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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alla Commissione Esteri l’esame di alcuni accordi bilaterali di cooperazione in materia culturale, scientifica, tecnologica e dell’istruzione

CAMERA DEI DEPUTATI

Illustrato dal relatore Marco Fedi (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) il disegno di legge per la ratifica e l’esecuzione degli Accordi tra Italia e Emirati Arabi, Malta, Montenegro, Senegal, Repubblica slovacca e Slovenia

 

ROMA – La Commissione Affari esteri della Camera dei Deputati ha avviato l’esame del disegno di legge per la ratifica e l’esecuzione di sette distinti accordi bilaterali di cooperazione in materia culturale, scientifica, tecnologica e dell’istruzione conclusi in un arco temporale compreso tra marzo 2000 e luglio 2015. Si tratta in particolare dell’Accordo tra Italia e Repubblica ceca fatto a Praga l’8 febbraio 2011; di quello con gli Emirati Arabi Uniti, fatto a Dubai il 20 novembre 2012; con Malta, fatto a Roma il 19 dicembre 2007; con il Montenegro, fatto a Podgorica il 26 settembre 2013; con il Senegal, fatto a Roma il 17 febbraio 2015; con  la Repubblica slovacca, fatto a Bratislava il 3 luglio 2015; con la Slovenia, fatto a Roma l’8 marzo 2000.

Ad illustrare il disegno di legge il relatore Marco Fedi (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide), che ha in premessa ricordato come per il primo degli Accordi – quello con la Repubblica ceca – sia già intervenuta l’autorizzazione alla ratifica con la legge del 1o dicembre 2016, n. 241, a seguito della presentazione di un’iniziativa legislativa del deputato Manlio Di Stefano (M5S). In linea con quanto ricordato all’avvio di seduta anche dal presidente della Commissione, Fabrizio Cicchitto, Fedi preannuncia quindi la presentazione di proposte emendative intese ad adeguare il testo all’approvazione della legge sopra richiamata.

Per quanto attiene all’Accordo di cooperazione con il Governo degli Emirati Arabi Uniti, nell’ambito della cultura, arte e patrimonio, il relatore rileva che esso consegue “all’intensificazione delle relazioni commerciali bilaterali ed all’incremento degli scambi culturali nel quadro di una rinnovata cooperazione politica testimoniata anche dall’attività di un gruppo di collaborazione bilaterale che riunisce parlamentari italiani ed emiratini”.

L’Accordo italo-maltese in materia di cooperazione culturale e di istruzione è invece finalizzato a “promuovere e favorire iniziative, scambi e collaborazioni in ambito culturale, tenendo conto della comune appartenenza di Italia e Malta all’Unione europea, che delinea un quadro politico di riferimento del tutto differente rispetto a quello sotteso al precedente Accordo concluso alla Valletta il 28 luglio 1967, che viene abrogato”. L’intesa, quindi, oltre ad aggiornare il quadro di riferimento delle relazioni bilaterali in ambito culturale, è volta ad impedire i trasferimenti illeciti di beni culturali, assicurando, altresì, la protezione dei diritti d’autore e della proprietà intellettuale, in ottemperanza delle norme internazionali e nazionali.

L’Accordo con il Montenegro riguarda una materia che non è attualmente regolata da accordi bilaterali specifici e persegue l’obiettivo di “costituire, promuovere, sostenere ed aggiornare iniziative comuni in campo scientifico e tecnologico, anche tenendo conto degli specifici programmi dell’Unione europea e di altri organismi internazionali quali l’InCE”. Lo scopo principale dell’Accordo è quindi il consolidamento e l’armonizzazione dei legami e della comprensione reciproca, fornendo al contempo una risposta efficace alla forte richiesta di innovazione tecnologica in Montenegro, Paese – ricorda Fedi, – che “ha lo status ufficiale di candidato all’ingresso nell’Ue”, “considera l’Italia un punto di riferimento cruciale nel proprio percorso di avvicinamento all’Unione europea e ci percepisce come interlocutore di importanza strategica anche in virtù dei contenuti scientifico-tecnologici che contraddistinguono le relazioni bilaterali”.

Per quanto attiene all’Accordo tra Italia e Senegal, esso è stato negoziato per sostituire il precedente Accordo, che risale al 1974 e che non conteneva clausole per la valorizzazione della diaspora senegalese in Italia, formule di collaborazione interuniversitaria e un sostegno più deciso all’insegnamento dell’italiano in Senegal. “La domanda culturale e di conoscenza del Sistema Italia in Senegal è in progressivo aumento – segnala Fedi, – molte manifestazioni culturali sono organizzate a Dakar dalle istituzioni italiane ed inoltre molti senegalesi parlano l’italiano grazie alle loro esperienze di studio e di lavoro in Italia. L’italiano è materia curricolare, come seconda o terza lingua straniera (opzionale), nelle scuole medie e nei licei, oltre ad essere insegnato in alcune scuole professionali senegalesi”.

L’Accordo italo-slovacco di cooperazione in materia di cultura, istruzione, scienza e tecnologica  si propone invece di fornire un quadro di riferimento adeguato alle iniziative di tali settori di collaborazione, in considerazione della varietà e della qualità dei rapporti bilaterali esistenti tra i due Paesi. Esso sostituisce le precedenti intese in materia, risalenti al 1971 e al 1990,  resesi obsolete, “oltre che per il cambiamento del quadro politico, anche per l’evoluzione della collaborazione in campo culturale, scientifico e tecnologico”. Il relatore ricorda che la Repubblica Slovacca è divenuta Stato membro dell’Unione europea a partire dal 2004 e, pertanto, partecipa a pieno titolo alle politiche di cooperazione culturale e scientifica perseguite in tale ambito. “L’esigenza di sottoscrivere un nuovo accordo deriva anche dal crescente interscambio e dalle numerose iniziative intraprese sul piano culturale, scientifico e tecnologico, che necessitano quindi di un inquadramento organico e aggiornato – afferma Fedi, segnalando come l’intesa si proponga di favorire, “da una parte, un ulteriore rafforzamento dei rapporti bilaterali fornendo nel contempo una risposta efficace alla fortissima richiesta di lingua e cultura italiana nella Repubblica slovacca e, dall’altra, di incoraggiare l’avvio di strette collaborazioni in un settore sempre più cruciale come quello della ricerca scientifica e tecnologica”.

Infine, l’Accordo di collaborazione italo-sloveno nei settori della cultura e dell’istruzione sostituisce un precedente risalente al 1960 ed è volto a favorire l’integrazione a livello europeo e regionale, anche incoraggiando la partecipazione bilaterale nel contesto di programmi multilaterali promossi dall’Unione europea, nonché di specifiche iniziative di cooperazione regionale. Tra la sua finalità anche l’agevolazione delle relazioni culturali tra le minoranze dell’una e dell’altra parte dei rispettivi confini dello Stato.

Mentre Fedi conclude la sua illustrazione augurandosi una rapida adozione del provvedimento di ratifica, il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Amendola segnala di condividere le considerazioni svolte.

Emanuele Scagliusi (M5S) annuncia intanto il voto favorevole del suo gruppo. L’esame viene quindi rinviato ad altra seduta. (Inform)

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