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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alla Festa Nazionale dell’Unità di Reggio Emilia l’incontro “Partire, restare…e tornare. Italiani nel mondo. Cittadinanza, diritti, opportunità”

ITALIANI ALL’ESTERO

 

REGGIO EMILIA – Si è svolto alla Festa Nazionale dell’Unità, organizzata dal Pd a Reggio Emilia, l’incontro “Partire, restare…e tornare. Italiani nel mondo. Cittadinanza, diritti, opportunità”. Il dibattito, nel corso del quale è stato presentato il Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes,  è stato introdotto da Luciano Vecchi, responsabile del Dipartimento Italiani all’Estero del Pd e consigliere del Cgie, che ha sottolineato come gli italiani all’estero rappresentino “l’unica regione d’Italia” che cresca anche dal punto di vista demografico.  Vecchi ha anche rilevato l’esigenza sia di mettere in campo  politiche, scelte e nuovi strumenti per far  rispettare e promuovere i diritti di cittadinanza di chi sta al di fuori dei confini nazionali, sia di usare le energie, le intelligenze e le risorse che abbiamo come italiani nel mondo per contribuire al futuro del paese. Vecchi ha inoltre ricordato due protagonisti del mondo delle migrazioni che non sono più tra noi: Dante Bigliardi,  dirigente della Filef di Reggio Emilia scomparso 15 anni fa, e Michele Schiavone, il Segretario Generale del Cgie venuto  a mancare nei mesi scorsi, cha ha dedicato tutta la sua vita per la dignità ed i diritti degli italiani all’estero. “Per il Partito democratico – ha aggiunto Vecchi dopo aver ricordato  la presenza di 80 membri residenti all’estero fra i componenti dell’Assemblea del Pd – i prossimi mesi saranno un momento importante di confronto perché avremo i congressi di quasi tutte le strutture del Pd nel mondo. 12 Federazioni, più di 100 circoli e 5000 iscritti nei cinque continenti, che sceglieranno il loro gruppi dirigenti. Nel corso del dibattito il dirigente del Pd ha anche posto in evidenza l’importanza di promuovere una fiscalità che sia uguale per in connazionali in Italia e all’estero, una valorizzazione dei cervelli in fuga che favorisca la circolarità dell’emigrazione, e un vero dialogo fra i  sistemi previdenziali dei vari Paesi che a volte non si integrano. Nel suo intervento Laura Salsi, co-coordinatrice della Filef nazionale e presidente della Filef reggiana, ha parlato del suo sodalizio segnalando come la Filef, un’associazione di volontariato impegnata nell’attività di integrazione interculturale, sia stata costituta e fondata oltre mezzo secolo fa a Reggio Emilia da Dante Bigliardi. La Salsi, dopo aver rilevato che il ricordo di Dante è tenuto vivo dal perdurare dei suoi insegnamenti che ancora oggi restano preziosi per il lavoro della Filef , ha sottolineato come questa associazione da alcuni anni abbia ripreso slancio grazie ad un rinnovato impegno dei volontari volto alla difesa dei migrati più fragili  Ha seguire è stato trasmesso il video messaggio della Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi. “La presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo – ha esordito la Prodi – ha nutrito in tutti questi anni la mia vita associativa, istituzionale e la mia militanza, e lo ha fatto insegnandomi quanto sia importante tenere insieme gli aspetti quantitativi e qualitativi. Mi ha inoltre insegnato che non possiamo sederci su una visione unica dell’emigrazione, e non possiamo immaginare che una sola prospettiva le raccolga tutte. Questa è una sfida – ha continuato la Segretaria Generale – soprattutto perché per noi, che abbiamo a cuore la nostra emigrazione, c’è un tema fondamentale: quello delle infrastrutture. Che siano le infrastrutture dell’associazionismo, della rappresentanza di base o del corpo diplomatico consolare, siamo tutti interessati dall’enorme aumento della nostra emigrazione,  siamo tutti sotto pressione per questo e questa pressione ci chiede di cambiare completamente la logica della nostra azione. Quindi ascoltiamo quello che il Rapporto ogni anno ha da dirci” “Tutti insieme – ha concluso Prodi – dobbiamo porci la domanda sulla logica di sistema, è questa la cosa più importante e credo che darà una prospettiva di futuro e di sorriso alle nostre comunità”. Ha poi preso