivisione dello scrutinio tra diverse Corti d’Appello

 

ROMA – Si è svolta alla Giunta delle elezioni della Camera dei Deputati l’audizione della presidente dell’Ufficio centrale per la Circoscrizione Estero della Corte d’Appello di Roma, Flavia Perra, intervento importante – ha sottolineato il presidente della Giunta, Roberto Giachetti, introducendo la relatrice – ai fini dell’acquisizione di elementi di conoscenza e di valutazione in merito alle problematiche applicative emerse in occasione delle procedure di voto e di scrutinio nella Circoscrizione Estero nel corso delle ultime elezioni politiche. Giachetti segnala come sia all’ordine del giorno della Commissione Affari costituzionali il “ritocco della legge elettorale per alcuni aspetti tecnici molto parziali” e che potrebbe giovarsi di suggerimenti formulati anche nel corso di questa audizione che la Giunta si incarica di trasmettere.

In primo luogo Perra rileva un aggravio dei problemi affrontati nel corso di queste ultime elezioni, per via dell’aumento progressivo degli elettori, rispetto alle consultazioni del 2013. “I seggi costituti nel 2013 sono stati 1361; quest’anno 1730. Questo ha significato che gli addetti ai seggi erano 10380 perché ogni seggio deve essere composto da un presidente, un segretario e da quattro scrutatori. In più – precisa Perra – ci sono stati 891 rappresentanti di lista accreditati per undici partiti e tutto il personale che serve a far funzionare il sito di Castelnuovo di Porto, una concentrazione di persone enorme, che ha determinato un blocco del traffico e gravi problemi alla viabilità”. La presidente ricorda come ciò abbia avuto come effetto la mancata presentazione di 502 presidenti di seggio, dato che ha fortemente inciso sul ritardo nella costituzione dei seggi: Perra spiega infatti come alle ore 15 di domenica 4 marzo oltre 300 seggi dovessero ancora essere costituiti e come la maggioranza di essi abbia comunque “lavorato con il numero minimo di addetti per operare – presidente, segretario e uno scrutatore”, – determinando quindi la lentezza delle procedure di scrutinio.

“Con molta lentezza e ritardo” – afferma Perra – sono state effettuate le operazioni preliminari che consentono di identificare l’elettore, operazione che viene fatta a mano consultando gli elenchi degli elettori – il numero degli elettori per ciascun seggio varia dalle mille alle duemila unità. La presidente evidenzia come tale compito, svolto in questa modalità, sia particolarmente gravoso, anche in termini di tempo, per cui si suggerisce l’introduzione di un lettore ottico che possa identificare, rapidamente e senza dubbi di sorta, un codice a barre che dovrebbe essere posto nella parte esterna della busta inviata dal Consolato.

Non ha aiutato poi la concentrazione di queste operazioni preliminari nella giornata di domenica 4 marzo – esse dovrebbero terminare entro le ore 23 della domenica, quando è fissato l’avvio dello spoglio: condizioni meteorologiche avverse hanno comportato l’arrivo dei plichi elettorali dall’America settentrionale e dall’Europa settentrionale nella tarda notte di sabato e la loro consegna ai presidenti di seggio nella mattinata di domenica, “in contemporanea alla costituzione ai seggi”, determinando – rileva Perra – “un’altra problematica notevole”.

“Il notevole aumento del numero degli elettori ha creato poi dei problemi di reperimento degli spazi – prosegue la presidente, spiegando come il sito, di 67000 mq suddivisi in 4 distinti ed “enormi” edifici, abbia “un gran numero di porte e finestre quasi tutte prive di serrature e di chiavi, per cui la custodia dei plichi è stata molto difficile ed ha richiesto un gran numero di forze dell’ordine”.  Anche l’ingresso di operatori televisivi – “che sono stati subito allontanati”, precisa Perra – è stata “elemento di disturbo nelle operazioni di scrutinio”. “L’operazione è difficile anche da un punto di vista logistico – rileva, segnalando come non vi sia in questi spazi “la serenità necessaria per svolgere queste delicate attività”.

“Con l’ufficio abbiamo quindi avanzato delle proposte che dovrebbero essere recepite anche con interventi legislativi – afferma Perra, indicando in primis il reperimento di personale, presidenti e scrutatori anche nei comuni di Castelnuovo di Porto e limitrofi, per evitare “il grande afflusso da Roma” che ha creato così tanti disagi. Si suggerisce poi la suddivisione dello scrutinio delle ripartizioni della Circoscrizione Estero tra diverse Corti d’Appello e l’identificazione dell’elettore votante attraverso un sistema elettronico. Un’altra modifica legislativa proposta è quella dell’inversione del diritto di opzione: ossia prevedere che coloro che intendono esercitare il proprio diritto di voto per corrispondenza lo comunichino al Consolato competente entro un termine stabilito. “In questo modo – rileva Perra – si avrebbe un maggiore controllo sui plichi, una maggiore consapevolezza degli aventi diritto che effettuano una specifica richiesta e una razionalizzazione dei costi”. Altra modifica legislativa potrebbe riguardare i termini entro cui le schede votate vanno prese in carico dai Consolati e poi spedite all’Ufficio centrale. “Attualmente il termine di scadenza sono le ore 16 del giovedì precedente la data del voto in Italia, e questo più determinare problemi, per cui si potrebbe anticipare l’arrivo alle ore 16 del mercoledì – suggerisce Perra.

La presidente segnala anche come l’Ufficio centrale sia dovuto “subentrare in surroga nelle operazioni di scrutinio”, “facendo le operazioni di spoglio” e integrando “401 verbali in tutto, rispetto ai 152 verbali integrati da noi del 2013”.

In seguito alla considerazioni di Perra, Giachetti rileva come l’obiettivo sia quello di aumentare ulteriormente il numero dei votanti tra i connazionali all’estero – il dato delle ultime elezioni si aggira al 30%, – finalità che comporterebbe, stando così le cose, un ulteriore aggravio dei problemi sopra richiamati. Giachetti suggerisce inoltre un sopralluogo della Giunta al sito di Castelnuovo di Porto, per verificare concretamente la situazione esposta. (Inform)

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