SENATO DELLA REPUBBLICA
Accolta la proposta del senatore De Cristofaro per la realizzazione di un ciclo di audizioni di approfondimento
ROMA – E’ ripresa presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato la discussione congiunta dei disegni di legge 98 (Giacobbe e La Marca), 295 (Francesca La Marca), 752 (Menia) e 919 (Francesca La Marca) riguardanti la riapertura del termine per il riacquisto della cittadinanza italiana e modifiche della legge del 5 5 febbraio 1992. Il dibattito è stato introdotto dal Presidente della Commissione Alberto Balboni(FdI) che, in qualità di relatore, ha illustrato il disegno di legge n. 1211, a prima firma della senatrice La Marca prevede due articoli. L’articolo 1 dispone la riapertura – per un periodo di quattro anni – dei termini per la presentazione della dichiarazione volta a ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 91. I termini – ha spiegato il relatore – sono riaperti esclusivamente per coloro i quali, già cittadini italiani precedentemente alla data di entrata in vigore della legge n. 91 del 1992, avevano perduto la cittadinanza per naturalizzazione e per gli stranieri dei quali il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado siano stati cittadini per nascita. In proposito Balboni ha ricordato che i termini il riacquisto della cittadinanza per coloro che risiedono all’estero, come previsti dalla predetta legge n. 91 del 1992, sono scaduti con l’ultima proroga il 31 dicembre 1997. Vi è poi l’articolo 2 che reca una modifica all’articolo 9-bis della legge n. 91 del 1992 volta a ridurre da 250 a 200 euro il contributo al pagamento del quale è soggetta la dichiarazione finalizzata al riacquisto della cittadinanza. A conclusione dell’illustrazione il relatore ha proposto che il provvedimento appena illustrato sia trattato congiuntamente ai disegni di legge nn. 98, 295, 752 e 919, già all’esame della Commissione. Dopo il sì della Commissione è intervenuto il senatore Peppe De Cristofaro (Misto-AVS) che ha sottolineato la particolare rilevanza della materia in discussione, soprattutto con riferimento alla questione del voto degli Italiani residenti all’estero, qualora dovesse essere approvata la riforma costituzionale sul premierato. Allo scopo di portare avanti un adeguato approfondimento dal senatore è stato quindi chiesto un ciclo di audizioni. Dal canto suo il senatore Roberto Menia (FdI) ha sottolineato come, al contrario degli altri provvedimenti in titolo, che tendono ad ampliare l’oggetto del dibattito, il disegno di legge n. 752, di cui è firmatario, preveda la riapertura dei termini per la richiesta della cittadinanza da parte di coloro che l’hanno perduta, perché sono emigrati e andati a lavorare in Paesi lontani che al tempo non consentivano la doppia cittadinanza. Secondo il senatore si tratta peraltro di una platea di destinatari circoscritta, considerato che molti sono deceduti e tanti altri sono anziani. Per Menia inoltre, che ricorda la necessità di contrastare possibili traffici illegali intorno alla cittadinanza italiana, il provvedimento si prefigge di circoscrivere la “ricostruzione” della cittadinanza fino al terzo grado, in luogo del quinto o sesto, e solo nei casi in cui vi sia un effettivo legame con il territorio e il soggetto dimostri la conoscenza della lingua italiana almeno al livello B1, requisito che peraltro è richiesto anche in molti Paesi europei. Per Menia sarebbe anche opportuno favorire il rientro degli italiani emigrati in Venezuela, che ora vivono in difficili condizioni economiche, che effettivamente abbiano mantenuto un sentimento di italianità, sia pure a distanza. Ha poi preso la parola il senatore Andrea Giorgis (PD-IDP) per chiedere al Governo una relazione sul numero approssimativo delle persone coinvolte dalle norme in esame. Il Presidente della Commissione, accogliendo la proposta avanzata dal senatore De Cristofaro di svolgere un ciclo di audizioni, ha proposto di fissare per le ore 12 di mercoledì 5 marzo il termine entro cui indicare i nominativi degli auditi, nel numero di non più di due per ciascun Gruppo. La proposta è stata accolta dalla Commissione. (inform)