la parola Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, che ha evidenziato come la comunità degli italiani all’estero possa essere considerata alla tregua della 21esima regione d’Italia. Una realtà feconda e in crescita, quella delle nostre collettività nel mondo, che per Licata, potrebbe rappresentare un punto di riferimento per il possibile progetto di ricostruzione di un’Italia spopolata, una rinascita a partire dall’Italia delle mobilità. La sociologa ha poi ricordato come dal 2006 ad oggi la nostra presenza all’estero sia cresciuta del 91%. Una realtà composta da molti giovani – il 24% ha fra i 35 e i 45 anni e un 40% ha fra i 18 e i 35 anni- ma anche da minori e pensionati. “Le motivazioni di chi si reca all’estero – ha spiegato Licata – non prendono solo spunto dalla necessità di trovare un lavoro all’altezza della formazione posseduta e una buona retribuzione, ma anche dal desiderio di fare figli nell’ambito di un progetto migratorio definito. Si tratta  in pratica di un desiderio di felicità… Ma c’è anche – ha continuato la sociologa – il desiderio di ritornare dall’estero nel paese d’origine. Bisogna quindi rendere più accoglienti i territori d’origine, valorizzando la  persona che è partita e che non è più la stessa rispetto a quella che è andata via, in quanto arricchita dalla emigrazione attraverso una identità plurima. Accanto al desiderio di partenza e ritorno, – ha concluso Licata – vi è anche il desiderio di chi non vuole partire e vuole restare dove ha sempre vissuto. Queste tre diritti fanno parte di un diritto più grande che è quello a un’esistenza felice che risponda ai nostri desideri”. A seguire è intervenuto il deputato del Pd Toni Ricciardi, eletto nella ripartizione Europa, che ha in primo luogo segnalato come nell’ultima legge di bilancio siano stati tagliati 55 milioni di euro per le politiche degli italiani all’estero. In questo contesto Ricciardi ha anche rilevato la riduzione degli incentivi per i rimpatriati, con uno sgravio fiscale per coloro che rientrano nel mezzogiorno che è passato dal 90% al 50%.  Facilitazioni, per una misura scelta da 75.000 persone, che avevano fornito alla Stato 2 miliardi l’anno tasse non previste. Il deputato ha poi posto in evidenza come una maggiore sensibilità da parte del Pd sulle politiche per gli italiani all’estero abbia permesso di approvare in prima lettura alla Camera “una legge ordinaria su servizi consolari che stanzia 4 milioni strutturati ogni anno per cercare di incentivare il sistema di produttività dei servizi consolari”. “Più passaporti un consolato produce , – ha spiegato Ricciardi – più risorse può trattenere e ricevere per cercare di migliorare il servizio”. Il deputato ha poi evidenziato come la cittadinanza sia data dai diritti che lo Stato  garantisce al cittadino e che il poter usufruire di quei diritti renda la persona cittadino a tutti gli effetti. Ricciardi ha infine segnalato che nei prossimi giorni lavorerà per incentivare la partecipazione degli italiani all’estero al referendum contro l’autonomia differenziata.  Fra gli altri numerosi interventi segnaliamo quello del senatore del Pd Andrea Crisanti, eletto nella ripartizione Europa che ha rilevato l’esigenza di lavorare affinché nella legge sul premiarato, che prevede il suffragio universale,  ogni voto degli italiani all’estero conti e non sia ridimensionato. “Ho vissuto all’estero 35 anni della mia vita, – ha affermato il senatore – e sono stato in contatto in questi anni all’estero con tante persone. Credo dunque che si vada all’estero per un lavoro e una retribuzione migliore, ma soprattutto per avere un’aspettativa di futuro diverso. Questa è la cosa più importante ed è per questa  ragione che gli italiani fanno più figli all’estero, perché vedono un futuro davanti in cui proiettarsi, dove si ha un’idea di come fare carriere e vengono riconosciute le proprie capacità. E’ questo che manca all’Italia ed è questo su cui dobbiamo ragionare”.  “Il fatto che molti italiani vadano all’estero – ha aggiunto Crisanti – è una cosa positiva, perché si arricchiscono di esperienze, ma mi pacerebbe che le riportassero in Italia”. Il dibattito è poi proseguito con altri interventi. (Inform)

 

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