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Alla Commissione Esteri l’avvio dell’esame del provvedimento sulla tutela consolare dei cittadini dell’Unione non rappresentati nei Paesi terzi

SENATO DELLA REPUBBLICA

Per il relatore Claudio Micheloni (Pd, ripartizione Europa) si tratta di “un considerevole passo in avanti nell’ambito della tutela consolare, perché consente la necessaria flessibilità a fronte di situazioni molto diverse tra loro”

 

ROMA – La Commissione Affari Esteri del Senato ha avviato l’esame dello schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva europea sulle misure di coordinamento e cooperazione per facilitare la tutela consolare dei cittadini dell’Unione non rappresentati nei Paesi terzi e che abroga la decisione in materia  95/553/CE.

Ad illustrare il provvedimento il relatore Claudio Micheloni, che ha ricordato come la direttiva da attuarsi sia quella relativa alla tutela consolare dei cittadini dell’Unione europea non rappresentati nei Paesi terzi (n. 637 del 2015) in ottemperanza all’articolo 20 del Trattato e all’articolo 46 della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue, che attribuiscono ai cittadini europei il diritto di godere della tutela delle autorità diplomatiche di altri Paesi dell’Unione negli Stati terzi in cui il proprio Paese non abbia rappresentanze consolari.

Il testo in esame – rileva Micheloni – dà sistematicità alle prassi maturate nel corso degli anni fra gli Stati membri, in particolare per quanto riguarda il rilascio e il rimborso dei documenti di viaggio provvisori per i cittadini di altri Paesi sprovvisti di passaporto, a seguito di smarrimento o di furto.

Passa poi a richiamare i 5 articoli che compongono lo schema di decreto.

Il primo, in particolare, modifica il decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967, sull’ordinamento del Ministero degli Esteri, aggiungendo alle funzioni fondamentali dei nostri consolati la tutela dei cittadini europei e dei non cittadini, nel rispetto delle disposizioni internazionali ed europee e nazionali. L’obbligo di assistenza può estendersi anche a cittadini non europei, laddove sia previsto da disposizioni europee o accordi bilaterali. Con una modifica al decreto legislativo n. 71 del 2011, riguardante l’organizzazione e le funzioni dei nostri uffici consolari, viene introdotto il concetto di “cittadino europeo non rappresentato”, cioè cittadino di un Paese Ue che non ha rappresentanze consolari stabili in un Paese terzo. Il provvedimento consente quindi agli uffici consolari di rilasciare documenti di viaggio provvisori, per consentire a tali persone, previa autorizzazione del Paese di cittadinanza, di rientrare in patria. Altre previsioni riguardano l’assistenza consolare in caso di arresto o detenzione e gli aspetti pratici della restituzione delle somme anticipate dai nostri uffici.

Vi sono poi norme per la tutela dei cittadini non rappresentati in caso di crisi o emergenze locali, oltre che previsioni sul coordinamento con le altre ambasciate degli Stati membri Ue e con le delegazioni europee.

Sempre per facilitare il coordinamento con le strutture europee, il provvedimento – spiega il relatore – prevede che il Maeci comunichi al Servizio europeo per l’azione esterna, l’ufficio che, secondo il proprio regolamento di organizzazione, svolge le funzioni di punto di contatto. Dalle nuove funzioni di assistenza possono essere esclusi i consoli onorari e i reggenti degli uffici consolari di 1a categoria. Micheloni segnala poi che non sono previsti nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e non si riscontrano profili di incompatibilità con gli obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese, anche perché la collaborazione fra Stati in materia di tutela consolare è espressamente prevista dalla Convenzione di Vienna del 1963.

Il testo – rileva – “rappresenta un considerevole passo in avanti nell’ambito della tutela consolare, in particolare perché consente la necessaria flessibilità a fronte di situazioni che possono essere molto diverse tra loro”. Ritiene però, con riferimento alla figura dei consoli onorari, che sia “necessario un mutamento nella politica del Ministero, che spesso fa fronte alle carenze di personale nella rete diplomatica ricorrendo impropriamente a tali figure, che spesso rischiano di essere inidonei a svolgere le importanti funzioni loro assegnate”. L’auspicio di Micheloni è dunque che “i consoli onorari siano esclusi da queste nuove funzioni di tutela consolare”, considerazione cui si associa anche Claudio Zin (Maie, eletto nella ripartizione America meridionale).

Sul punto interviene il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, che evidenzia come lo schema lasci aperta la questione dell’attribuzione delle nuove funzioni ai consoli onorari, consentendo “una scelta caso per caso, che tenga conto della struttura consolare complessiva del Paese in questione”. Ricorda tuttavia l’importanza che tali figure rivestono, soprattutto nei casi in cui non sarebbe comunque possibile avere rappresentanze consolari di ruolo.

Micheloni precisa che l’intento non è “sminuire il ruolo dei consoli onorari”, ma piuttosto ribadire l’importanza del rafforzamento della rete per far fronte alle esigenze di tutela consolare, più volte richiamata dallo stesso Parlamento. Alla considerazione si associa anche Gian Carlo Sangalli (Pd).

Il seguito dell’esame viene quindi rinviato ad altra seduta. (Inform)

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